Recensioni

Cover Art Secrets: Appetite for Destructions (Guns N’Roses)

Marco Restelli
Scritto da Marco Restelli

Esistono album leggendari che hanno fatto oggettivamente la storia della musica, lasciando un segno indelebile. Fra questi, non solo nell’ambito dell’Hard Rock ma della ionosfera del mainstream mondiale, c’è certamente Appetite for destruction dei Guns N’Roses. Oltre al disco e alla sua band, nella leggenda ha finito inevitabilmente per finirci anche la sua splendida copertina che come raramente capita (penso a quella di Slippery when wet dei Bon Jovi, o del celebre Beggars banquet dei Rolling Stones), ha avuto una doppia edizione a causa di problemi incontrati a livello commerciale.
Inizialmente, quando uscì (con Axl Rose, Slash e compagni sostanzialmente ancora sconosciuti) molti negozi iniziarono a rifiutarsi di esporre le copie a causa dell’immagine, certamente molto violenta, del Cyborg stupratore, con la vittima seminuda ancora per strada ed un orribile mostro vendicatore che sta arrivando dal cielo per ucciderlo.
L’opera originale di Robert Williams finì quindi, per ovvie ragioni di opportunità, per essere “traslata” all’interno del disco e fu necessario pensare a una valida alternativa che in qualche modo garantisse una certa efficacia estetica, degna della “bomba musicale” che avrebbe accompagnato. Il gruppo non ne fu particolarmente contento, perché in qualche modo riteneva quel disegno significativo e di denuncia (l’industria che distrugge tutto), ma dovette accettare le decisioni di chi in fin dei conti voleva farli diventare delle star riempiendoli di gloria e soldi.
In realtà l’idea originale di Rose – vale a dire lo Space Shuttle che esplode così come riportato su una copertina del Time – era ancora differente, ma non venne mai minimamente contemplata dall’etichetta. Non è faticoso capire perché il Boss David Geffen si rifiutò di prenderla in considerazione.
Alla fine, fu dato quindi il compito di creare una nuova cover all’artista Billy White Jr. che pensò (forse inevitabilmente) a uno sfondo tutto nero, con al centro una croce celtica e, disposti sulle quattro punte partendo dall’alto in senso orario ci sono le caricature a forma di teschio del chitarrista ritmico Izzy Stradlin (che fu determinante a livello compositivo), il biondo bassista Duff McKagan, il magnetico chitarrista solista Slash, e il batterista Steven Adler.
Al centro della croce il frontman/cantante Axl Rose fondatore della band e proprietario del prezioso marchio. Non so quale fosse l’intenzione dell’autore, ma i volti “ossuti” della band, a mio personale avviso, non hanno mai fornito un senso di aggressività all’immagine, trasmettendo invece più il lato goliardico dei Guns. L’ultima curiosità riguarda il retro della copertina (nel vinile e nelle cassette): riportava la divisione dei brani non come Lato A e Lato B, ma rispettivamente G e R. Ciò in quanto il primo Lato (Guns) contiene pezzi che parlano di droga e alienazione urbana, mentre sul secondo lato (Roses) i brani parlano maggiormente di sesso e amore.
Appetite for destruction è il disco di esordio di maggior successo della storia e ha venduto oltre 30 milioni di copie in tutto il mondo. I Guns N’Roses hanno continuato per decenni e ancora continuano a raccogliere i frutti di questa miniera d’oro, la cui cover è ormai entrata giustamente nell’immaginario collettivo di tutti i fan del rock come l’immagine di qualcosa di assolutamente irripetibile.

About the author

Marco Restelli

Marco Restelli

Originario di Latina, ma trapiantato ormai stabilmente a Bruxelles. Collaboro con diversi siti musicali. Collezionista di dischi dai primi anni '80, ascolto praticamente ogni tipo di musica, distinguendo solo quella che mi emoziona da tutto il resto.
In progetto: l'attività di promoter di eventi live di artisti emergenti nel Benelux. Sono orgogliosamente cattolico, ma ritengo che la tolleranza sia alla base delle relazioni umane. Se dovessi salvare un solo disco, fra i miei 3500, sceglierei "Older" di George Michael. La mia più grande passione, oltre alla musica: la mia famiglia e i miei tre bambini.

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