Interviste

Cara Calma, Intervista

Giovanni Panebianco

“Quando suoniamo, che ci siano mille persone a sentirci o che ce ne siano trenta, il palco ce lo vogliamo mangiare” Cara Calma

Tra i gruppi di spicco di questa edizione dello Strike Up Festival organizzato, come sempre, nella splendida cornice del castello della Rancia di Tolentino (MC), troviamo i bresciani Cara Calma, che quest’oggi, 1 giugno, apriranno ai Fast Animals And Slow Kids, band di punta di questa seconda serata della rassegna marchigiana. Subito dopo la loro infuocata esibizione, intercettiamo il cantante Riccardo Taffelli per parlare del loro ultimo disco, del tour in atto e di tanto altro.

Partiamo dal nome Cara Calma.
Ci siam trovati, inevitabilmente, a dover decidere il nome per la band e abbiamo cercato di trasporre il nostro mantra in esso, cioè il fatto di affrontare la vita sempre con la massima calma. Calma non nel senso di svogliatezza, ma una calma che ci permette di gustarci ogni istante precedente al raggiungimento di un obiettivo, senza bruciare le tappe, godendo appieno del percorso. Cara Calma inteso come “calma preziosa”, che ti permette di arrivare allo scopo senza perdersi niente per strada.

“Souvenir” è una parola francese molto evocativa che dà il titolo al vostro ultimo album. Come mai la scelta è ricaduta su di essa?
“Souvenir” è una sorta di lettera che spediamo ai noi stessi futuri che potremmo magari riascoltare tra venti o trent’anni e ricordare cos’era stato per noi e riassaporare le sensazioni che provavamo in quel periodo. E’ un souvenir per noi e per la gente che ci ha seguito, che incontriamo per concerti, perché è anche dedicato a chi ci ascolta e ci sostiene. E’ un discorso intimo e collettivo allo stesso tempo. Avevamo valutato la possibilità di chiamare il disco Universo e Souvenir è proprio l’anagramma della parola “universo”. C’è anche questa curiosità.

“Souvenir” come il vostro lavoro precedente è prodotto da Karim degli Zen Circus. Com’è lavorare con lui?
E’ una figata. Per quanto riguarda il primo disco, “Sulle Punte Per Sembrare Grandi”, è stato un avvicinamento graduale nel senso che lo abbiamo contattato, lui è stato super disponibile fin da subito e gli abbiamo mandato dei provini. Da lì abbiamo cominciato a lavorare insieme. Per il secondo album essendo diventati amici nel frattempo, si è offerto lui di produrre i dieci pezzi che avevamo già pronti. E’ stato un processo un po’ differente perché in questo disco si è lavorato molto di più sulla personalizzazione del prodotto Cara Calma e in particolare sulla voce, rendendola il meno derivativa possibile. Ha cambiato molto il mio approccio al canto e alla scrittura.

Nel secondo disco c’è un pezzo della mia regione, l’Abruzzo, essendoci ospiti Luca Romagnoli del Management e Ivo Bucci dei Voina. Come sono nate queste due collaborazioni?
La collaborazione con Ivo è nata in maniera del tutto spontanea, essendo entrati nel roster dell’agenzia di booking dei Voina, la Tube Agency. Ci siamo incontrati per caso a Viterbo, al Rockin’ Cura l’estate scorsa e ci è balenata in testa l’idea di fargli cantare un brano, perché ci piaceva un sacco la sua attitudine. Successivamente gli abbiamo inviato il pezzo ed è venuto in studio da noi a registrare “Otto Ore”. Siamo rimasti tutti molto contenti del risultato. Invece grazie a Karim è venuta fuori l’ospitata di Luca del Management, in quanto volevamo un altro feat maschile, un qualcosa di diverso e particolare. Karim ci ha proposto Luca, che ha un modo di cantare davvero singolare, e lui ha accettato di buon grado.

Al momento siete impegnati nel Souvenir Tour Estivo, vuoi farci un bilancio di queste prime date?
Finora sono andate molto bene. Questa sera a Tolentino è stato parecchio emozionante. Sapevamo che ci sarebbe stata molta gente perché è la prima vera data di presentazione di “Animali Notturni” dei Fast Animals And Slow Kids, però non ci aspettavamo che ci fossero così tante persone che conoscevano i nostri pezzi e si spaccavano a cantarli sotto le transenne. E’ stata una grandissima sorpresa. Ci rendiamo conto che rispetto al tour del disco vecchio il pubblico sta crescendo ed il bilancio non può essere che positivo.

Vedendovi live ho notato delle assonanze con My Chemical Romance, The Juliana Theory e una buona fetta dell’Emo Punk americano. E’ stata un’impressione sbagliata?
Non hai sbagliato, perché l’attitudine nostra è quella. Veniamo tutti dal Punk Hardcore e quando suoniamo, che ci siano mille persone a sentirci o che ce ne siano trenta, il palco ce lo vogliamo mangiare. Ci fa piacere che dall’esterno questo venga percepito.

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