Interviste

C.F.F – Intervista

Annalisa Nicastro

C.F.F. sta per “Concettuale Fisico Fastidio” e condensa quelle che sono le nostre principali caratteristiche: la particolare cura dedicata alla scrittura dei testi e l’approccio multidisciplinare

Cominciamo dal nome della band C.F.F. e il Nomade Venerabile, ci spiegate meglio il significato?
C.F.F. sta per “Concettuale Fisico Fastidio” e condensa quelle che sono le nostre principali caratteristiche: la particolare cura dedicata alla scrittura dei testi (partendo dal presupposto che la lingua italiana sia la più bella del mondo!) e l’approccio multidisciplinare attraverso il quale, soprattutto nei primi anni di attività, intrecciavamo la musica col teatro-danza e la video-arte.
Proprio l’aspetto più spiccatamente teatrale del gruppo, agli esordi (parliamo di fine anni ‘90), era curato da due ragazzi, i cui nomi d’arte erano per l’appunto “Nomade” e “Venerabile”.

Da chi è composto?
Dalla Primavera scorsa, ossia da quando il nome della band è cambiato diventando semplicemente C.F.F. ed assumendo la forma di duo femminile elettro-acustico, i componenti sono Anna Maria Stasi (voce, tastiera, percussioni, luci, scenografie, musiche, arrangiamenti) e Anna Surico (chitarre, pedali, sequenze, musiche, testi, arrangiamenti). Terzo elemento fuori dal palco è Vanni La Guardia (booking, management, ufficio stampa, musiche, testi, arrangiamenti), bassista e co-fondatore dei C.F.F. e il Nomade Venerabile.

Siete state impegnate/i in un tour indoor per promuovere il vostro ultimo ep Al Cuore, come è andata?
Non nascondiamo che agli inizi avevamo qualche timore. Passare dalla sicurezza garantita da una “corazzata elettrificata” di 5 elementi impregnata di suoni distorti (soprattutto nel recente lavoro “Attraverso”), alla fragilità di una corda sfiorata e di una voce che scandisce le parole, significava rimettersi in gioco completamente. Ci siamo tuttavia lasciati guidare dalla bellezza di ciò che lentamente fioriva sotto i nostri occhi e abbiamo acquisito fiducia nel momento in cui, in pochi mesi, sono arrivati i primi riconoscimenti significativi: il primo posto al Premio Bertoli al Teatro Carani di Sassuolo (in giuria, tra gli altri, Massimo Cotto, Giancarlo Governi, Paola Gallo e Andrea Scanzi); il primo posto al Festival Music Week (la cui giuria è presieduta da Andrea Rodini), che ci ha permesso di conoscere i ragazzi dello staff organizzativo, ormai cari amici, e di pubblicare il nostro ep “Al cuore” con un grande professionista e una carissima persona, Max Càrola; le finali nazionali del Premio De Andrè (Roma, piazza De Andrè) e le Audizioni di Musicultura (Macerata, Teatro della Società Filarmonico Drammatica).
Insieme a questi importanti risultati, abbiamo intrapreso un intenso tour che ci ha portato a viaggiare per tutto il Centro-Sud Italia, come non accadeva da tanto tempo, e a cimentarci in concerti che, per luoghi e caratteristiche tecniche, spesso sono diventati un racconto in cui abbiamo preso per mano le persone che ci hanno regalato il proprio tempo, accompagnandole attraverso 15 anni di storia dei C.F.F. e il Nomade Venerabile. Insomma, il bilancio è senz’altro positivo.

Cosa rappresenta per voi “Al Cuore”?
“Al Cuore” è una dedica ma anche un moto a luogo in quanto espressione dell’esigenza di un ritorno all’essenziale per noi, non solo musicale ma anche esistenziale. Musicalmente parlando questa esigenza ci ha portati, all’incirca un anno fa, ad abbandonare la formazione elettrica che ci ha caratterizzati per 14 anni, per intraprendere un nuovo percorso in duo elettro-acustico in cui, lavorando per sottrazione, cerchiamo di restituire al pubblico che di volta in volta ci è di fronte, l’essenza delle nostre canzoni. Un distillato fatto di corde che vibrano e loop che pulsano, lontano dalla potenza delle saturazioni elettriche ma per noi altrettanto emozionante perchè capace di metterci in una relazione più autentica con chi ci ascolta, perchè richiede un’attenzione e una concentrazione speciale da parte nostra e da parte del pubblico, una magia impalpabile da ricreare faticosamente ogni volta. Perchè ritornare “al cuore” significa anche riconnettersi con se stessi, con la parte più profonda di ciò che si è. Provare a guardarsi allo specchio, senza sovrastrutture, è compiere un atto di vero coraggio, al giorno d’oggi.

Avete avuto molti premi e riconoscimenti, quale tra questi vi è più caro?
Aver avuto la possibilità di suonare allo Sziget Festival di Budapest nel 2005 è uno dei ricordi più belli, un riconoscimento senza pari soprattutto perché ci ha offerto la possibilità di suonare all’estero in un contesto che, 10 anni fa, come ci ha fatto notare uno degli storici organizzatori italiani, rappresentava ancora il festival più grande d’Europa, sia dal punto di vista numerico, che in termini di qualità, considerato che si è passati dalla “Woodstock sul Danubio” all’attuale versione da divertentismo con “acchiappo”, commerciale e fine a sè stessa, mal tollerata dagli stessi ungheresi.
In ogni caso tutti i concorsi a cui abbiamo partecipato, al di là dei premi o riconoscimenti, hanno un valore emozionale e professionale molto elevato.

E avete anche condiviso il palco con grandi nomi, che esperienza ricordate più delle altre?
Una delle esperienze più emozionanti è stata quella vissuta nel 2013 al Gioia Rock Festival in cui, grazie anche all’impegno profuso dal coordinamento dei musicisti gioiesi “Rockerella”, di supporto al locale ARCI Lebowski, abbiamo condiviso il palco con Paolo Benvegnù per un featuring d’eccezione, suonando insieme la nostra canzone Amore, contenuta nell’album Lucidinervi, e la sua Cerchi nell’acqua. E’ stato un momento importante per svariati motivi: eravamo nel nostro paese d’origine e si sa, nemo propheta in patria (sua) e suonavamo per la prima volta live con Benvegnù, dopo la collaborazione in studio di registrazione. Ancora una volta si è rivelato un artista sensibile e generoso come pochi. E’ stato un dono aver avuto la possibilità di lavorare con lui.

C’è un altro album in arrivo? Quando arriverà?
Non abbiamo ancora iniziato i “lavori” nel senso più stretto del termine, stiamo raccogliendo vari spunti musicali e testuali, in vista di un progetto discografico i cui dettagli e le cui sorprese “sveleremo” attraverso periodici aggiornamenti e “indizi” sui nostri profili facebook.com/cffeilnomadevenerabile, instagram.com/cffeilnomadevenerabile, twitter.com/CFFalcuore.
Al momento possiamo anticipare che si è pensato all’autunno 2015 come periodo di riferimento per l’uscita dell’album.

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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