Recensioni Soundcheck

Acid Baby Jesus – Selected Recording

Claudio Donatelli

Il risultato è strabiliante, soprattutto per le emozioni profonde che ne genera il suo ascolto. Le 11 canzoni hanno un’indolente procedere, musica che muta, evolve su un ritmo da danza primordiale, si nutre di materia grezza per generare metallo prezioso.

Nel raccontarvi di questo disco fresco di stampa, vera anteprima solo per i nostri lettori, cercheremo di mantenere un vero distacco, per non perdere quel senso critico oggettivo che sempre abbiamo per ogni articolo. Pochi giorni fa in occasione di Vegetable Ep, abbiamo conosciuto la band Acid Baby Jesus che proviene da Atene.
Dopo averli ascoltati in formato ridotto si è creata in noi una grande aspettativa su quello che poteva essere il livello qualitativo della loro musica sulla lunga distanza. Selected Recording è nato durante un lungo anno trascorso su un’isolata isola del Mar Mediterraneo, popolata da viaggiatori stravaganti, mangiando insalate gustose e sperimentando suoni da una base rock a 4 elementi. Il lavoro esce per la statunitense Slovenly Records e tutto quello che gira su questo disco è stato ideato dagli Acid Baby Jesus. Il risultato è strabiliante, soprattutto per le emozioni profonde che ne genera il suo ascolto. Le 11 canzoni hanno un’indolente procedere, musica che muta, evolve su un ritmo da danza primordiale, si nutre di materia grezza per generare metallo prezioso.
Il loro modo di fare psichedelica non ha niente a che vedere con le mode del momento, suonare psicho-rock non significa saper usare effetti quali eco o reverbero. Sperimentano con Selected Recording gli Acid Baby Jesus vanno al nucleo della questione, raccolgono la tradizione lì da dove nasce, come il blues africano – Trouble Maker di Chrissy Zebby Tempo è l’unica cover presente nel disco – le ballate dalla loro Grecia, il country texano, scrivono con sana e colta passione, interpretano con giovanilistica energia.
Aprono il loro secondo album con campanelli e rumori di campo, Diogenes, apparentemente innoqui ma che presto esplodono in un duetto visionario tra hammond e chitarre. Il rock è dietro l’angolo, alle ballate spirituali, si alternano momenti di pura energia elettrica, Who’s First picchia forte, urla quanto una garage song, come anche il singolo del disco, Vegetable, che racconta di una mente vegetale, che viene mangiata o buttata a terra per ricrescere ancora. Le strane figure mostruose che popolano l’immaginario di questi ragazzotti hanno anche un lato ironico e gentile, You & Me è una stravagante canzone d’amore, mentre All Of Your Love è una sgangherata ballata western.
Nel secondo disco gli Acid Baby Jesus riescono nel fare il grande colpo, realizzano un lavoro di ottima musica, mai noioso e ricchissimo di spunti creativi secondi solo a grandissimi del passato.

Claudio Donatelli

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