E’ da poco uscito Elementi E Forme Di Continuità, album del cantautore e produttore Giuseppe Di Gennaro. Può davvero rappresentare un contenitore che unisce la sperimentazione al folk rock e all’elettronica? Chiediamolo al diretto interessato.
Quali sono gli elementi e le forme di continuità che accompagnano la tua vita?
Sicuramente le persone e le geografie a cui sono legato, una curiosità importante per le inesauribili varietà del mondo, la possibilità di immaginare, la mia personale ribellione alle stupidità umane e, ovviamente, la musica.
Come è avvenuta la scrittura del disco?
E’ avvenuta interpretando delle idee e delle atmosfere, fondamentali entrambe, cui ho dato forma attraverso due fasi: una iniziale, legata all’ispirazione e alla stesura dei pezzi, e un’altra di ricerca, in cui, in alcuni casi, ho deciso di dare alle canzoni un’altra direzione. Poi ho selezionato fra i vari brani quelli che avessero le caratteristiche più vicine a ciò volevo esprimere. In questi anni ho lasciato che le composizioni prendessero corpo più o meno lentamente, riscoprendomi un po’ più essenziale nelle metriche.
E’ stato stimolante unire le tue doti di artista a quelle di produttore?
Ho sempre prodotto da solo i miei brani, ma talvolta ho lasciato anche spazio ad arrangiatori e musicisti, quando ci trovavo delle buone idee. In Elementi E Forme Di Continuità c’è stata una responsabilità maggiore, perché ho curato l’intero progetto in solitaria, cercando anche un suono e delle dinamiche negli arrangiamenti come prima non era mai accaduto.
Ti percepisci più come cantautore o sperimentatore?
Ho scritto e cantato sempre canzoni per me ed è capitato di farlo per pochi altri artisti, forse in questo senso mi sentirei più un cantautore, ma so anche che questa parola oggi non ha più molto senso, gli hanno truccato il significato. Mi percepisco come un ricercatore o più semplicemente un autore.
Cosa ne pensi della scena musicale italiana odierna?
Che è divisa in due parti: quella del mainstream radiofonico, che troppo spesso produce musica simile a quella da villaggio turistico, e quella più nascosta, fatta di intenzioni diverse e movimenti che tentano di portare nuove idee e di esprimersi diversamente. In generale, tranne che per alcune uscite indipendenti e naturalmente per altre più conosciute, vedo un declino strutturale e culturale figlio di quello morale.
Progetti prossimi? Immagino partirai per un tour promozionale…
Intanto cerco di far conoscere le canzoni di questo album, magari con delle date nei posti adatti. Le strade della musica sono infinite.

