Recensioni

AA.VV – Generazioni, Omaggio a Il Santo Niente

Claudio Donatelli

Il tributo viene ideato e realizzato in modo da riportare alle cronache il nome di un gruppo che ha segnato a suo modo il percorso della musica underground in Italia, ma anche per far conoscere nuovi artisti dell’attuale scena alternativa nostrana.

Da una brillante idea e dalla amorosa cura di Marco Gargiulo della Mag-Music, insieme alla produzione dell’etichetta Disco Dada Records nasce il disco di cui stiamo per scrivere. Il disco nato da questo connubio artistico si chiama Generazioni e consiste in un omaggio al gruppo Il Santo Niente.
Dall’inizio degli anni ’90 di onde sonore ne sono passate tante in Italia e nel Mondo, ovviamente. Il rock dall’attitudine intransigente, anticonformista, ha sporcato molti spartiti e alimentato le silenziose rivolte di molti giovani. A questo processo ha contribuito la band di origine bolognese de Il Santo Niente con a capo Umberto Palazzo. Nel ’95 e nel ’97 incidono La vita è facile e Sei ‘na ru mo ‘no wa ‘nai e nel 2001 lo stesso Palazzo dà vita a Pescara, sua città di origine, al secondo corso della band. Incide così Occhiali Scuri Al Mattino (2004) e il Fiore Dell’Agave (2005), con il quale raggiungono il livello artistico più alto della loro discografia. La terza fase del progetto prende il nome de El Santo Nada con il quale viene pubblicato il disco Tuco (2010).
Il tributo viene ideato e realizzato in modo da riportare alle cronache il nome di un gruppo che ha segnato a suo modo il percorso della musica underground in Italia, ma anche per far conoscere nuovi artisti dell’attuale scena alternativa nostrana. Le canzoni sono rilette liberamente dalle band e questo dà una nuova veste al repertorio di Palazzo & Co. La scrittura ovviamente possiede un grande potere espressivo, le note sanno scavare nel profondo dell’individuo, le parole raccontano con impressionante attualità l’animo delle moderne generazioni, appunto. Musica forte per palati curiosi e affamati.
Gli episodi più belli del disco vengono interpretati da Giorgio Canali che fa una chiara e limpida versione di Luna Viola, mentre i Nevica Su Quattropuntozero regalano una bellissima Elettricità ai tanti nostalgici. Ancora rock genuino, Motel 20099 presentano la canzone Angelo Nero ricca di chitarre melodiche, e Devocka con Maelstrom mettono in risalto l’aspetto più nero de Il Santo Niente.
Il disco è coraggioso e in partenza difficile da far apprezzare, soprattutto perché la grande eterogeneità dei suoni fa perdere l’orientamento. In qualche interprete manca anche la personalità necessaria a trattare materiale espressivo così particolare e profondo.

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