Recensioni

ROCK STORY #10: FAST CAR (BY TRACY CHAPMAN)

Marco Restelli
Scritto da Marco Restelli

A distanza di trent’anni, SOund36 vuole rendere omaggio a Tracy Chapman e ai suoi pezzi politici di protesta e storie di diseredati

Nel 1988 esordì sulla scena musicale americana e internazionale, con tutta la sua carica di giovane cantautrice folk, una ragazza di Cleveland dal nome Tracy Chapman. Quell’album (omonimo) di rara bellezza conteneva pezzi politici di protesta e storie di diseredati, proprio come nella tradizione dei grandi del genere (Bob Dylan, Peter Seeger, Woody Guthrie e Bruce Springsteen). Oggi, a distanza di trent’anni, SOund36 vuole rendergli omaggio pescando da quella collezione la celebre Fast Car, verosimilmente anche il pezzo più rappresentativo dell’intera carriera dell’artista. La canzone racconta una storia molto toccante: la protagonista è una ragazza, con una vita piena di difficoltà, che chiede a un ragazzo col quale esce di poter saltare sulla sua macchina e abbandonare la loro città di corsa, per lasciarsi tutto alle spalle, andando in qualsiasi altro posto. Insieme potrebbero farcela perché in fondo, non avendo nulla, non hanno niente da perdere.

You got a fast car
I want a ticket to anywhere
Maybe we make a deal
Maybe together we can get somewhere
Anyplace is better
Starting from zero got nothing to lose
Maybe we’ll make something
Me, myself I got nothing to prove

Andando avanti, la descrizione del piano di fuga si arricchisce di particolari: lei ha lavorato per un po’ e ha messo qualche piccolo risparmio da parte. Basterà varcare il confine e cercarsi entrambi un lavoro. Finalmente potranno cominciare a vivere veramente.

You got a fast car
I got a plan to get us out of here
I been working at the convenience store
Managed to save just a little bit of money
Won’t have to drive too far
Just ‘cross the border and into the city
You and I can both get jobs
And finally see what it means to be living

Non sono da meno i dettagli sul suo vissuto complicato: suo padre è vecchio e alcolizzato, la mamma insoddisfatta lo ha lasciato ormai da tempo e lei ha sentito la responsabilità di occuparsi di lui, lasciando presto la scuola.

You see my old man’s got a problem
He live with the bottle that’s the way it is
He says his body’s too old for working
His body’s too young to look like his
My mama went off and left him
She wanted more from life than he could give
I said somebody’s got to take care of him
So I quit school and that’s what I did

Non resta che fuggire quella notte stessa o rimanere per sempre ingabbiati in questa situazione, fino alla morte.

You got a fast car
But is it fast enough so you can fly away
You gotta make a decision
Leave tonight or live and die this way

Nel cuore della canzone, il ritornello ci rivela qualcosa del rapporto fra i due personaggi. Quella macchina che rappresenta l’oggetto simbolo dell’insperata libertà è anche la protagonista dei loro momenti più belli vissuti insieme, in cui lei si è sentita, forse per la prima volta, di appartenere ad un altro e ha intravisto la possibilità di diventare qualcuno.

So remember when we were driving, driving in your car
Speed so fast I felt like I was drunk
City lights lay out before us
And your arm felt nice wrapped ’round my shoulder
I had a feeling that I belonged
I had a feeling I could be someone, be someone, be someone

A un certo punto il tutto cambia prospettiva e ci ritroviamo già nella situazione tanto desiderata: solo lei ha trovato un lavoretto nuovo, mentre lui no. Magari, con la speranza di una promozione, lasceranno il rifugio in cui vivono e compreranno una casa più grande in periferia.

You got a fast car
We go cruising to entertain ourselves
You still ain’t got a job
I work in a market as a checkout girl
I know things will get better
You’ll find work and I’ll get promoted
We’ll move out of the shelter
Buy a bigger house and live in the suburbs

La disillusione si palesa: purtroppo le cose non sono andate come prospettato. Lei col suo lavoro paga giusto le bollette di casa, mentre lui fa tardi la sera per bere cogli amici, trascurando i figli. Tutta la speranza di una felicità insieme è svanita e così anche se lei resterà là, invita il suo uomo a prendere la propria macchina – stavolta simbolo della disillusione – e ad andarsene.

You got a fast car
I got a job that pays all our bills
You stay out drinking late at the bar
See more of your friends than you do of your kids
I’d always hoped for better
Thought maybe together you and me would find it
I got no plans I ain’t going nowhere
So take your fast car and keep on driving

About the author

Marco Restelli

Marco Restelli

Originario di Latina, ma trapiantato ormai stabilmente a Bruxelles. Collaboro con diversi siti musicali. Collezionista di dischi dai primi anni '80, ascolto praticamente ogni tipo di musica, distinguendo solo quella che mi emoziona da tutto il resto.
In progetto: l'attività di promoter di eventi live di artisti emergenti nel Benelux. Sono orgogliosamente cattolico, ma ritengo che la tolleranza sia alla base delle relazioni umane. Se dovessi salvare un solo disco, fra i miei 3500, sceglierei "Older" di George Michael. La mia più grande passione, oltre alla musica: la mia famiglia e i miei tre bambini.

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