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XII Festival Internazionale del Cinema Patologico

Il viaggio con gli amici del Teatro Patologico ci riporta a Itaca dove l’ossimoro di ogni istante diventa lungo e irripetibile, dove vedere quei ragazzi recitare significa abbandonare la ragione e abbracciare il canto delle sirene

Il 4 e il 5 giugno al Teatro Patologico di Via Cassia 472 a Roma si è chiuso il XII Festivalinternazionale del cinema Patologico con le premiazioni dei film e dei cortometraggi vincitori.
Ospiti della serata Sebastiano Somma, Domenico Iannacone, Claudia Gerini e Zoe Rondini che ha presentato il suo libro “Nata Viva”, e il conduttore d’eccellenza il papà del teatro patologico DarioD’Ambrosi.
L’esilio è durato undici mesi, adesso finalmente Il Teatro Patologico ha riaperto i battenti, undici mesi dopo la magica serata di Ostia dove i ragazzi hanno messo in scena in un contesto unico per suggestione e bellezza con l’Odissea di Omero.
Una menzione speciale va fatta a Dario D’Ambrosi che in questi undici mesi ha tenuto duro e non ha mai mollato, che ha scelto di camminare alle spalle di quei ragazzi e che ha scelto di credere in quello che stafacendo perchè sa che in ogni sorriso, in ogni parola, in ogni lacrima di quei ragazzi si nasconde la sua forza.
Ci sono stati e ci saranno sempre uomini nati per stare alle spalle di qualcuno ed era scritto nel loro destino che lo dovessero fare, uomini come Dario che non potevano chiudersi nel talento e vivere una vita tranquilla perchè sanno che c’è solo un modo di raccontare le storie ed è quello di ascoltarle senza che vi siano protagonisti, chi racconta deve saper diventare la voce fuori campo che parla al cuore di chi ascolta e se non sei bravo non riesci a farlo.
Dal 1 al 4 luglio 2021 ci saranno altre quattro serate in cui verrà rappresentato nuovamente lo spettacolo
teatrale con la presenza di tutti i ragazzi protagonisti di questa avventura. Appuntamento quindi al Teatro
Patologico di via Cassia 472 per quattro serate in cui vale la pena esserci per provare qualcosa di unico e
irripetibile.
Dario e i suoi ragazzi quando recitano parlano al cuore ed è per questo che queste quattro repliche non si possono perdere perchè un viaggio cosi non lo farete mai più, perchè un viaggio solo con loro non basta,bisogna farne altri per ritornare su quella barca che ci riporta a casa, che ci riporta a Itaca dove l’ossimoro di ogni istante diventa lungo e irripetibile, dove vedere quei ragazzi recitare significa abbandonare la ragione e abbracciare il canto delle sirene.

Articolo di Edo Follino
Foto di Stefano Ciccarelli

 

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Stefano Ciccarelli

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