Sound&Vision

Deep Purple a Milano, 58 anni di leggenda al Forum di Assago

Scritto da Marco Vitrotto

Unica data italiana del tour autunnale della band di Hartford (UK). Lo “Splat! Word tour 2026” riempie il forum. Con loro i Jayler in apertura. Il mito è qui!

Amarcord.

Un (bel) po’ di anni fa c’era una ragazzino che aveva sue sole certezze musicali. In Italia Eugenio Finardi, resto del Mondo i Deep Purple! Questa sera essere qui e leggere sulla grancassa della batteria quella scritta, vista mille volte sui dischi, sempre con gli stessi caratteri di allora, beh, qualche brivido me lo da.

Splat!

Luglio 2026, esce Splat! L’ultimo album della band. Tredici tracce, lo stile è quello di sempre, forse un po’ più posato, meno pungente la voce, ma l’energia arriva. Il gruppo che ha creato l’hard rock continua a dettarne i canoni. Dopo 58 anni di carriera ci dimostrano che si può pestare duro mantenendo puliti gli assoli. Che la chitarra è uno strumento e non quella cosa che serve per attivare il distorsore, che anche alla saturazione c’è un limite. La voce può arrivare fino al falsetto e non per forza rigurgitare da un loculo suoni incomprensibili. Le tastiere hanno un loro spazio anche nel rock duro, con assoli che profumano di jazz e sniffano psichedelia.

Tanta, tanta roba.

Eh sì, seratona al Unipol Forum di Assago, belli pieni i settori aperti. Circa otto-novemila persone, tutte sedute, quasi un rito obbligatorio per i fan.

Andiamo con ordine, ad aprire il concerto sono i Jayler. Band inglese, giovani, i quattro elementi classici del rock, voce, chitarra, basso, batteria; sembra una filastrocca, ma suona bene, eccome. A vederli pare di tornare indietro di cinquant’anni, boccoloni alla Robert Plant, ed uno stile che sembra fatto apposta per condurci ai Purple. Quarantacinque minuti di buon Hard Rock per questi ragazzi che hanno già all’attivo un Ep ed un album (2026). Il front-man James Bartholomew (voce-chitarra-armonica), davvero bravo e con bella presenza scenica. Hai visto mai che passi a “giocare con i grandi”?

Deep Purple.

Ed eccoci al clou della serata. Ventiquattro album in studio, non contiamo i live, ma Made in Japan ce lo ricordiamo tutti. 364 anni in cinque, i Rolling insegnano… Tre dei fondatori sono ancora qui: Ian Gillan (voce), Roger Glover (basso), Ian Paice (batteria). A loro si aggiungono: Don Airey (tastiere) dal 2002 e Simon McBride (chitarra), dal 2022, tracolla pesante quella che fu di Ritchie Blackmore.

Ad essere sinceri Simon non fa rimpiangere nessuno dei suoi predecessori, e forse nessun altro chitarrista vi venga in mente. Oltre cinque minuti di assolo, sempre molto presente durante tutto il concerto. Regge buona parte dello spettacolo pestando duro (e pulito) sulle sue PRS.  Quanto a Don fa volare il palazzetto dal rock dei Purple a Rossini, passando per un minuetto e poi fino a Puccini. Un Nessun dorma per la tappa italiana da commuovere i metallari più duri.

Diciannove brani in scaletta, lasciando verso il fondo l’immancabile  Smoke on the water. Forse uno dei riff più famosi della musica rock. L’Unipol Forum…canta.

Un’ora e mezza di grande rock, mi ripenso ragazzino a consumare la cassetta di Made in Japan, e più avanti gli LP In Rock e Burn. E’ davvero triste pensare che questa possa essere una delle ultime esibizioni dal vivo di Ian Gillan, i suoi problemi con la vista lo stanno limitando molto. In fondo, anche per questo, è stato bello essere qui questa sera.

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P.S. questo articolo NON è stato scritto con AI, per rispetto del lettore, e perchè…non mi divertirei altrimenti.

 

About the author

Marco Vitrotto

Fotografo dall'età di 16 anni, per un po' ho fatto da aiuto per cerimonie varie, così da pagarmi l'hobby. Molto BN, sviluppo/stampa poi dia etc.
I primi concerti nella seconda metà degli anni '80 e fino alla seconda dei '90, poi tutt'altro lavoro e foto quasi esclusivamente in viaggio.
Da un paio d'anni ho ripreso, rinnovato il set-up e nuovamente concerti. La colpa è tutta di Guido Harari!!!
Ho visto una sua mostra l'anno scorso e ho capito che la sindrome di Stendhal esiste davvero...

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