Interviste

Baba Sissoko

Scritto da Gianfranco Piria

Un disco esageratamente contemporaneo. Un insieme di suoni della sua Terra con sonorità attuali del blues e del jazz che creano un effetto straordinario per chi l’ascolta

Seguo Baba Sissoko da alcuni anni, la sua musica mi ha affascinato al primo ascolto.
Il suo ultimo album No War lancia un messaggio musicale universale. Un disco esageratamente contemporaneo. Un insieme di suoni della sua Terra con sonorità attuali del blues e del jazz che creano un effetto straordinario per chi l’ascolta.                 
Oggi è con noi per raccontarci di questa sua nuova esperienza.

 Ciao Baba è un vero piacere ritrovarti, come stai?
Ciao Gianfranco, anche per me è sempre un piacere sentirti. Io sto bene, spero lo stesso per te

Quanto hanno influito sulla tua carriera la grande cultura del tuo paese il Mali e le origini della tua famiglia, una vera dinastia Griot ?
La mia cultura e la mia famiglia Griot, non hanno semplicemente influito sulla mia carriera, l’hanno proprio plasmata. Se io sono quello che sono e la mia musica è quella che è, è perché sono un Griot del Mali. Ho avuto la fortuna di poter svolgere la mia missione di Griot, che è quella di divulgare la nostra cultura, a livello internazionale grazie alla mia carriera di musicista

 A tutto questo aggiungiamo la tua attività di polistrumentista iniziata con tuo nonno e successivamente con il tuo ingresso nell’Orchestra Nazionale.             
Oggi sei un artista di livello internazionale con una discografia di tutto rispetto e collaborazioni con nomi di rilievo. Quanto è stato impegnativo intraprendere questa strada ?
E’ stato molto impegnativo ma allo stesso tempo naturale. Io ho continuato ad essere me stesso con le mie radici ben salde e la curiosità di sperimentare e confrontarmi con altri orizzonti culturali e musicali. Amo ogni forma di contaminazione ed è questo che cerco di fare da sempre, mixare generi e stili musicali con la mia tradizione ed i miei strumenti tradizionali.

Mediterranean Blues è un percorso che ti sta dando tante soddisfazioni,un progetto che proprio in questi giorni ha partorito No War.           
Un nuovo lavoro che, oltre alle facili interpretazioni, racconta sicuramente qualcosa di più intimo. Con quale stato d’animo hai realizzato questo ultimo album?
Nei miei testi, ho sempre dato grande risalto ai temi per me importanti, quali il rispetto reciproco, il valore delle donne, dei bambini, l’amicizia, la solidarietà e, soprattutto, la pace! Mai, come in questo nostro tempo, c’è bisogno di pace! Bisogna che tutti capiscano che la guerra è orrenda da tutti i punti di vista, non c’è niente che possa giustificare una guerra. La guerra è da abolire. Punto. No war!

Rispetto ai lavori precedenti credo che No War certifichi quanto di meglio la tua arte ha realizzato. L’insieme dei suoni che da anni riesci sempre di più a mettere insieme ne fanno un disco contemporaneo. Qual’è il segreto di tutto questo?No war è, effettivamente, il risultato del mio percorso musicale fino ad oggi. Come ti ho detto, la contaminazione tra generi e stili musicali è la chiave di lettura della mia musica.

Un signor disco che non manifesta cedimenti,grazie alla lavoro di un gruppo di musicisti che merita attenzione. Cosa ci puoi dire della band che ti ha accompagnato?
I musicisti della mia formazione “Mediterranean Blues” sono dei professionisti bravissimi ma, soprattutto, sono amici di lunga data. Suoniamo insieme da molti anni e siamo arrivati ad un’intesa perfetta. Io do poche indicazioni sia in studio di registrazione che durante i concerti perché voglio che ognuno si senta libero di esprimersi con il suo stile e perché so che tutti noi amiamo quello che facciamo e il messaggio da trasmettere è chiaro e condiviso.

Ho letto molte cose interessanti su questa tua ultima fatica,tu cosa ti aspetti da No War?
Attraverso “No war”, come attraverso tutti i miei dischi, voglio che arrivi al pubblico un’emozione autentica. In questo disco il messaggio è chiaro già dal titolo e vorrei che fosse almeno un punto di riflessione per chi mi segue e apprezza la mia musica.

L’unione tra i popoli è stato sempre uno dei temi conduttori dei tuoi testi.Fino a quando il tuo Tamani (tamburo parlante) si farà sentire?
Il mio Tamani è parte di me! È il mio fedele compagno fin da quando sono bambino. Insieme abbiamo calcato i palchi di tutto il mondo. Spesso il pubblico rimane sbalordito dalla forza di questa piccola percussione e credo che ci faremo sentire ancora a lungo.

La tua è stata un estate impegnativa, che programmi hai per i prossimi mesi?
Il mio programma continua ad essere quello di fare musica…sto già lavorando a nuovi progetti…

Caro Baba è sempre un piacere trascorrere del tempo con te. Un carissimo saluto da afro-calabro a afro-calabro.
Grazie mille amico mio! Grazie per la stima e per l’attenzione che riservi sempre a me e alla mia musica.

Tranquillo Baba, con te viene facile !!!!!

 

 

 

 

 

 

About the author

Gianfranco Piria

Ho cominciato nel 1976 e mi sono fermato, radiofonicamente, nel 1991.Chiaramente ho continuato a seguire il Blues e tutte le sue evoluzioni. Non mi sono fatto mancare nulla. Dopo una lunga assenza per motivi di lavoro sono ritornato alla vecchia mia passione.
La Radio.Era il 2016.La pazienza e le continue sollecitazioni di un carissimo amico sono state determinanti per farmi rientrare. Possiedo un numero considerevole di album,scrivo recensioni sul blues e sono in contatto con molti musicisti Italiani e Stranieri.
Me&Blues è una rubrica e un format radiofonico che non trascura stili e tradizioni.Immancabili i racconti sui Grandi Maestri e sui giovani emergenti del Blues,Rock Blues e dintorni.

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