Recensioni

Sarah Schuster – Possibilities

Claudio Donatelli

La quotidianità a Vicenza e dintorni può essere monotona e piena di giorni di lavoro. A movimentare la vita e scuotere gli animi ci pensa il trio dei Sarah Schuster, da qualche anno insieme a suonare per locali e a registrare canzoni.
Inizialmente in quattro Lisa, Daniela, Eleonora e Matteo, registrano un ep nel 2007 dal nome (Thus spoke) Sarah Schuster con il quale riescono a farsi aprire le prime porte dei locali per musica dal vivo. Prima della definitiva chiusura fanno in tempo a salire sul mitico Psycho Stage di Arezzo Wave 2008 come rappresentanti per il Veneto. Il 2009 è la volta dell’esordio sulla lunga distanza, pubblicano Rain from Mars, diretto, tosto, indipendente, che vede anche la collaborazione dell’icona rock Amy Denio.
Ad inizio del 2011 la band subisce una variazione, infatti Lisa (voce) lascia e i Sarah Schuster rimangono in tre. Tre come il numero perfetto per scrivere e registrare qualcosa che possa lasciare il segno.
Il gruppo entra in studio e sceglie di avere al suo fianco Giovanni Ferrario, artista di grandissimo spessore che ha collaborato in passato con PJ Harvey, Hugo Race ed altri.
Due chitarre ed una batteria sono sufficienti per infiammare le tante anime inquiete affamate di emozioni limpide. Poca artefazione, nessun trucco, l’unico effetto speciale è la grande passione che esce fuori dagli ampli della band.
Esce così Possibilities, secondo album della band vicentina. Chitarre asciutte arpeggiano trame blues, con dissonanze care al mondo indie internazionale. Un grande lavoro arriva dalle voci che cantano un inglese perfetto e non risparmiano melodie illuminate.
Deep Lakes apre il disco e scardina anche le ultime difese dei più scettici. Inizia con apparente calma, ma ben presto ci si ritrova circondati da un blues elettrico di alto spessore artistico.
La traccia che segue è Look In The Mirror che suona come una canzone pop sconclusionata alla perfezione. Gli strumenti suonano a volumi molto alti ma la bellezza delle melodie vocali sa farsi spazio e colpire al primo impatto. Il pezzo riempi pista arriva alla quinta traccia, Possibilities, ballata romantica e stravagante, intensa e disincantata, dannatamente sfuggente.
Un ottimo disco che merita il premio di essere acquistato e ascoltato a ripetizione!

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