Interviste

Rita Di Tizio, Intervista

Marco Restelli
Scritto da Marco Restelli

Rita Di Tizio è una virtuosa della fisarmonica Made in Italy che miscela una forte passionalità ad improvvisazioni estemporanee

Personalmente ho sempre pensato che nella musica non debba esserci alcuna barriera, né di generi musicali né di altro tipo: l’unica cosa che conta è la qualità e la capacità di saper emozionare.
È forse per questo che considero questa intervista una bellissima opportunità, per noi di SOund36, visto il livello artistico di Rita Di Tizio in un ambito musicale che certamente non è considerato come “mainstream”.

Rita, innanzitutto vorrei ringraziarti per averci concesso questa intervista. Oltre alla chitarra classica, suoni magnificamente anche la fisarmonica, riguardo alla quale sei un punto di riferimento in Italia, per cui approfitto dell’occasione per farti i miei sinceri complimenti. Come hai iniziato a scoprire la musica e in particolare come è nata la passione per uno strumento così bello, ma anche così complesso, come la fisarmonica?
Intanto grazie a voi per questa intervista. Ho cominciato intorno ai 4 anni, mio padre suona la fisarmonica ad orecchio ed è stato lui ad insegnarmi le prime melodie; poi a 6 anni sono andata a scuola di musica e da lì non mi sono più fermata, il mio amore per la fisarmonica e la musica è cresciuto incessantemente. In realtà, però, sono diplomata in chitarra classica, strumento scelto al fine di poter proseguire gli studi musicali visto che la fisarmonica non era ancora annoverata tra gli strumenti di conservatorio.

A beneficio delle persone che ancora non ti conoscono, come definiresti sinteticamente la tua musica e il tuo stile?
Sinteticamente direi che le mie interpretazioni, in particolare quelle con il mio trio, sono caratterizzate da una forte passionalità, esternata attraverso un forte lirismo ma anche attraverso un’intensa energia, il tutto con improvvisazioni estemporanee che mi permettono di miscelare queste due caratteristiche anche all’interno di uno stesso brano, anzi ciò che mi piace è proprio il passaggio tra questi due stati d’animo, a mio avviso complementari tra loro. Sarò bipolare?!?

Che tipo di musica ascolti (anche al di fuori del tuo ambito) e, se ci sono, quali artisti in qualche modo hanno influenzato il tuo percorso artistico?
Ascolto un po’ di tutto ma colui che non mi stanca mai è Richard Galliano, posso ascoltarlo per ore ed è sempre un piacere immenso. Non ho un genere prediletto, amo prima di tutto la melodia, indipendentemente dal genere musicale nel quale sia presente: classico, pop, blues, jazz, sudamericano. Ovunque ci sia una bella melodia, magari armonizzata in senso moderno, lì va la mia preferenza musicale. Ovviamente Piazzolla mi ha influenzata molto.

Nei vari video che circolano sul web ci sono alcuni brani in cui collabori con altri artisti. Sono collaborazioni occasionali, o da considerare come “strutturali” nel tuo percorso?
Ho avuto collaborazioni più o meno occasionali ma, da sempre, preferisco quelle fisse. Non riesco a suonare con tutti, purtroppo, e ringrazio di cuore i miei due compagni di viaggio musicale, Alessio Buccella e Marino Alberti perché con loro riesco ad esprimermi al meglio, il nostro interplay è, per me, qualcosa di veramente magico e molto coinvolgente.

Per concludere questa nostra breve intervista, vorrei sapere quali sono i tuoi progetti artistici imminenti che, Covid permettendo, potrai mettere in piedi nel 2021?
Spero di riprendere l’attività concertistica, correlata a quella di Endorser della “Settimio Soprani”, poi presenteremo il nostro CD live: “Vibraçion fatal”, che è già pronto. Inoltre, in qualità di Direttrice dell’International Action Art – Music and Choir- Italia, sto programmando alcuni eventi musicali che proporremo a livello internazionale. Infine, vorrei riprendere l’attività con la “Crossover Guitar Orchestra”, di cui curo direzione ed arrangiamenti, formata da miei allievi, con la quale stiamo avendo molte soddisfazioni (siamo stati e saremo a “Cremona Musica” ed abbiamo realizzato un video per un docufilm su Enzo Jannacci, l’”ImmEnzo”, che uscirà sulle TV nazionali).

Foto di Maximiliano Alberti

About the author

Marco Restelli

Marco Restelli

Originario di Latina, ma trapiantato ormai stabilmente a Bruxelles. Collaboro con diversi siti musicali. Collezionista di dischi dai primi anni '80, ascolto praticamente ogni tipo di musica, distinguendo solo quella che mi emoziona da tutto il resto.
In progetto: l'attività di promoter di eventi live di artisti emergenti nel Benelux. Sono orgogliosamente cattolico, ma ritengo che la tolleranza sia alla base delle relazioni umane. Se dovessi salvare un solo disco, fra i miei 3500, sceglierei "Older" di George Michael. La mia più grande passione, oltre alla musica: la mia famiglia e i miei tre bambini.

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