Recensioni

Piers Faccini – My Wilderness

Claudio Donatelli

Piers Faccini si tuffa nel selvaggio mondo delle tradizioni culturali con un disco molto sensuale e dolce, ricco di ballate movimentate come in una vera festa.

Un po’ da tutto il Mondo arriva il cantautore Piers Faccini e nel suo nuovo quarto disco tutto il mondo si può ascoltare. Dalle origini italiane e francesi ha ereditato il nome e il desiderio di esplorare fuori e dentro di sè. In passato Piers si è già fatto molto apprezzare in Italia per i suoi live e vari passaggi radiofonici, anche se rimane un personaggio che non ama luci e riflettori puntati contro, la pittura, la fotografia e la composizione musicale lo appagano a sufficienza.
My Wilderness esce in questi giorni per l’etichetta Ponderosa Music & Art e come quarto lavoro segna un altro passaggio significativo nella sua collezione discografica.
In questo impegnato lavoro Piers Faccini si dedica con maggiore applicazione alla scoperta del folk proveniente da vari siti geografici, i suoni dei popoli vegono catturati e rielaborati canzone dopo canzone.
Dopo aver girato molto, oggi Piers torna a lavorare in casa, nel Sud della Francia, dove registra e produce il disco. Ad aiutarlo una vera band composta da Rodrigo d’Erasmo (violino), Jules Bikoko (basso), Simone Prattico (batteria).
The Beggars & The Thief è una dolce ballata dall’aspro sapore balcanico, tutta la traccia acquista un grande valore artistico grazie al prezioso lavoro del trombettista Ibrahim Maalouf. Si continua a danzare con That Cry ma stavolta come sfondo abbiamo gli ampi paesaggi desolati degli USA che si aprono ai lati di una strada. La voce è calda, mai sopra le corde, sempre sussurrata.
Strange Is The Man è struggente e profonda, la composizione richiama alcuni episodi del passato, più vicini a Drake, anche se gli arrangiamenti e le aperture melodiche sono più corposi. Il Mediterraneo con le sue tante contaminazioni non poteva mancare, Dreamer è un viaggio in barca con tante soste, dove e possibile assaporare le tante sfumature delle nostre radici.
Il cantautore Piers Faccini in My Wilderness sperimenta sonorità etniche e folk, utilizza strumenti a fiato ed archi, in precedenza meno usati, si tuffa nel selvaggio mondo delle tradizioni culturali. Disco molto sensuale e dolce, ricco di ballate movimentate come in una vera festa.

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