Sin Train è il primo album solista del cantautore milanese Luca Milani.
Dieci brani che richiamano il mondo folk rock americano senza interruzioni di sorta, brani essenziali, voce e chitarra in primo piano e l’immancabile armonica.
Un album sfacciatamente on the road, all’ascolto è facile immaginare le sterminate praterie americane, cieli stellati e la chitarra come una compagnia … che ne pensi? Non dirmi che le canzoni sono state scritte in un appartamentino milanese?!
Effettivamente lo considero un disco da viaggio, scritto tra alcuni motel in cui sono stato durante il mini tour americano del 2008 in Tennessee e alcuni viaggi fatti l’anno seguente… Perché c’è chi volente o nolente e’ costantemente in viaggio anche semplicemente con la mente.
Un album che si avvale di importanti collaborazioni per quanto riguarda la produzione e la masterizzazione da Giovanni Calella dei Kalweit and the Spokes, ex Delta V, a Leziero Rescigno degli Amor Fou, ex La Crus, e Giovanni Versari che ha già lavorato per Afterhours, Vinicio Capossela e Marta sui Tubi. Vuol dire che credevano in questo progetto …
Inizialmente avrei dovuto lavorare solo con Giovanni Calella poi però Leziero ha sentito le canzoni che avrei dovuto registrare e si e’ innamorato del progetto suonandoci anche la batteria e il piano oltre a curare la produzione artistica insieme a Giovanni (Calella).
Canti in inglese, immagino che dipenda dalla versatilità della lingua oltre che dall’esserti formato ascoltando prevalentemente un certo tipo di musica. Pensi, in futuro, di scrivere anche canzoni in italiano?
Per il mio gruppo (File) scrivo in italiano ma per quanto riguarda il progetto solista, anche se potrei mettermi a sussurrare nel microfono qualcosa di apparentemente acculturato in italiano e presentarmi “nascondendomi” dietro qualche strano “soprannome” o “nome d’arte” come fanno in molti, al momento non ho intenzione di virare verso l’italiano…
Però in futuro no si sa mai.
Quali sono i tuoi punti di riferimento, dal punto di vista musicale?
Sono cresciuto ascoltando i Nirvana e tutto quello che era il “sound di Seattle” di fine anni ottanta primi novanta, al momento tra i miei artisti preferiti ci sono Hank Williams, Cash, Springsteen.
Ho letto che ti capita di fare concerti anche all’estero, qual è il pubblico migliore?
L’accoglienza migliore l’ho avuta dal pubblico americano però probabilmente era collegata al tipo di situazione… O forse no…?!
Progetti futuri?
Sto promuovendo il nuovo disco “Sin train” e continuerò anche nei prossimi mesi sperando di tornare in America… Sto già scrivendo nuove canzoni e nel frattempo sto anche riprendendo l’attività con i File