Recensioni

Lilith and the Sinnersaints – Stereo Blues Vol. 1

Claudio Donatelli

un Ep che possiede molto, in termini artistici ed affettivi. Un tributo ad un genere ma anche un piccolo tributo all’artista strepitosa Lilith!

L’artista protagonista di questa pubblicazione ha una lunga storia discografica e musicale. Lilith è il nome di una delle voci più evocative ed emozionanti del panorama musicale underground italiano ed europeo. Negli anni ’80 ha infuocato gli stage di tutta Europa con i Not Moving, nei ’90 ha abbandonato le sonorità elettriche per iniziare una carriera solista all’insegna del blues, folk e canzone d’autore. Nel 2005 ritorna con i Not Moving per una breve cavalcata punk, per poi tornare a ballare da sola ma circondata da molti amici illustri.
Un anno fa ha pubblicato per Alpha South Records l’album “A kind of blues” in cui si avvale della collaborazione di numerosi ospiti, tra cui Luca Giovanardi dei Julie’s Haircut, Ferruccio Quercetti dei Cut e molti altri.
In questi giorni Lilith dà alle stampe un progetto molto ambizioso. Si perché insieme ai Sinnersaints pubblica il primo di una serie di 4 volumi in formato mini lp che nei prossimi anni verranno raccolti in un cofanetto a tiratura limitata dal nome Metal Box. Ogni Ep verrà dedicato ad un preciso genere e ai gruppi che lo hanno reso famoso. Così oggi si inizia con il primo amore di Lilith: il Punk.
Infatti in Stereo Blues Vol. 1 troviamo 4 tracce, ovvero 4 cover di canzoni di 4 celebri gruppi che hanno rappresentato per Lilith una fondamentale ispirazione. Ovviamente tutto rivisitato a seconda del particolarissimo stile della cantante italiana. Sailin’On dei Bad Brains trova nuova vita in questa ballata blues e dilaniata versione, mentre (I’m) Stranded dei The Saint conserva tutto lo splendore e la potenza dei tempi passati. Non possono mancare i Television e l’interpretazione di Lilith penetra alla perfezione tra le pieghe e le ruvidità di See No Evil. Doppio tributo per i Clash, The Sound of Sinners e a seguire Blank Generation.
In tutto un Ep che possiede molto, in termini artistici ed affettivi. Tanta carne al fuoco, ben servita, lavorata con meticolosa attenzione e profonda conoscenza. Un tributo ad un genere ma anche un piccolo tributo all’artista strepitosa Lilith.

Claudio Donatelli

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