Interviste

Intervista a Verdiano Vera, Fiera Internazionale della Musica

Annalisa Nicastro

“Tutti gli attori del mercato della musica condividono l’opinione che le attuali e persistenti difficoltà del settore siano determinate da un impoverimento della base culturale di chi approccia alla musica”

Torna anche quest’anno il FIM, che si terrà il 16 e 17 maggio a Piazza Città di Lombardia a Milano. Come ogni anno, SOund36 sarà presente come mediapartner di questa Fiera Internazionale della Musica che in ogni edizione riesce a coniugare la formazione e l’innovazione con ospiti d’eccezione. E’ un bellissimo momento in cui trionfa la musica in tutte le sue declinazioni. Abbiamo intervistato per l’occasione Verdiano Vera, Direttore FIM che ci parla dell’edizione del 2019 e fa un bel bilancio della situazione del mercato musicale in Italia.


Dalla scorsa edizione Il FIM si tiene a Milano, in Piazza Città di Lombardia. Continuerà anche quest’anno la declinazione piu’ “educational” e meno “fieristica” della Fiera rispetto alle precedenti?
Dopo 6 edizioni, siamo ormai certi che per sostenere la musica sia necessario prima di tutto investire sui giovani, considerando i due elementi fondamentali sui quali si basa non solo l’economia della musica, ma tutto il meccanismo che tiene in piedi il mercato musicale: formazione e innovazione. Il FIM è una fiera innovativa che intende rappresentare quella parte del settore musicale nel quale si respira la passione e la gioia di fare musica: riteniamo che l’aspetto “educational” del FIM rappresenti la base dalla quale partire per ricostruire una filiera della musica più compatta, rivitalizzare il mercato degli strumenti musicali e garantire un futuro sostenibile alla discografia.

SOund36 vi segue dai vostri esordi e negli anni ci avete sempre stupito con delle novità in ogni edizione del FIM. Ce ne saranno delle altre quest’anno?
FIM ha sempre avuto finalità molto chiare di ricerca e di studio per l’intero settore della musica, ed è da sempre un progetto aperto, inclusivo ed in continua evoluzione. Questa sarà un’edizione importantissima che coinvolgerà numerosi partner. Le novità di questa edizione emergono già dando un primo sguardo al programma dell’evento: 2 giorni infrasettimanali, l’ingresso libero e gratuito, la presenza di 2600 giovani futuri musicisti italiani insieme ai loro 400 insegnanti delle scuole medie ad indirizzo musicale e licei musicali, un centinaio di espositori, uno studio di registrazione di vetro in Piazza Città di Lombardia e in diretta streaming su Facebook, un’arena televisiva nella quale svolgere Panel con importanti ospiti e Pocket Concert in unplugged, un contest per DJ con decine di DJ partecipanti provenienti da tutta Italia, tantissimi media partner, centinaia di musicisti coinvolti, il tentativo di realizzare per la prima volta al mondo una fiera della musica “silenziosa” dove tutto si può ascoltare in cuffia, una serata di apertura (il 15 maggio) dedicata alle innovazioni musicali dal vivo, un concorso per le innovazioni musicali, laboratori di avvicinamento alla musica e alle professioni della musica e tantissimo altro.

Quali sono le parole chiave che descrivono il FIM 2019?
Sicuramente le due parole “Formazione” e “Innovazione” sono già la sintesi del progetto FIM 2019. Una manifestazione fieristica che non voglia soltanto “rappresentare” il settore della musica, ma voglia dare un contributo a stimolarne la crescita e lo sviluppo, non può prescindere dalla necessità di ricostruire una base culturale di riferimento. È questo il compito della formazione, argomento fondante del FIM. L’innovazione è l’altro elemento fondante del FIM, che viaggia di pari passo con quello della formazione e che si realizza grazie alla partnership con importanti realtà formative di alto livello (Conservatori e Università). Lo spazio “espositivo” all’interno del quale, lo ricordiamo, vengono offerti ai visitatori i servizi e i prodotti per la formazione musicale, è anche quello in cui vengono presentati gli strumenti e i servizi più innovativi del momento.

Quale importanza dà la Fiera alla tecnologia e al digitale? Che posto occupano nella musica di oggi? 
La tecnologia e il digitale sono straordinari strumenti complessi che oggi sono diventati molto importanti nel processo produttivo della musica, ma sono anche strumenti delicati in grado di modificare e determinare interi processi di produzione e di innovazione, non solo nell’ambiente musicale. Non basta comprare le tecnologie e gli strumenti digitali per fare musica o ascoltare musica, bisogna saperli usare: dobbiamo studiare, conoscerne il funzionamento, sapere come sono fatti, come fanno a funzionare, quali sono stati gli strumenti analogici predecessori. Dobbiamo a nostra volta avere le conoscenze adatte a poter creare tecnologie nuove derivanti da quelle già esistenti per sviluppare il know-how e la cultura che ci permettano un domani di dominare e plasmare le tecnologie che utilizzeremo all’interno dei nostri processi di costruzione dell’economia del futuro.

Quest’anno ricorre un anniversario importante: i 500 anni dalla nascita di Leonardo da Vinci. In che modo gli rendete omaggio?
Leonardo Da Vinci ha ispirato gran parte delle iniziative del salone 2019. Quest’anno abbiamo istituito per la prima volta il ”Premio Leonardo”, un concorso per cercare le migliori idee progettuali che sappiano raccontare lo spirito innovatore di Leonardo Da Vinci rivolgendoci a coloro i quali propongono prototipi di strumenti nuovi, intuizioni creative in ambito musicale e idee progettuali innovative che possano trovare impiego nel campo musicale e abbiamo un potenziale sbocco commerciale. In Piazza Città di Lombardia, durante l’evento, saranno presenti alcune attività innovative a tema “Leonardo”. Il 17 maggio, di sera, nell’Auditorium Testori, si svolgerà un bellissimo concerto di musica progressive rock ispirato ai progetti di Leonardo Da Vinci con 4 prog band: Universal Totem Orchestra, FEM, Pneumatic Machine e Silver Key, durante il concerto saranno proiettati i video e le foto di alcuni dei più affascinanti progetti di Leonardo Da Vinci.

E’ importante portare la musica nelle scuole di oggi? Che importanza ha per i giovani studenti confrontarsi con queste tematiche?
La musica nelle scuole è necessaria e indispensabile. Il riconoscimento del valore della musica in termini culturali significa opportunità di sviluppo economico. Il valore del mercato della musica in Italia è di gran lunga inferiore a quello di altri Paesi avanzati. Si tratta dunque di investire nella formazione non solo dei lavoratori del settore, ma anche sulla formazione dei fruitori di musica. La chiave sta proprio nella formazione degli studenti delle scuole, i quali, pur non intraprendendo il percorso di musicista o operatore del settore, diventano fruitori/consumatori interessati e consapevoli. In Italia, sono circa 6.000 le realtà iscritte al registro delle Imprese, che si occupano di istruzione musicale. Occorre ricordare che ogni anno escono dalle scuole pubbliche a indirizzo musicale circa 30 mila diplomati e che solo alcuni di questi proseguono i loro studi nei circa 150 licei musicali italiani. Una grossa fetta di questi studenti preferisce seguire altri percorsi, mantenendo tuttavia una indubbia sensibilità nei confronti del mondo della musica. Questi numeri sono la base del progetto FIM, nato per stimolare dal basso la rete delle relazioni tra musicisti e fornitori di prodotti e servizi ad essi rivolti, oggi in grado di offrire concretamente agli studenti che già seguono corsi di musica e strumento presso le scuole medie inferiori e superiori una serie di stimoli concreti attraverso un percorso di esperienze offerte da chi già opera professionalmente in diversi ambiti dell’industria musicale.

Ogni anno il FIM segna un bilancio attendibile del peso del mercato musicale in Italia. Qual’è al momento la situazione? Ci sono segni positivi di crescita e potenzialità di sviluppo per il futuro?
Ciascun comparto della filiera della musica, da quello discografico a quello degli strumenti musicali, passando per quello spettacolo e della formazione, è attualmente un mondo economico a sé, spesso ulteriormente diviso al suo interno, che non condivide informazioni. Il valore del mercato della musica in Italia è dunque oggi il risultato di dati disgregati che vedono un valore complessivo del mercato discografico attestarsi intorno ai 150 milioni di euro (2017, fonte Global Music Report/FIMI), un mercato della musica dal vivo di 445 milioni di euro (2017, fonte SIAE) e di un mercato degli strumenti musicali di 550 milioni di euro (2017, fonte Dismamusica), dato quest’ultimo tutto da verificare, visto che lo scorso anno ne venivano dichiarati 110. Nonostante queste divisioni, tutti gli attori del mercato della musica, condividono l’opinione che le attuali e persistenti difficoltà del settore siano determinate da un impoverimento della base culturale di chi approccia alla musica. Il Music Consumer Insight Report 2018 di IFPI (organizzazione no-profit, che rappresenta gli interessi di circa 1.300 etichette discografiche in tutto il mondo) misura il consumo di musica registrata degli ascoltatori di età compresa tra i 16 e 64 anni nei principali 20 mercati musicali del mondo. Dal report si evince che in Italia il repertorio locale gode di una forte presenza (57,5%), insieme a pop (60,3%), rock (59,3%) e musica cantautoriale (49,8%). In forte espansione nei giovanissimi (16/24 anni) l’hip-hop e il rap/trap, che hanno una penetrazione del 51,4%, il più alto picco tra le fasce d’età. La fruizione di musica dal vivo risente di queste stesse percentuali di preferenza. Il 59% degli utenti attivi online usa servizi di video streaming musicali (il 49% su YouTube, il restante 10% su altri siti di video streaming), il 17% utilizza un servizio di audio streaming a pagamento e il 24% utilizza un servizio audio streaming gratuito. Il 94% dei giovani consumatori (16-24 anni) ascolta musica attraverso uno smartphone e il 52% di loro utilizza un servizio streaming a pagamento. Il mercato della musica nel suo complesso è condizionato dal comparto della produzione discografica. E’ difficile pensare a uno sviluppo del settore che prescinda dalle abitudini e dalle preferenze di ascolto dei consumatori “passivi” di musica. Se le nuove generazioni preferiscono ascoltare musica rap tramite il loro smartphone, tutta la filiera risentirà di questa scelta. Contenuti e modalità di fruizione di questi contenuti sono la base culturale che determinerà la produzione di strumenti e apparecchiature per produrre, distribuire e promuovere musica.

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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