Interviste

H.A.R.M.O.N.Y – Intervista

Scritto da Annalisa Nicastro

La musica è un linguaggio universale è un dono potente e come tutte le cose potenti andrebbe utilizzato consapevolmente ed eticamente.

Cominciamo subito con il dirvi che la musica di “H.A.R.M.O.N.Y” è avvolto abbastanza nel mistero, abbiamo cercato di capirne un po’ di più facendo una bella chiacchierata con chi ha fondato questo progetto! Quello che è certo invece è la sua forte passione per la musica veicolo di messaggi universali.

Cominciamo da Harmony, come mai hai scelto questo nome?
Forse è stato il nome Harmony a “scegliere” me, influenzandomi, ispirandomi. La parola Armonia e il suo significato, mi sono sempre piaciuti . “H.A.R.M.O.N.Y è un progetto Italiano, ma –L’armonia- può essere un progetto Mondiale.
Possiamo comprendere ancora meglio questo concetto, quando realizziamo e/o ascoltiamo delle armonie in una composizione musicale, percependo la bellezza di più suoni che, pur essendo sovrapposti, riescono ad equilibrasi e a valorizzarsi a vicenda, in perfetto accordo.

Hai autoprodotto un Ep, come sono nate le canzoni?
la scintilla è stata l’amore, ho ricevuto una forte ispirazione e qualcosa di bello dentro di me ha cominciato a crescere e a “lottare” per venire alla luce. Le mie canzoni sono nate in Italia, per quanto riguarda i testi, alcuni li ho scritti ispirandomi alle basi che mi sono state proposte, per altre invece, come “Y.I.M.” e “Citizen of The Universe”, avevo già sia le parole che la melodia e così il produttore si è basato su quello. L’idea di proporre un EP composto da generi musicali differenti è partita da lui, io mi sono fidata e ho provato ad arrangiare la mia voce, divertendomi nell’ interpretare qualcosa di nuovo, ho sperimentato, senza perdere la mia identità.
Tutte le sei canzoni parlano sia di me che di persone e temi attuali che mi hanno toccata, o che hanno toccato persone a me vicine. In “Once Upon a Time” ho utilizzato la simbologia contenuta nelle favole, una in particolare, per “rassicurare il bambino interiore”. Ho creduto, molto, e credo tuttora, in quello che sentivo ed ho trovato molto supporto, a partire dalla mia famiglia e poi dagli amici, ma anche da persone che prima non conoscevo.

Come mai hai scelto uno studio di registrazione tedesco?
La scelta finale è arrivata dopo un lungo periodo. mi si è presentata l’occasione di far sentire delle mie cover ad un produttore tedesco che è anche musicista, cantautore e tecnico del suono. Ho aspettato che fosse lui a propormi di registrare nel suo studio e quando mi ha chiesto se volevo incidere qualche cover, mi sono fatta coraggio e gli ho parlato del mio progetto inedito. E’ stato bello sentirsi considerare ed apprezzare, pur arrivando come cantante straniera e sconosciuta. All’inizio pensavo di realizzare un singolo, o al massimo quattro canzoni, ci sono voluti due anni, ma è stata un’esperienza formativa e bellissima.

Il tuo progetto musicale nasce da un profondo amore per la musica, che ruolo ha (o dovrebbe avere) secondo te la musica oggi?
Riguardo al ruolo che ha o che dovrebbe avere la musica, dipende da tutti noi, musicisti, tecnici e ascoltatori, dipende da quello che desideriamo trasmettere e ricevere attraverso di essa.
La musica, come mezzo d’epressione, da sempre può essere utilizzata per intrattenere, divertire, emozionare, stimolare, rilassare, per ipnotizzare ed anche per guarire, offre una vasta gamma di possibilità, per questo il suo ruolo specifico dipende da una nostra scelta e se la si fa solo per denaro è meglio lasciar stare.
La musica è un linguaggio universale è un dono potente e come tutte le cose potenti andrebbe utilizzato consapevolmente ed eticamente.
Un suono può essere più o meno udibile ad orecchio umano, ma la sua frequenza (vibrazione) agisce comunque, interagendo con le frequenze di tutti gli esseri viventi, modificandoli, modificandoci.

Chi ti ha fatto avvicinare alla musica elettronica? Quali sono le tue fonti di ispirazione?
Si può dire che in realtà, io sia stata avvicinata alla musica elettronica, già durante gli anni della mia infanzia erano gli anni 80 quando molti gruppi sperimentavano in questo campo.
Poi verso metà anni 90, ascoltavo un po’ di tutto, anche house e techno (poca e solo in quel periodo) e ho amato molto il sound sperimentale di Björk.
Qualche anno fa, sempre in Italia, ho conosciuto delle persone che fanno musica elettronica, tra i quali c’è l’amico che ha gentilmente eseguito mixaggio e mastering delle mie prime cover.
In Germania la musica elettronica si è sviluppata molto, unendosi anche ad altri generi, così è stato naturale introdurla anche nel mo progetto.
Le mie fonti d’ispirazione più o meno consce sono tante, tutta l’arte, l’ambiente che mi circonda, la natura, i rapporti umani, le connessioni con gli altri, i viaggi fisici e mentali – spirituali (meditazione).

Grazie a SOund36 e buona musica a tutti!

https://itunes.apple.com/us/album/harmony/id561088540

https://www.facebook.com/pages/HARMONY/231271330237116

About the author

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione. E in ultimo vorrei dire che mica sono matta, ma solo pazza. Pazza di gioia.

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