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Final Fantasy X, tra inganni e dogmi.

Scritto da Riccardo Marinelli

Come la dottrina di Yevon inganna e manipola il mondo di Spira.

La critica e la tematica che si cela dietro a Final Fantasy X, pubblicato nel 2002, sembra tanto antica quanto attuale.

Ambientato a Spira, il mondo di gioco che fa da cornice ad uno scenario con oceani cristallini e paesaggi mozzafiato, nasconde al tempo stesso una società indottrinata, atrofizzata e piena di terrore.

Al centro di questa vicenda, spicca il culto di Yevon, un’istituzione religiosa che governa gli abitanti di Spira, facendo leva sul senso di colpa, sul peccato e la paura: tutto ruota intorno a Sin, un’entità malvagia che ogni 10 anni torna ad attaccare il mondo di Spira, e tramite alcuni guerrieri ed invocatori scelti, devono combattere e sacrificarsi per sconfiggere e placare questa entità, guadagnando così un temporaneo periodo di pace, per poi ripresentarsi ogni 10 anni.

Questo ciclo infinito di sacrifici è ben noto negli alti vertici religiosi di Yevon che, sfruttando la paura del loro popolo, manipolano e controllano le menti dei loro abitanti, indottrinandoli e nutrendoli a provare anche un odio profondo verso un altro popolo di Spira chiamati Al Bhed, una comunità di emarginati e rinnegati dalla società stessa, in quanto avendo capito il gioco di Yevon, si ribellano e tentano di evolversi sia civilmente che tecnologicamente.

Ma l’ingranaggio del culto di Yevon inizia ad incepparsi all’arrivo di Tidus, un ragazzo di un altro mondo, esterno a Spira, nato al di fuori da tutto questo, che tramite azioni e domande scomode, alleandosi con gli Al Bhed, mette in estrema difficoltà il culto, facendolo scricchiolare sotto il peso di un sistema “perfetto ma antico”.

A volte basta un semplice cambio di prospettiva, una semplice persona esterna al sistema, esterna all’indottrinamento per ribaltare la scema, cambiare il modo di percepire le cose, di gestirle e cambiare la realtà, migliorandola.

About the author

Riccardo Marinelli

Sono uno scrittore e ricercatore con una passione per il retro game. Da circa 10 anni, scrivo per raccontare l'importanza delle origini videoludiche, descrivendo le battaglie dentro e fuori il videogioco. Attraverso il mio lavoro, combino nostalgia e divertimento per offrire rievocazioni storico-videoludiche

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