Interviste

Fabrizio Paterlini, Intervista

Annalisa Nicastro

” Dopo molte musiche scritte per piano solo, ho sentito l’esigenza di affrontare nuovi territori, perché il rischio di ripetersi è alto, quando si fa questo mestiere”. Fabrizio Paterlini

Quando ti sei accostato alla musica classica?
Ho iniziato a studiare la musica classica circa a 8 anni e mi ha accompagnato per molto tempo. Negli anni del liceo, l’ho abbandonata per esplorare il rock in tutte le sue forme, con un gruppo di amici con i quali suonavamo cover dei Pink Floyd e dei Deep Purple.
Mi sono riaccostato a sonorità più “classicheggianti” solo più avanti con gli anni, quando poi ho iniziato a comporre musiche mie.

Live in Bratislava ci mostra un Fabrizio Paterlini in veste più intima con 21 brani suonati appunto dal vivo. Cosa ti ha spinto a fare questa scelta?
Ho scelto di pubblicare un album dal vivo perché, a differenza dei lavori fatti in studio, il live rappresenta sempre abbastanza bene il punto in cui un artista si trova. Questo concerto è stato registrato circa 6 mesi fa ed è una panoramica abbastanza fedele del mio repertorio attuale: brani di piano solo, accompagnati da sperimentazioni elettroniche e brani con un trio d’archi.

Tra i brani contenuti ci sono anche molti tuoi inediti,  ci suggeriscono che hai intrapreso una nuova strada verso la sperimentazione. Ce ne parli meglio?
E’ la voglia di mettersi continuamente in discussione che ha portato ad intraprendere una strada meno “sicura” della precedente. Quindi ecco perché ho scelto prima di scrivere per piano ed archi e poi di arricchire il tessuto sonoro con sintetizzatori ed effetti, in modo da vedere dove queste sonorità avrebbero portato me e il mio pianoforte.

Live in Bratislava è interamente autoprodotto, ne hai curato ogni aspetto dalla produzione alla distribuzione.  C’è un motivo particolare dietro?
Ho iniziato ad autoprodurmi nel 2008. Non c’è un motivo particolare, ho spedito qualche “demo” a qualche etichetta in quegli anni, in effetti. Poi, stanco di aspettare risposte che non arrivavano, ho scelto di andare avanti per la mia strada e di usare la rete come mezzo di diffusione del mio lavoro. Ora, circa 8 anni dopo, per me è del tutto naturale curare ogni aspetto di quanto offro: dalla composizione in astratto, al concerto e al prodotto finito. Ho scoperto poi che mi piace particolarmente prendermi cura dei dettagli!

Sei un musicista e compositore acclamato in tutto il Mondo, c’è un concerto che porti di più nel cuore?che ti ha colpito ed emozionato più degli altri?
Sicuramente il concerto all’International House of Music di Mosca è stato speciale. Ma credo che proprio il “Live in Bratislava” sia il concerto che mi ha dato di più, sia sul palco, che poi come ricordo di quei giorni.

Ti senti parte della scena neo-classica?
Mah, non saprei. Continuo a fare musica e spero sempre di riuscire a dare sempre il meglio.

Annalisa Nicastro
Si ringrazia per la foto di copertina Rudolf Baranovic Med

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Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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