Recensioni

Eraldo Bernocchi,Robin Guthrie & Harold Budd – Winter Garden

Claudio Donatelli

Winter Garden è una incredibile, raffinata visione, uno stratificato giardino sonoro. Un ottimo disco, senza epoca, sempre attuale e profondo.

Il compositore e musicista Italiano Eraldo Bernocchi ha iniziato la sua lunga carriera molto presto: fine anni ’70, appena quattordicenne, quando suonava la chitarra in un gruppo punk. Gli anni che sono seguiti gli hanno regalato un’enorme attività musicale che lo hanno portato a confrontarsi con innumerevoli musicisti in tutto il Mondo. Ha sempre amato viaggiare e questo ha influito molto sulla sua musica. Si è saputo muovere con grande coraggio tra la sperimentazione elettronica e il minimalismo, con successo anche nelle colonne sonore, come con Denti di Salvatores. Pochi anni fa ha fondato l’etichetta discografica Rare Noise Records, con base in UK e per la quale ha pubblicato il disco di cui stiamo parlando.
Winter Garden è il titolo di questo cd, registrato nel 2010 in Toscana, insieme a due grandi musicisti contemporanei: Harold Budd e Robin Guthrie. Harold Budd è un pianista e icona musicale, mentre Robin Guthrie (chitarra) è stato il membro fondatore dei Cocteau Twins.
Presentati le straordinarie menti che sono dietro questo lavoro, passiamo a raccontare un piccola parte di ciò che esprime Winter Garden.
Pianoforte e chitarra si fondono insieme è spesso si confondono tra loro, così le coordinate si perdono e l’ascoltatore viene introdotto in una nuova dimensione musicale. L’ambiente è dilatato e la musica muta lentamente sotto le poche note presenti. Winter Garden è una incredibile, raffinata visione, uno stratificato giardino sonoro, una preziosa composizione adatta alle ambientazioni invernali che stanno arrivando.
Le dieci tracce colloquiano tra loro pensieri e ricordi, l’immaginario del trio europeo è vivo e incredibilmente moderno. I momenti belli sono molti, ma la più ispirata è proprio la traccia che dà il titolo al disco. La melodia degli strumenti è tenue e profonda, gli sguardi sono sospesi, il tempo non ha importanza, la profondità delle note toccano l’immaginazione degli ascoltatori.
Un ottimo disco, senza epoca, sempre attuale e profondo.

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