Soundcheck

Bebawinigi – Bebawinigi

ci parla di amore dandoci un pugno in faccia e straziando le corde della sua elettrica, Bebawinigi è una bomba creativa

Chi è Bebawinigi? La risposta più azzeccata è un’artista nel pieno significato della parola. Virginia Quaranta, suo vero nome, è una musicista polistrumentista, compositrice ed interprete ma anche attrice, infatti ha già lavorato come protagonista sotto la direzione di Fulvio Risuleo, l’astro nascente del cinema italiano, nel cortometraggio Lievito Madre, 3° premio alla sezione cinefondation a Cannes 2014.
Da pochi giorni ha pubblicato il suo esordio discografico dal titolo proprio Bebawinigi, per la romana Strato Dischi Notlabel.
Quindi ritornando alla prima domanda proviamo ora a dare una più articolata risposta, sarà molto difficile perché una tale bomba creativa non è assolutamente facile da delimitare con termini e parole.
La Bebawinigi ama stupire con esibizioni musicali e teatrali allo stesso tempo, usa un linguaggio totale dove corpo e musica si alimentano e si nutrono a vicenda per arrivare al fine principale che è sempre e comunque il comunicare.
Virginia ci trasmette emozioni forti e potenti, sono quelle che lei prova, libera pensieri usando un linguaggio sonoro che prende dal rock più libero ed estremo, come il Punk, l’Industrial, il Noise, ci parla di amore dandoci un pugno in faccia e straziando le corde della sua elettrica, si racconta usando dei suoni che sembrano ma non sono parole. La sua voce è un perfetto strumento, probabilmente la prima ispirazione melodica nella stesura delle tracce, ha una forte matrice blues, ora sembra drammatica e inquietante, poco dopo è ironica e giocosa come solo una bimba sa fare.
Oltre alla sua voce Bebawinigi ammalia l’ascoltatore, con un mantra di suoni provenienti da diversi strumenti e da vari luoghi del campo spaziale. Strumenti di corde, di fiati, di metalli, senza una particolare attenzione al tempo o alle durate, tutto viene orchestrato come dei crescendo dell’anima, come una libera passeggiata in salita con il fiatone che si fa sempre più forte.
Bellissima e potente è Maramori, scura, inquietante, emozionante, per la sua forza evocativa sembra essere stata scritta per una scena di un film. Tutta la commedia italiana sembra essere invece piombata su Cugino Itt, tra grottesco e l’ironico, tra la farsa e il gioco più libero.
Bebawinigi con il suo esordio discografico mette in scena uno spettacolo di nonsense di alta classe espressiva, una giovane e maturissima artista che seguiremo con grande interesse in tutte le sue manifestazioni.

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Claudio Donatelli

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