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Interviste

Askatasuna Ska Band

Annalisa Nicastro

… Con Sentimento è il nuovo lavoro degli Askatasuna Ska Band. Un lavoro che abbraccia idealmente vari generi musicali pur rimanendo fedele al “Funny & Social Ska” di cui gli Askatusuna si sentono ambasciatori.

A distanza di qualche mese dall’uscita del vostro album e soprattutto del tour, immagino che abbiate tirato le somme. Come è andata, siete soddisfatti?
Quando sei in studio a registrare, questa domanda ti assilla. In un paio di settimane di registrazione, ti giochi un paio di anni di “lavoro”. Sei lì e ti chiedi se tanto lavoro, tanta concentrazione, tanto entusiasmo verranno poi ripagati. Fermo restando che un album deve piacere soprattutto a chi lo suona, è inutile dire che comunque le vere soddisfazioni arrivano quando piace anche ad altre persone, soprattutto a chi magari ti segue da dieci anni. E vorresti non deluderli mai. E così esce l’album e cominci il tour.
I primi 3/4 mesi dopo l’uscita dell’album sono stati intensissimi, belli eh… ma alla fine eravamo un po’ stanchi. Soprattutto perché per nessun Askatasuna la musica è un lavoro, pertanto otto ore in fabbrica, in posta, in cantiere, nei C.A.G., in ufficio e poi via… di corsa al concerto. Cmq sì, siamo soddisfatti. L’album è piaciuto e i live sono andati benissimo. Certo alla fine di ‘sto tour magari ci concentriamo un attimo, visto che ci sono in cantiere un sacco di idee, e nel giro di un paio di anni (non di più) vediamo di uscire con un altro album.

Il vostro tour ha visto anche esibirvi oltralpe, qual è il miglior pubblico degli Askatasuna?
Beh quelli in Francia (appena prima che uscisse l’album), in Svizzera e in Belgio sono state, in modo diverse, esperienze stupende. In Belgio ormai siamo di casa. Ci siamo capitati quasi per caso 4 anni fa e da allora non abbiamo saltato un anno. Là abbiamo un sacco di amici ormai. Ne approfitto per ricordare gruppi come “Las Caras” e “Todo està aqui”, con i quali abbiamo diviso il palco anche in Italia.
Tornando alla domanda comunque, boh … non esiste un pubblico migliore per definizione. Certo le soddisfazioni migliori arrivano quando la voce del pubblico copre quella del nostro cantante, e sto parlando di brani come “Pioggia” o “Abbiamo Visto” (ascoltabili anche su youtube per chi non avesse ancora il nostro album), indubbiamente i più cantati e richiesti dal vivo. Uno “Funny” e l’altro “Social”, che rispecchiano in pieno il nostro stile che ci piace definire “funny and social ska”.
E poi come non ricordare gente che ci segue ininterrottamente da dieci anni. Non so come fanno. Cmq non faccio nomi, perché finirei col dimenticarmi di qualcuno sicuramente. Quindi grazie a tutte queste persone, che ci sono state vicine e ci hanno incoraggiato anche qualche anno fa quando eravamo a un passo dallo scioglimento.
Visto che l’ho nominata, anche se non centra con la domanda, spendo due parole per parlare di “Abbiamo Visto”. Una canzone nata dall’esperienza che parte del gruppo ha vissuto in Palestina, sia nella West Bank che nella Striscia di Gaza, insieme all’associazione “Sport sotto l’assedio”. E’ sempre molto utile ricordare che quello che ABBIAMO VISTO non è esattamente quello che ci propinano i media italiani e occidentali in genere.

Ho trovato il vostro ultimo lavoro, … con sentimento, molto interessante e soprattutto non noioso. La scelta di sperimentare la fusione/contaminazione con altri generi affini lo rende un lavoro originale, che a dispetto del titolo forse è meno di pancia e più studiato …
Eh … la verità è che gli Askatasuna sono 8 persone che arrivano da esperienze totalmente diverse (sia come fruitori di musica altrui, che come esecutori). Nel disco si può trovare un suono rocksteady puro, si può trovare dello swing, ma anche dell’attitudine punk senza mai arrivare ad una distorsione della chitarra vera e propria, e poi ritmiche folk che si incastrano a giri rock ‘n roll. E’ vero il comune denominatore rimane il levare ma nel momento in cui si compra il disco bisogna essere consapevoli del fatto che non è un disco “ska puro”. Che questo sia o meno un punto di forza del disco non sta a noi dirlo. Però già il fatto che tu lo definisci un “lavoro originale”, per noi vuol dire che abbiamo fatto centro.

Per realizzarlo vi siete avvalsi di diversi ospiti tra cui Mario Severini, leader dei grandi “The Gang”, una collaborazione che nasce ovviamente da una stima reciproca e dalla voglia di divertirsi insieme …
La collaborazione con Severini ci rende veramente molto orgogliosi. Un po’ perché alla fine siamo cresciuti tutti con le poesie e le storie dei “Gang” e poi perché nel disco Marino ha collaborato in “madres” che per noi è un altro pezzo importantissimo, che parla delle Madri di Plaza de Mayo.
Però devo dire che tutte le collaborazioni sono state a loro modo importanti. E anzi colgo l’occasione per ricordarle: Bombardieri, jazzista di fama internazionale, Stefano, trombettista dei nostri cugini maggiori “Orobians”, Marco, della “Junior mantion band” batteria rocksteady in pioggia, e ancora Toghi dei “Dinamo” e Pier, trombone della Tonino Carotone band. E li ringraziamo tutti, perché per noi sono prima di tutto amici. E chi frequenta l’ambiente Askatasuna sa bene che ogni tanto negli spettacoli live capita di trovare alcuni di questi musicisti sul palco con noi.

Sono anni che navigate nel mondo della musica. Quanto è difficile portare avanti un progetto musicale? (ricordo ai nostri lettori che … con sentimento è interamente autoprodotto)
Sì, infatti tra alti e bassi son 10 anni che suoniamo insieme. Portare avanti un progetto musicale è molto più che difficile. A partire dal fatto che tante volte trovare una soluzione (musicale, logistica …) che vada bene a 8 persone è il primo ostacolo che si incontra. Poi c’è la questione live (che fino a prova contraria è dove noi riusciamo ad esprimerci meglio). I posti in cui suonare sono pochi. I pochi che ci sono, a volte sono nelle mani di etichette e/o agenzie più o meno indipendenti, che di fatto occupano la programmazione di un locale per i gruppi del proprio circuito. E guai a proporre qualcosa di diverso. Poi c’è la questione promozione e distribuzione album. Impegnativo, soprattutto quando la musica è un hobby e la pagnotta te la guadagni durante il giorno con altri lavori. E poi c’è la questione economica. E’ bello ascoltare un disco, ma è sempre meglio non pensare a quanto ti è costato. Va beh dai … godiamoci e godetevi il nostro CD. Prima di comprarlo vi invito ad ascoltare dei brani su youtube. E fatevi un giro sul sito www.askatasunaskaband.it, così sarete sempre aggiornati sulle novità.

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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