Quando il movimento si mescola alla storia. La luce del tramonto ha reso le pietre millenarie del Museo e Parco Archeologico di Scolacium a Borgia (CZ), il palco più suggestivo per portare in scena Tra note e passi, lo spettacolo con cui la scuola professionale di danza “Compagnia Studio Danza” di Catanzaro, il 4 settembre ha impreziosito l’offerta culturale di “Venitinda Fest”, la rassegna plasmata dal polo museale.
Ad inaugurare l’immersione in un’atmosfera quasi magica, sulle note dell’Improvisation n. 15 di Poulenc, la comparsa graduale in penombra della silhouette di alcune ballerine, moltiplicandosi sino a occupare l’intero spazio scenico, ciascuna accennando i tratti di quel movimento che avrebbe poi preso piena forza nel corso della serata. Ad accompagnale al pianoforte la talentuosa Annalisa Critelli. La strumentista, diplomatasi a pieni voti al Conservatorio di Cosenza e perfezionatasi con grandi maestri della scena classica come Michele Campanella, Bruno Mezzena e Benedetto Lupo, ha poi affiancato la propria intensa attività concertistica — impreziosita da importanti collaborazioni come quella con il Ravenna Festival — alla dimensione visiva della danza.
A firmare la direzione artistica della proposta danzante, il Maestro Gyula Molnár, primo ballerino dell’Opera Ungherese di Cluj, che con Carmen D’Angelo ha curato Émotions, un quadro dalle tinte intime e viscerali nutrito da un messaggio corale. Sulle partiture di Šostakovič, Max Richter, Bendik Giske e Maitrise Saint Marc, la coreografia seguiva il percorso dei moti interiori umani. Lo stesso Molnár ha mosso i fili di Carmina Burana, su musica di Carl Orff, veicolando un’energia più ancestrale nel suo impatto fisico.
La sensibilità autoriale si è tradotta nella lettura della stratificazione corporea e sentimentale contemporanea con Femminæ, proposta da Antonio Montanile sulle melodie di Manuel Wandji e Yann Tiersen, un racconto condiviso sull’essere donna tra dinamismo plastico e intensità onirica. In Swan Lake, Sofia Mesuraca, affidandosi alla musica di Čajkovskij, ha offerto una prova pulita ed elegante, mentre Giulia Daniele in Extinction, accompagnata da Peter Sandberg, ha saputo trasmettere un’urgenza espressiva pregna di tensione e morbidezza. Nella sincronia di Diana Gadzhieva, Debora Nisticò e Giulia Daniele in Yondering, sulle note di Stephen Foster e la coreografia di John Neumeier, si è snodata tutta la potenza catartica di un viaggio tripartito.
Il sipario invisibile dell’emozione si è aperto poi sull’intensa variazione solistica di Debora Nisticò nel Notturno in do minore, un frammento d’arte scolpito sulla raffinata coreografia del maestro statunitense John Neumeier e la raffinatezza della cornice pianistica. Come un ulteriore respiro lirico affidato alla polifonia della notte, il Notturno in lab op. 32 n. 2di Chopin ha pure accolto i passi di sei danzatrici soliste.
A suggellare l’armonia altre pagine raffinate quali l’Arabeske di Schumann, l’Arabesque di Debussy e la Sonata K27 di Scarlatti, proposte dalla stessa Critelli ai tasti bianchi e neri, la cui duttilità interpretativa ha agito da contrappunto ideale, ondeggiando in perfetta sintonia con le coreografie.
Musica e danza, si sono dunque “parlate” con naturalezza.
Con questo stesso linguaggio intriso di armonia, sacrificio, tecnica, disciplina, passione ed emozione, Compagnia Studio Danza si esprime da oltre trent’anni: non si tratta solo di ingredienti da utilizzare per tessere l’opera su cui poi cala il sipario ma di valori che restano addosso ai corpi anche quando lo spettacolo termina e la vita prosegue.
Una filosofia consolidata e pronta a permeare pure il nuovo anno accademico che sta per cominciare: quanto si è visto a Scolacium non è un punto d’arrivo ma una tappa di un percorso radicato e in divenire.
Segui le attività di “Compagnia Studio Danza”
https://www.facebook.com/compagniastudiodanzacz/?locale=it_IT
https://www.instagram.com/COMPAGNIASTUDIODANZA/







