Atmosfere e paesaggi onirici si legano armoniosamente attraverso melodie eteree che conducono l’ascoltatore a compiere un viaggio musicale introspettivo e coinvolgente. Loro sono la band bolognese Scalavamo Torri. Scopriamola qui:
Quando-dove-come nasce il progetto musicale Scalavamo Torri? E la scelta del nome?
Scalavamo Torri nasce a Bologna nel 2023 come progetto solista del musicista Marco Salvatori. L’appartenenza alla comunità bolognese e la coincidenza di alcune lettere intrecciate hanno portato alla scelta del nome del progetto che è un anagramma del suo nome e cognome.
Il progetto è iniziato con un album auto distribuito, Ephemeral Abodes, una raccolta di melodie e arrangiamenti creati nei dieci anni precedenti dell’artista. Nel tempo, la necessità di sonorità più ampie e complesse ha portato all’ingresso di altri due componenti: Paolo Baresi alla batteria e Simone Del Deo alla chitarra.
Quali sono state nel corso del tempo le vostre principali influenze artistiche?
Musicalmente ci ispiriamo molto alla scena alt rock, dal post-rock di This Will Destroy You ed Explosions in the Sky, ai giapponesi Toe, fino allo shoegaze di Slowdive e DIIV per le chitarre eteree e le atmosfere più malinconiche e cupe. Siamo tutti grandi appassionati di musica, in ogni sua forma e non ci limitiamo a imitare un genere o a lavorare entro confini rigidi. Sperimentiamo spesso aggiungendo componenti elettroniche come sintetizzatori e sequencer, pur mantenendo una struttura minimale che riflette lo spirito della nostra musica. Scalavamo Torri non dev’essere necessariamente ricercato. L’importante è che le melodie riescano a trasportare.
In quale modo, a vostro avviso, la musica strumentale veicola le emozioni rispetto a un gruppo con parte vocale?
La musica strumentale tende a creare atmosfere più ampie e scenari meno definiti, mentre quella con voce si concentra maggiormente sulla linea melodica vocale e sulla trasmissione di concetti precisi all’ascoltatore. Suonando solo strumentale, il nostro obiettivo è comunicare mondi lontani e portare chi ascolta in situazioni nuove. A volte l’inserimento di voice-over o vocalizzi può amplificare questo effetto, aggiungendo di fatto nuovi “strumenti” all’orchestrazione. Tuttavia ciò che conta è che il significato rimanga aperto, quasi come se fosse l’ascoltatore stesso a determinarlo. La musica strumentale è sicuramente più complessa da far arrivare al grande pubblico, ma permette anche di essere più internazionali e raggiungere ascoltatori di ogni lingua.
Potete parlarci della genesi dell’EP Silent Egress uscito da poco?
Silent Egress è un EP scritto durante un viaggio, in un momento di grande transizione e cambiamento personale. Da qui il nome “Uscita silenziosa” che richiama proprio il passaggio da una realtà a un’altra.
Questa trasformazione si percepisce nelle sonorità dell’EP, molto più distorte rispetto ai lavori precedenti (nell’album Ephemeral Abodes non c’è alcuna distorsione). Si tratta quindi di un cambiamento sonoro netto che però non definisce un nuovo sound fisso del progetto, quanto piuttosto una sua mutazione. Scalavamo Torri rimane un progetto libero e sperimentale. Il prossimo EP è già scritto e avrà sonorità ancora molto diverse.
Quali i vostri imminenti impegni? Vi ascolteremo in giro per la Penisola?
Viviamo alla giornata. Essendo un progetto completamente autoprodotto, cerchiamo di suonare ovunque ci venga dato spazio. Abbiamo la fortuna di essere molto flessibili dal vivo, quindi potrete vederci in trio oppure, a volte, in duo solo chitarre, così da proporre set diversi tra loro. Alcuni concerti per l’anno nuovo in Italia sono già in programma.

