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Primavera Sound 2016 – Report

Annalisa Nicastro

Ognuno di noi ha sempre avuto dei miti musicali da voler incontrare ed ascoltare un giorno. Quel giorno è finalmente arrivato per molti di noi e ognuno di noi ha avuto un personale Primavera Sound da seguire. Ecco il nostro Festival.
L’edizione di quest’anno è stata assolutamente storica e sono sicura che non si dimenticherà facilmente, la line up è stata strepitosa. A cominciare dai Radiohead, il nome più importante di sempre nel cartellone del Primavera Sound, che hanno regalato due ore indimenticabili ai 50mila accorsi da ogni parte ad ascoltarli live. La band di Oxford ci ha regalato a sorpresa “No Surprises” e “Creep”, i fan vanno in delirio emotivo. You are so Fucking special Radiohead, grazie del bel concerto.
Il Primavera Sound ovviamente non è stato solo Radiohead e lo dimostrano tutti i sold out che il Festival ha ottenuto tutte le sere di programmazione per un totale di oltre 200 mila spettatori complessivi. In effetti appena abbiamo saputo dei sold out eravamo un po’ tutti preoccupati per la grande quantità di persone venute da ogni parte del Mondo, abbiamo pensato tutti che fosse pure un po’ troppo e invece tutto ha funzionato, tutto è andato bene.
Il livello artistico del Festival continua a sfiorare l’apice con i Dinosaur Jr, l’emblema dell’indie rock americano; con i Suede e il loro Brit Pop, si continua con i Sigur Ros che hanno cantato in anteprima il nuovo brano “Oveour”, l’eleganza di PJ Harvey nel presentare i suoi pezzi storici, le atmosfere eteree degli Air ci ipnotizzano, il folk dei Beirut ci abbraccia nelle sue melodie malinconiche e i Tame Impala ci accolgono con la loro psichedelia.
A noi personalmente è piaciuta molto l’esibizione delle Savages che hanno mostrato tutta la loro passione nel suonare. Fantastiche. Più volte Jenny Beth si è lanciata tra il pubblico che ha cercato di sostenerla. Suonano davvero forte e we fucking love you!!!
Tra i tanti altri gruppi ci piace segnalare i Gang Of Youths, il quintetto australiano che ci dà freschezza, Peaches che ci ipnotizza con il suo show fatto di provocazioni intelligenti continue, Neil M. Hagerty (leader dei Royal Trux) che presenta i pezzi della sua carriera da solista, John Carpenter che on stage riproduce le colonne sonore dei suoi film cult e ci presenta “Lost Themes II” il suo primo album che non contiene colonne sonore, Brian Wilson che ci accoglie con le note allegre dei Beach Boys e il talento travolgente di Julie Holter.
Il Primavera Sound non è stato solo per adulti, a sorpresa ogni giorno è stato dedicato uno spazio ai più piccoli nell’ambito di Minimusica. Questa è stata davvero una bella iniziativa e vi consiglio nel futuro di far partecipare tutti i bambini che conoscete.
Senza parlare poi del fatto che ci sono stati tantissimi concerti gratuiti in giro per la bellissima Barcellona e all’interno del PrimaveraPro interessanti scambi di opinioni sul mondo della musica per gli addetti ai lavori.
Un ringraziamento finale va come sempre all’ufficio stampa italiano del Primavera Sound, A Buzz Supreme e Sfera Cubica, che da 5 anni si dedica anima e corpo alla buona riuscita del Festival e anche quest’anno sono stati sempre presenti e disponibili ad ogni esigenza.
Già non vediamo l’ora che arrivi il prossimo anno per la nuova edizione (31 maggio – 4 giugno 2017), per lasciarci sorprendere di nuovo da tanta buona musica.

Primavera Sound 2016 foto di Fabrizio Cortesi per SOund36
Savages


PJ Harvey


Brian Wilson

Dinosaur Jr

Neil M. Hagerty


Drive Like Jehu


Gang of Youths


Primavera Sound 2016 – Atmosfera

Radiohead – Credits: Eric Pamies, Primavera Sound

AIR – Credits: Eric Pamies, Primavera Sound


Tame Impala –  Credits: Eric Pamies, Primavera Sound


Beirut – Credits: Eric Pamies, Primavera Sound

Peaches – Credits: Dani Canto, Primavera Sound

Suede – Credits: Dani Canto, Primavera Sound

 

John Carpenter – Credits: Xarlene, Primavera Sound

 

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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