Alessandro MOP è un “eterno giovane” autore italiano che da alcuni anni si muove nel panorama della musica pop autoprodotta. Dopo alcuni anni passati a suonare in gruppo con i Sushiside, nel 2007 ha scelto di mettersi in proprio. Ha trovato dei validissimi aiuti tecnici ed artistici nelle persone di Stefano Florio (Frankie Hi-Nrg, Dalla, Decò) e Luca Sammartin.
Lo speudonimo di MOP significa straccio in inglese ed è spuntato fuori dalla sua voglia di ripulire lo spartito per ripartire da capo. Il suo primo disco si chiama In Viaggio ed è un chiaro riferimento alla sua principale fonte di ispirazione che è il conoscere nuovi luoghi e vivere emozioni.
I testi è le parole di MOP raccontano semplicissime storie legate alle persone e ai rapporti che lo legano a loro, al desiderio di libertà e di evadere. Il viaggio è la metafora perfetta per descrivere il desiderio di abbandonare ciò che si conosce già per la scoperta di nuove emozioni. In questo disco MOP ha scelto di vestire i suoi testi con le sonorità acustiche della sua cara chitarra miscelate con melodie sintetiche che rimandano ad alcune attuali pop band del Nord Europa.
Le tracce del disco sono nove di cui tre cover, tra le quali spicca L’ultimo Bacio di Carmen Consoli. In questo caso la versione è in linea con lo stile personale di MOP, cioè meno drammatica e più leggera rispetto all’originale.
Il disco per essere una autoproduzione è molto ben presentato, curato e suonato in maniera semplice e impeccabile. Manca di originalità nei testi, ma anche nelle linee musicali, vedi il singolo Valentina che ripropone il tema di una famosa canzone dei Notwist. Sicuramente arriva il sincero desiderio di esprimersi liberamente per quello che si è, più la forte passione per la musica melodica. Il viaggio di MOP sicuramente continuerà e lo aspetteremo per raccontarlo nuovamente su queste pagine.
Mop – In Viaggio
Il viaggio è la metafora perfetta per descrivere il desiderio di abbandonare ciò che si conosce già per la scoperta di nuove emozioni. In questo disco MOP ha scelto di vestire i suoi testi con le sonorità acustiche della sua cara chitarra miscelate con melodie sintetiche che rimandano ad alcune attuali pop band del Nord Europa.