Un concerto tra perfezione e improvvisazione
Con la cura di un perfezionista e l’estro di un improvvisatore, Al Di Meola ha affascinato il pubblico del Parco Archeologico di Scolacium (Borgia-CZ), accompagnato dal suo acoustic trio. Il concerto del 17 agosto ha dato ulteriore conferma alla visione di Chiara Giordano, direttrice dell’Armonie d’Arte Festival da un quarto di secolo, che grazie al lavoro condiviso con numerosi collaboratori si propone di intrecciare arte, cultura e paesaggio. Il filo conduttore di quest’anno, “Nuove Rotte Mediterranee” nella declinazione “Transiti”, vuole essere un richiamo a un nuovo umanesimo, distante dalle tensioni che attraversano il nostro tempo.
Le radici mediterranee di Al Di Meola
Nato nel New Jersey e vincitore di un Grammy Award nel 1976, Di Meola porta con sé radici italiane profonde: i suoi nonni paterni provenivano da Cerreto Sannita, in provincia di Benevento. Questa eredità si riflette nel suo stile musicale, che fonde jazz, flamenco e sonorità latine con un tocco mediterraneo unico. Sul palco è affiancato da due musicisti sensibili: Peo Alfonsi alla chitarra e Sergio Martinez alle percussioni.
Un inizio energico e una perfetta intesa
La serata è iniziata con “Fandango”, un brano vivace che ha subito creato un’atmosfera dinamica e acustica. Lo stile di Di Meola coniuga tecnica brillante e precisione impeccabile, intrecciando melodie complesse e ritmi articolati. L’intesa con Alfonsi e Martinez è stata totale: la precisione di Alfonsi e la ricchezza emotiva delle percussioni di Martinez hanno arricchito la performance.
Emozioni e omaggi nel programma
Il concerto è proseguito con “The Infinite Desire”, carico di emozione e con un sentito richiamo a Pino Daniele, a cui Di Meola ha rivolto un commovente omaggio. La malinconica “Broken Heart” ha messo in luce un intenso dialogo acustico tra le chitarre, mentre “Ava’s Dance in the Moonlight” ha evocato atmosfere rarefatte e giochi di ritmo e luce.
La Scaletta
- Fandango
- The Infinite Desire
- Broken Heart
- Tears of Hope
- Milonga Noctiva
- Ava’s Dance in the Moonlight
- Vizzini
- Café 1930
- Azzurra
- Turquoise
- Eden
- Immeasurable Part 3
- Double Concerto
- Napule è
- Manhã De Carnaval
- Mediterranean Sundance
Contaminazioni e atmosfere mediterranee
Tra i momenti salienti, “Turquoise” ha mescolato folk, flamenco e jazz con grande energia, mentre “Milonga Noctiva” ha riportato l’intensa sensualità del tango. Di particolare emozione è stato il tributo a Pino Daniele con “Napule è”, eseguita con intimità e affetto, e la celebre “Mediterranean Sundance”, brano condiviso con Paco De Lucía che ha entusiasmato il pubblico celebrando il dialogo culturale tra le due sponde del Mediterraneo.
La filosofia di Armonie D’Arte Festival
“Mediterranean Sundance” è ormai simbolo della fusione tra virtuosismo e tradizione popolare, perfettamente in linea con la filosofia dell’Armonie D’Arte Festival. La rassegna, guidata da Chiara Giordano, si propone come uno spazio dove il pensiero culturale cresce insieme a un intrattenimento di alta qualità.
La chitarra come voce narrante
In una cornice suggestiva come Scolacium, Di Meola e il suo trio hanno dimostrato come la chitarra acustica possa diventare una vera “voce narrante”. La loro maestria tecnica, supportata da un controllo ritmico perfetto, ha dato vita a una narrazione poetica e meditativa che ha toccato profondamente il pubblico.

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