Trent’anni, anzi, trentuno.
Eh già, sono passati trentun anni dall’uscita di Buon compleanno Elvis, album che conteneva Certe notti. Brano che presto é diventato un icona di quegli anni, ed in fondo di un certo stile di vita un po’ bohemienne, molto emiliano. Giusto festeggiarlo dunque, ma come si deve, alla Liga! L’estate nei grandi stadi d’Italia e d’Europa, l’autunno nei palazzetti. Ambiente più raccolto, intimo, per chi vuol essere lì (…sempre lì), a pochi metri.

Macchina calda…
Altroché, da Torino sono più di tre ore d’auto fino al PalaUnical di Mantova. Ne valeva la pena, il colpo d’occhio è quello delle grandi occasioni. Il palazzetto può contenere oltre seimila spettatori, serata praticamente sold-out, come gran parte del tour del resto. Si comincia con Balliamo sul Mondo, ed ovviamente si chiude con Certe notti. In mezzo 22 canzoni in gran parte classici del Boss di Correggio, più un inedito, Nessuno è di qualcuno, che tratta della violenza sulle donne, ed il singolo Qualcosa per te. Molto intensa e toccante Caro il mio Francesco, nel ricordo di Guccini. Salutata con un lungo commosso applauso.

La band.
Con Luciano sul palco sette musicisti di grande levatura, che ricevono sempre il giusto spazio. A partire dal veterano, il chitarrista bolognese Federico Poggipollini. Poi, sempre alle chitarre, Mel Previte, Max Cottafavi e Nicolò Bossini. Luciano Luisi alle tastiere, e per la ritmica, Davide Pezzin al basso, e alla batteria Lenny Ligabue. Figlio d’arte, come si può intuire, nato tre anni dopo l’uscita di Buon Compleanno Elvis. A lui il compito, cito, “di tener su tutto”. E così è stato, dalla prima all’ultima battuta, buon sangue…

Come detto il concerto termina con Certe notti, con un assolo di intro di Poggipollini che pare David Gilmour. Da oltre venticinque anni insieme al Liga sul palco, e l’intesa si vede.

Anniversary Tour.
Decisamente molto di moda negli ultimi tempi. Chi rievoca i 20, 30 o 40 anni dall’uscita di un album, o di una hit, oppure i 50 anni dalla creazione della band, le grandi carriere offrono spunti infiniti. Questo fa felici i fan che hanno modo di rivivere (a volte) il culmine del percorso artistico dei loro beniamini. Certamente gli organizzatori che possono proporre lunghi tour. E io penso anche gli stessi artisti, che in questo modo non sono assillati dal dover uscire sempre con nuovi lavori per farli poi seguire dai concerti. Insomma win-win-win.

Un ringraziamento particolare a Parole & Dintorni per la consueta collaborazione (tnx Giulia!)
P.S. Tanto il report che la fotogallery sono “umane”. Non create con AI. Quindi se non vi sono piaciute la colpa è solo mia. “A sbagliare sono bravissimo da me“.
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