Interviste

FIM: SOund36 intervista Verdiano Vera

Annalisa Nicastro

La musica è quello che ognuno vuole che sia: vita, amore, rabbia, forza, gioia, allegria, tutto e niente.

Ci piace dare spazio sulle nostre pagine ad eventi ben fatti ed anche quest’anno abbiamo intervistato con grande piacere Verdiano Vera, direttore del FIM. La manifestazione è cresciuta tantissimo in questi anni e propone, ad ogni edizione, novità e cambiamenti oltre ad una ricchezza incredibile di appuntamenti nel programma che sottolineano l’internazionalità della Fiera.
L’edizione di quest’anno si svolgerà il 9 – 10 – 11 settembre a LarioFiere, ad Erba. Dopo questa bella intervista non vediamo l’ora che il FIM abbia inizio! Leggetela anche voi e scoprirete perchè.

 

La novità più importante di questa edizione è il cambio di location rispetto alle edizioni precedenti del Festival. Ci vuole dire qualcosa a questo proposito?
“Se non cambiasse mai nulla, non ci sarebbero le farfalle.” Il cambio di location di questa edizione del FIM è un’evoluzione naturale di un evento concepito per adattarsi a tempi e luoghi differenti. Nato nell’Ippodromo dei Fiori di Villanova d’Albenga, in provincia di Savona, con un’edizione zero che ricordava molto il Woodstock di quasi 50 anni fa, cresciuto con due edizioni alla Fiera di Genova con 11 palcoscenici disseminati fra i padiglioni della Fiera del Mare, e infine approdato quest’anno a Erba, in Lombardia, a 40 km da Milano, in una location circondata da bellezze naturali fra le più interessanti al Mondo com’è il centro espositivo LarioFiere. La suddivisione della struttura in ambienti acusticamente separati, dotati di soffitti irregolari che facilitano la diffrazione delle onde sonore, pavimentazioni in moquette che agevolano l’assorbimento acustico, ledwall e proiettori video che facilitano la comunicazione all’utente, e una gestione della struttura molto efficiente, rendono LarioFiere la location adatta ad ospitare una fiera che ha nel suo DNA sia la caratteristica di accogliere gli espositori appartenenti alla filiera della musica, che la necessità di svolgere numerosi eventi live, incontri, concerti, showcase, presentazioni, dimostrazioni, jam sessions, meetings, seminari e conferenze.

Rimaniamo in tema di novità, ce ne sono altre che caratterizzano il ricco programma di quest’anno?
Le principali novità di quest’anno sono date dalla cura degli ambienti e dai dettagli organizzativi che riguardando da una parte la suddivisione delle aree tematiche che caratterizzano l’esposizione e che rendono un “ordine” abbastanza realistico di ciò che è oggi il mercato della musica e degli strumenti musicali in Italia con particolare attenzione al “made in italy”, dall’altra parte la completezza del programma degli incontri e dei live che vede coinvolti artisti di calibro nazionale e internazionale di vari generi musicali programmati su 3 palcoscenici e in 2 “aree incontri”. Un palcoscenico dedicato agli artisti emergenti, uno dedicato ai concerti, ed uno Stage TV in diretta streaming condotto da Jocelyn, il noto conduttore RAI.

Vi seguiamo da quando il FIM è nato e vi abbiamo visto crescere tantissimo. Il vostro obiettivo negli anni è rimasto sempre lo stesso?
FIM nasce per rappresentare la Musica in tutta Italia. Gli obiettivi della fiera sono tanti e aumentano di edizione in edizione. Valorizzare la musica mediante un progetto innovativo ed unico, costruire un laboratorio di idee per favorire la crescita e lo sviluppo nel settore della Musica, stimolare la collaborazione e la creatività in campo artistico, sostenere l’innovazione del mondo musicale, definire il ruolo della tecnologia nella produzione della musica, incoraggiare lo studio e la pratica della musica, coinvolgere i giovani in nuove attività musicali, offrire lo scambio culturale con i grandi nomi della musica internazionale, mettere in rete le risorse territoriali e quelle professionali del settore musicale, promuovere la musica e le arti connesse agendo su tutto il territorio nazionale, tutelare la musica come bene comune.

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Il programma del 2016 è ricchissimo, ci vuole indirizzare verso le proposte più importanti di quest’anno?
Oltre alle aree espositive, ci sono da segnalare incontri molto interessanti a livello professionale rivolti agli operatori del settore e agli appassionati di musica con artisti di calibro internazionale quali Steve Hackett, chitarrista dei Genesis, Paul Buckmaster, arrangiatore di Elton John e Steve Lyon, produttore dei Depeche Mode.
Da non perdere gli incontri in Casa FIM con Patty Pravo, Roberto Cacciapaglia, Franco Mussida, Bassi Maestro, Eugenio Finardi e i concerti sul Main Stage con i Tiromancino, Giovanni Caccamo ed Ermal Meta.
Assolutamente da seguire il Prog Day, la giornata dedicata al Progressive Rock che sarà domenica 11 settembre con Paolo Siani, Not a Good Sign, Slogan, The Mughshot e Biglietto per l’inferno. Una particolare attenzione andrebbe rivolta alla “Genesis Night”, la serata di apertura della manifestazione dedicata alla musica dei Genesis nell’approssimarsi dei 50 anni dalla nascita della band di Peter Gabriel e Phil Collins, che sarà venerdì 9 settembre.
Da menzionare Mondo Danza, che quest’anno verrà svolto in un ambiente separato dal resto ed interamente dedicato alla danza, posto al piano di sopra del centro espositivo LarioFiere con ospiti di calibro nazionale quale Kledi Kadiu, Dario Laffranchi, Alessandro Armanni, Nicolò Abbattista, Francesca Varagnolo. Maurizio Tamellini, Ermes Dario Califano, e tantissimi altri.

Avete una grande esperienza del mercato della musica in Italia, che ne pensate? E’ davvero un settore così bloccato?
Il mercato della musica in Italia non gode di ottima salute già da tempo a causa della veloce evoluzione del web e del continuo mutamento delle tecnologie di distribuzione e di vendita, ma anche a causa del pigro adattamento da parte dei produttori ai nuovi strumenti di vendita e di distribuzione. Nonostante il periodo non proprio ottimale, comunque, per molte persone, la musica è tutto, e accompagna molti momenti della loro giornata. La musica piace, diverte, fa sognare, conforta ed è una delle prime cose che tutti imparano ad apprezzare da piccoli. Non c’è più un momento specifico per fermarsi ad ascoltarla, oggi la musica è la colonna sonora della vita di tutti. La musica è quello che ognuno vuole che sia: vita, amore, rabbia, forza, gioia, allegria, tutto e niente.
Spesso i giovani usano la musica come metodo per evadere dal loro standard di vita; spesso si cerca nella musica un mondo irreale per sottrarsi alle sofferenze, alle difficoltà e ai problemi. La musica, inoltre, attraverso le canzoni, assolve anche ad un’importante funzione sociale in quanto diventa messaggero di pace e sostenitrice di iniziative umanitarie. Dai dati raccolti emerge un trend assolutamente positivo, la musica genera gli eventi che sono in testa ai desideri di sponsorizzazione delle grandi aziende.

Ci sono nuove realtà produttive in Italia, spesso ancora di nicchia. Come possono uscire allo scoperto e riuscire a far crescere il mondo musicale?
Oggi stiamo assistendo ad una vera e propria suddivisione di generi in qualsiasi campo. Nel mondo della musica di oggi, è fondamentale cercare, educare e coinvolgere un proprio pubblico di riferimento. Nel campo degli strumenti musicali e della discografia, vince chi si specializza, emerge chi si qualifica e chi si perfeziona, esce allo scoperto che si concentra e si incanala in una determinata direzione di produzione e di vendita. La chiave della crescita è poi data dalla capacità di ogni produttore e di ogni realtà di unirsi, incontrarsi e creare “rete” con altri produttori e altre realtà differenti per lavorare e collaborare in sinergia con l’obiettivo comune di far crescere il mondo musicale.

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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