Interviste

Eric Laterza

Scritto da Gigi Fratus

Intervista a Eric Laterza, fotografo ufficiale Rock Metal Fest

Ciao Eric, ben ritrovato! Anche quest’anno ci riabbracceremo al Rock Metal Fest di Pulsano, ormai manca poco. L’adrenalina sta cominciando a fluire anche nelle tue vene?
Ciao Gigi, è un piacere risentirti. Sì, mancano ormai pochi giorni al 13 agosto e, come puoi immaginare, tutto lo staff della Rock Metal Events è in fibrillazione. C’è fermento per gli ultimi preparativi. La nostra volontà è quella di sistemare tutto per bene affinché l’evento si svolga nel migliore dei modi. Líobiettivo Ë quello di mettere le band a proprio agio in modo tale che siano concentrate solo a suonare. Il tutto deve andare a vantaggio dello spettacolo per la gioia e la soddisfazione del pubblico che ogni anno si presenta numeroso all’appuntamento.

Tu sei il fotografo ufficiale di RMF, con le responsabilità che ne derivano, nonostante questo sei sempre pronto a dare una mano e a consigliare i fotografi presenti (e non solo i fotografi in realtà), cosa significa per te essere il fotografo di questo evento importantissimo che anima l’estate metal Tarantina?
In verità è successo tutto un po’ per caso, fino alla quinta edizione (2013), quale parte dello staff, il mio incarico era quello di curare l’ufficio stampa che avevamo messo in piedi con il fine di far pubblicare le notizie relative al bando di partecipazione e promuovere la serata. Abbiamo cominciato a inviare i comunicati stampa alle webzine specializzate in musica (in primis le testate metal) per fare in modo che più persone possibili fossero messe al corrente dell’esistenza del Rock Metal Fest.
Nelle scorse edizioni siamo riusciti anche a lanciare l’evento nella rubrica degli spettacoli del TG3 Rai regionale. Tornando al discorso delle foto, sino al 2013, come detto, il fotografo ufficiale era il bravissimo Dino Maglie, il quale successivamente – credo per motivi lavorativi o per un trasferimento all’estero (non ricordo esattamente) non si è più affacciato al RMF.
Restava la necessità di lasciare traccia visiva del concerto, l’urgenza di raccontare un po’ la storia delle varie edizioni, per cui nel 2014 (VI edizione), questo compito è passato a me… che ero già in associazione e avevo un po’ di dimestichezza con la macchina fotografica. All’inizio ho sentito molto il peso di questa cosa. La mia preoccupazione principale è sempre stata quella di documentare il più possibile ciò che accade durante la giornata di svolgimento del Fest, cercando di non perdere i momenti salienti.
L’idea è quella di lasciare a chi passa da noi (band e pubblico) una immagine e un ricordo da aggiungere alle emozioni personali vissute

Le tue immagini parlano da sole, trasmettono appieno lo spirito che si vive durante tutta la giornata dedicata alla musica metal. Quanta soddisfazione provi nel sapere che la gente non aspetta altro che vedere le tue fotografie per rivivere il concerto?
Come è ormai consuetudine da qualche anno, le foto ufficiali sono tra le ultime ad essere pubblicate (sono visibili sui canali social del RMF circa dieci o quindici giorni dopo il concerto), nel frattempo arriva tanto materiale da parte del pubblico, spesso molto interessante e di qualità. Per rispondere alla tua domanda, lo spettacolo è abbondantemente documentato ancor prima dell’uscita delle foto ufficiali per cui, non credo che la gente perda il sonno in attesa di vedere le mie foto [ride n.d.R.].
A questo si aggiunge il fatto che nel tempo il RMF è cresciuto ed ha attirato l’attenzione di fotografi amatori e professionisti (non solo della zona), che ci contattano per avere un pass ed essere ospitati nel pit. Abbiamo collezionato scatti bellissimi (vorrei menzionare, solo per brevità, i lavori di Michele Abbatangelo e Manuel Marra), alcuni dei quali, data la potenza visiva e la capacità di trasmettere emozioni, sono stati utilizzati per preparare le locandine del Fest dal 2024 ad oggi. Come ben sai, caro Gigi – lo dico giusto per i lettori di Sound36  per il manifesto di questa edizione è stata scelta una tua immagine ripresa durante il concerto del 2025.

Quello che si nota subito in te è la tua grande umiltà, lo scorso anno mi dicesti che sei cresciuto anno dopo anno, insieme al festival. Quanto senti di essere cresciuto, sia come persona che come fotografo in questi ultimi 15 anni [il 2026 sarà il sedicesimo n.d.R.]?
Ti ringrazio per la stima. L’esperienza porta ad evitare gli errori fatti agli inizi, l’importante è riguardare gli scatti e capire cosa non funziona. Con il tempo si presta maggiore attenzione a quello che entra nell’obiettivo, ad esempio si impara a scansare le aste dei microfoni, che spesso impallano gli artisti. Si sperimenta quale è la luce corretta, si acquisisce la pazienza di attendere l’attimo giusto per immortalare quella posizione o quel movimento che il musicista fa sul palco e così tante altre piccole cose; la passione fa il resto. La crescita come persona? Come ho detto prima, i giornalisti e fotografi presenti negli anni sono aumentati, nel pit operano circa dieci persone e quindi devi saper gestire gli spazi e lasciare il campo libero anche agli altri. Si forma un gruppo eterogeneo dove tutti sono concentrati a scattare e il bello è che ciascuno ha il proprio stile! Gli altri fotografi hanno una cifra differente dalla tua e comunicano suggestioni diverse o colgono cose che tu non vedi, tirano fuori idee e scatti meravigliosi; tutto ciò ti insegna ad avere rispetto per gli altri. Non si può ostacolare la creatività dei colleghi solo perché tu giochi in casa.

Si parla spesso di famiglia metal, spesso abusando del significato di questa frase, ma a Pulsano, si ha proprio l’impressione di essere in Famiglia. Quanto ti e vi rende orgogliosi tutto ciò?
Ti racconto quello che è successo a me. Ho scoperto il RMF nel 2010 (seconda edizione, la location era in pieno centro storico di Pulsano, davanti al Castello De Falconibus). Ci ero andato come semplice spettatore. Si respirava una bella atmosfera, l’evento era gratuito, musica metal per tutti in una piccola cittadina del profondo sud! mai visto niente del genere. Si capiva che lo scopo del Fest era quello di creare un sano momento di aggregazione tra persone di diversa età, provenienza ed estrazione sociale.. era evidente la passione messa in campo e la voglia di fare qualcosa di diverso. Come ho detto in altre occasioni, da quel momento per me la parola Fest è diventata sinonimo di festa, e non solo una abbreviazione del termine festival. L’iniziativa era lodevole, genuina e contagiosa.
Per cui l’anno successivo ho contattato Paolo Ventruti (presidente della Rock Metal Events, l’associazione di volontariato che organizza il RMF) e, considerato il fatto che collaboravo con una webzine musicale, ho chiesto di poter intervistare i romani Motherstone, che nel 2011 suonavano in chiusura di serata. Da quel momento, ho cercato di dare una mano per supportare l’evento, ho presenziato alle edizioni successive e, come detto in precedenza, abbiamo messo su l’ufficio stampa. È nata così una grande amicizia con Paolo e gli altri componenti della Rock Metal Events, il passo successivo, naturalmente, è stato entrare a far parte dell’associazione!
Effettivamente si ha la sensazione di far parte di una grande Famiglia o, meglio ancora, di stare in un bel gruppo di amici, perché gli amici te li scegli, invece la famiglia ti capita! [ride – n.d.R.].
Una compagnia di amici composta da uomini e donne, ciascuno con il proprio background culturale ed il proprio carattere (ci sono molte personalità forti), dove nessuno prevale sugli altri e le decisioni più importanti vengono prese, previo confronto, insieme.
C’è molta unione e chiarezza nella suddivisione dei compiti. Lo staff è diviso in piccoli sotto reparti: il covo grafico, la direzione artistica, la gestione dei social, l’ufficio stampa, la ragioneria! La macchina organizzativa funziona perché tutti hanno sposato la causa e messo a servizio del concerto la propria professionalità. In associazione ci sono persone che non immagini coinvolte in una manifestazione metal, invece è così, nella vita quotidiana molti di noi si occupano di altro: chi insegna, chi opera nel sociale, chi fa il musicista, chi si occupa di design, senza dimenticare psicologi, commercialisti, architetti!
Per organizzare il Fest c’è bisogno del contributo e della competenza di tutti. C’è da tenere in ordine la contabilità, curare i rapporti con le amministrazioni, chiedere i permessi, far affiggere i manifesti, trovare un adeguato service per palco, luci, audio, chiamare un bravo fonico, eccetera, eccetera.
Un grande lavoro è svolto dal reparto food e merchandise (fondamentale per sostenere economicamente l’evento). Le persone coinvolte (quasi tutte le nostre girls), si dannano per l’intera giornata e, sinceramente, non so quanto riescano a godersi il concerto (atteso per un anno) perché sono distanti dal palco e impegnate a gestire gli ordini e soddisfare le richieste di birra e cibo. Impegno faticosissimo, ma loro sono lì ugualmente a fare il loro dovere. Ah, quasi dimenticavo i ragazzi dell’associazione che si occupano del servizio d’ordine, probabilmente è l’unica security al mondo che si mette a pogare con il pubblico, invece che tenerlo a bada, ahahah.
E poi c’è l’aspetto umano, nella Rock Metal Events trovi persone intraprendenti, capaci, intelligenti (parlo di una intelligenza del cuore e della mente), ironiche, colte. Unite dalla passione per la musica in generale, perché, tra l’altro, non tutte ascoltano metal.
Davvero una bella compagnia e, nonostante ci si veda di persona una o due volte all’anno (molti non risiedono più a Pulsano, ma lavorano in varie città d’Italia e qualcuno vive addirittura in Spagna, Francia, Germania e Irlanda) si respira uno spirito di vera amicizia. Ti assicuro che quando c’è bisogno, sono presenti, te lo dico per esperienza diretta… e te ne accorgi da piccoli gesti e accortezze.
Sì, te lo confermo, c’è da essere molto orgogliosi per quello che è stato costruito in questi diciotto anni (le edizioni 2020 e 2021 sono saltate per i motivi che tutti conosciamo e che non mi va di ricordare).
La nostra più grande soddisfazione è osservare la gente andar via contenta e felice di essere stata presente al Rock Metal Fest e vedere che torna anche l’anno dopo!
Ci sono spettatori fedelissimi, che hanno iniziato a venire da bambini, sono diventati adolescenti e ora sono giovani adulti, praticamente li abbiamo visti crescere con noi!
La costruzione del nostro Fest richiede fatica, ma il risultato è appagante; per questo suggerirei, a chi ha voglia di investire del tempo per realizzare qualcosa di buono e a chi desidera diffondere un po’ di cultura musicale, di prendere spunto dal Rock Metal Fest. Le cose belle partono dal basso. Copiate la formula del RMF o, se preferite, contattate l’associazione per avere suggerimenti o consigli! E, soprattutto, da spettatori o da organizzatori, supportate le band nuove e quelle che suonano musica inedita.

L’ultima domanda che ti pongo riguarda un aspetto che esula un po’ dall’evento, a quale squadra appartieni: Team F’czz oppure Team Puccia?
Essendo in Puglia, ti chiederei di formare anche il Team Panzerotto, lì mi iscriverei subito! [ride n.d.R.].
Gigi, ti ringrazio per questa lunga chiacchierata. Io e tutto lo staff non vediamo l’ora di riabbracciarti al Fest. Ovviamente, approfitto dello spazio concesso per ringraziare Sound36, che da qualche anno è partner fisso della nostra manifestazione.
Infine, un appello a tutti i lettori in vacanza (o di passaggio) in Puglia: Il 13 agosto affacciatevi al Rock Metal Fest di Pulsano (Taranto). Non ve ne pentirete.

 

https://www.facebook.com/Rockmetalfest

https://www.rockmetalevents.it

About the author

Gigi Fratus

Nato a Seriate (Bg) nel 1969, due grandi Amori, mio figlio Mattia e la mia Morgana, un’Aprilia RSV del 2003.

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