Sound&Vision

Doppia Traccia, la PFM a Torino.

Scritto da Marco Vitrotto

Al teatro Alfieri di Torino la seconda tappa del tour 2026 per l’inossidabile band. Progressive+De Andrè, formula magica!

PFM

Fortunato acronimo della musica, voluto dai discografici anglosassoni perchè Premiata Forneria Marconi suonava troppo lungo per quei mercati. Al contrario loro suonavano, e suonano (!!!) davvero bene. Nati nel 1971, dopo l’esperienza dei Quelli (dove per alcuni anni alla voce militò anche Teo Teocoli), nel 1972 uscì il primo singolo, la carrozza di Hans, lato B Impressioni di settembre, con testo di un giovane Giulio Rapetti, al secolo Mogol. Se il buongiorno si vede dal mattino…

Progressive rock.

E’ sempre un’emozione entrare al teatro Alfieri, nel cuore di Torino, non riesco neppure ad immaginare quale dev’essere esibirsi su quel palco. Purtroppo non canto, non ballo, non recito, gli unici tasti che pigio sono quelli della mia Nikon e della tastiera del pc, pazienza, sarà per un’altra vita.

Il concerto è diviso in due parti, la prima è dedicata al loro genere storico, il progressive. Alla fine degli anni ’60, arrivavano gli echi dei Genesis, King Crimson e Jethro Tull, in Italia alcuni gruppi ne seguirono le Orme (…), tra questi Di Cioccio e compagni. Nove brani, i classici, eseguiti magistralmente. Alla chitarra Marco Sfogli (ex Francone Mussida), si lancia in un assolo lunghissimo, bello, pulito, senza artifizi elettronici per coprire le magagne, sembra di ascoltare Santana! La magnifica acustica di questa strana conchiglia adibita a teatro fa il resto.

De André.

La seconda parte, sette canzoni, è invece dedicata alla fruttuosa collaborazione con Fabrizio De André. Si sono sempre considerati dei musicisti, ottimi peraltro, e richiestissimi, l’incontro con un poeta non poteva che essere un successo. Ancora oggi, 47 anni dopo, consideriamo gli arrangiamenti della PFM come parte integrante del brano originale. Il pescatore è quello con l’intro del violino di Luci Fabbri ed il giro di basso di Patrik Djivas, punto!

E’ festa!

E’ un peccato che la serata volga al termine, un’ora e mezza tutta tirata, stanco maestro Di Cioccio?

Manco per niente! C’è ancora tempo ed energia per far…festa. E Celebration sia!

C’è un gruppo italiano che ha scalato le classifiche del Regno Unito, riempito le sale durante i tour in nord America, incantato il Giappone, 45 anni prima dei Maneskin, si chiama Premiata Forneria Marconi, chapeau!

Fabrizio Consoli.

Doveroso apprezzamento per Fabrizio Consoli (voce, chitarra e piano), che insieme a Fausto Beccalossi (fisarmonica), hanno aperto la serata con il loro ultimo lavoro Il Coraggio, canzoni e ballate tratte dalla poetica di Pasolini. Cantautore, jazzista, session man ormai di lungo corso (Sanremo giovani ’94, Sanremo ’95, e tante collaborazioni di primo piano), ha presentato alcuni brani del suo recente album. Da ascoltare, ne vale davvero la pena!

Un ringraziamento particolare al teatro Alfieri, D&D e Parole e dintorni per la cortese collaborazione. (tnx Marta!).

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About the author

Marco Vitrotto

Fotografo dall'età di 16 anni, per un po' ho fatto da aiuto per cerimonie varie, così da pagarmi l'hobby. Molto BN, sviluppo/stampa poi dia etc.
I primi concerti nella seconda metà degli anni '80 e fino alla seconda dei '90, poi tutt'altro lavoro e foto quasi esclusivamente in viaggio.
Da un paio d'anni ho ripreso, rinnovato il set-up e nuovamente concerti. La colpa è tutta di Guido Harari!!!
Ho visto una sua mostra l'anno scorso e ho capito che la sindrome di Stendhal esiste davvero...

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