Interviste

Blake Rascals

Ci parlano di come stanno vivendo questo periodo musicale on the road e di qualche novità dalla terra di Albione…

Con piacere ritroviamo i Blake Rascals per presentare il tour 2026 partito dalla Sicilia il 16 gennaio. Ci parlano di come stanno vivendo questo periodo musicale on the road e di qualche novità dalla terra di Albione…

Avete pubblicato tre singoli, qual’ è stato il riscontro e come procederà con gli altri pezzi?
Il feedback è stato davvero positivo, considerando che, dopo appena due singoli e nemmeno una quindicina di date, stavamo già suonando in UK in club storici supportati da band locali, è stato davvero incredibile. Infatti, proprio dopo il tour abbiamo trovato il partner giusto per il nostro ultimo singolo ‘Blackout Parade’, si tratta della ‘Revo Pro’, con sede a Glasgow e guidata da Daniel Segdwick. Il pezzo verrà pubblicato nel Regno Unito il 30 gennaio. Per i prossimi invece procederemo senza fretta, ogni canzone ha il suo momento e vogliamo che arrivi nel modo giusto.

Nella vostra produzione c’è un pezzo che amate di più suonare live?

Suonare dal vivo conferisce una vita diversa a ogni traccia. ‘Blackout Parade’ funziona incredibilmente bene sul palco, è un pezzo che cresce insieme al pubblico, un po’ come un’onda che si gonfia man mano che tutti la cavalcano.

Dopo il copioso tour del 2025, l’anno nuovo vede già un nutrito elenco di date in Italia, Svizzera e Germania. Cosa vi aspettate da questa nuova avventura?
Ci aspettiamo di tutto. Ogni città ha una propria energia e ogni pubblico reagisce in modo diverso. Dopo l’esperienza dell’ultimo tour abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza di ciò che la nostra musica può comunicare, soprattutto fuori dai nostri confini. Torniamo con questo approccio, senza la pretesa di controllare ogni passaggio, ma con l’idea che il valore stia nello scambio. Alla fine non conta solo ciò che ricevi, ma anche ciò che riesci a lasciare sapendo che dall’altra parte qualcuno lo raccoglierà.

Qualche anticipazione su un futuro disco e collaborazioni?

Continueremo sicuramente a lavorare con Daniel Segdwick della Revo Pro. È la stessa realtà con cui faremo la release di ‘Blackout Parade’ in Inghilterra il 30 gennaio, oltre ad essere la nostra etichetta attuale, quindi ha senso continuare su questa strada. Il disco? Beh, è chiaramente un obiettivo, ma non lo viviamo in maniera ossessiva. Oggi tanti fanno dischi e poi finiscono per tenersi la maggior parte delle copie in cantina. Per noi, fare un album o produrre nuova musica è soprattutto un pretesto per poter suonare dal vivo. Incidere oggi è sensato quando ci sono tempi e modi giusti in linea con la visione della band e dell’etichetta. Altrimenti, resta solo un gesto romantico, bello certo, ma fine a se stesso. È un po’ come girare un film e poi comprarsi da soli tutti i biglietti del cinema, solo per poter dire di averlo fatto.

Rubiamo l’occasione qui per ringraziare tutto lo staff di SOund36 che continua a supportarci regalandoci spazio, Jan Blackwood per l’artwork della copertina e Andrea Cingolani per il video del singolo Blackout Parade: ha fatto un lavoro magistrale. Molte riprese sono state girate tra Sheffield, Londra e Brighton. Potete trovarlo su YouTube.

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About the author

Annalisa Michelangeli

Mi chiamo Annalisa Michelangeli, nata a San Severino Marche nel 1982, ma cresciuta in un piccolo paese tra Marche e Umbria, sui Monti Sibillini. Vivo a Macerata. Amo la musica e ogni altra forma d’arte da sempre. Scrivo poesie e di recente ho pubblicato un saggio autobiografico su un mio personale percorso legato alla gestione della fibromialgia. Ho una formazione linguistica e letteraria, possiedo attestati per insegnare yoga per bambini e quello di assistente all’infanzia. Attualmente svolgo attività di docenza d’italiano per stranieri che è il mio ambito di specializzazione e mi appassiona molto. Da molti anni seguo concerti in tutta Italia, in passato con una frequenza maggiore essendo allora più libera da impegni lavorativi e famigliari: sono anche mamma di una bambina di otto anni. Nel 2007/2008 ho frequentato un corso di giornalismo musicale legato a una rivista che si occupava sia di jazz, che di rock. Ascolto soprattutto indie rock inglese e italiano, ma anche cantautori del passato, musica francese, sono curiosa di scoprire gruppi emergenti e nuove sperimentazioni nel panorama musicale.

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