I Daegonian.
E’ la volta di scoprire qualcosa sui Daegonian. Baresi, una storia quasi ventennale, anche per loro botta e risposta per assaporare meglio la loro musica, il 13 agosto a Pulsano.
Il vostro nome nasce (come credo e spero), dalla visionaria mente di Lovecraft?
Esattamente, il nome che inizialmente avevamo scelto era “Dagon”, riferito alla Divinità degli abissi nell’Universo dello scrittore horror/fantascientifico H.P. Lovecraft, ma tale moniker era impegnato anche da una band death metal americana. Abbiamo deciso di modificarlo in Daegonian, inteso come “riguardante Dagon”, ma più in generale riferito a tutto ciò che concerne tematiche oscure e abissali, dei meandri più reconditi e nascosti dell’animo umano, magistralmente tradotti in letteratura dal genio di Lovecraft.
La scelta si è verificata in maniera del tutto spontanea, quando all’età di 18 anni abbiamo scoperto “Il caso di Charled Dexter Ward” di Lovecraft, autore che all’epoca non conoscevamo. Successivamente abbiamo condiviso la lettura di diversi suoi racconti, i quali ci hanno completamente catturato e assorbito. Tutte le immagini più terrificanti, primordiali e oscure della psiche umana prendevano forma sotto i nostri occhi mentre divoravamo i racconti: Dagon, Il richiamo di Cthulhu, Il caso di Charles Dexter Ward, La maschera di Innsmouth e così via. Tradurre in musica quelle visioni era diventato il nostro compito.
Il vostro sound appartiene al genere symphonic death metal. Quali sono le vostre influenze e quanto hanno contribuito alla vostra maturazione in campo musicale?
Le band che ci hanno influenzato maggiormente sono Septicflesh, Dimmu Borgir, Fleshgod Apocalypse, Behemoth, Stormlord, per citare le più conosciute. Quando ci siamo formati nel 2009 eravamo tutti proiettati su generi metal più classici, come l’heavy e il power metal. Progressivamente, col passare degli anni, c’è stata un’evoluzione verso sonorità sempre più estreme, ma il riferimento melodico è sempre rimasto il faro della composizione, e ha trovato nella componente sinfonica la sua collocazione all’interno del sound. 
Come avete accolto la notizia di essere stati ammessi al Rock Metal Fest 2026? Cosa vi aspettate da questa esperienza?
Il Rock Metal Fest è diventato ormai un festival di riferimento nel panorama musicale estivo open air italiano, e noi, da pugliesi, lo conosciamo molto da vicino avendolo frequentato come pubblico. Quest’anno eravamo pronti a poterci candidare anche alle selezioni che permettono di esibirsi, ma non ci abbiamo mai sperato fino in fondo, visto il numero consistente di band (90 quest’anno) che si iscrivono. Quando ci è arrivata la mail l’emozione è stata importante. Stiamo lavorando sodo sul progetto, quest’anno lo abbiamo portato in tour anche fuori dall’Italia, e vedere riconosciuto questo sforzo ti gratifica. Sappiamo che è un evento con una visibilità importante, tanta gente sotto il palco e riflettori del mondo giornalistico metal italiano puntati. Per questo cercheremo di dare il massimo, divertirci e entusiasmare chi ci vorrà ascoltare.
Raccontateci un pò di voi, quali sono i progetti per il futuro, se avete in cantiere un nuovo album o altri live show dove venire ad ascoltarvi.
L’obiettivo principale per il futuro è il nuovo disco. Attualmente siamo in piena fase compositiva, contiamo entro il 2027 di poter uscire col nuovo lavoro. Il disco seguirà le orme tracciate dal precedente “Through the Great Beyond”, si alterneranno momenti di black e death metal ad aperture sinfoniche, siamo molto contenti del materiale che sta prendendo forma e non vediamo l’ora di poterlo condividere col pubblico sui prossimi palchi. Inoltre, fra ottobre e novembre proseguiremo con il secondo blocco di live in est Europa, siamo in fase di definizione delle date e dei locali. Diciamo che c’è tanto fermento intorno al progetto Daegonian.
Infine, ringraziamo di cuore la redazione di Sound36.com per averci concesso questo momento di condivisione e approfondimento.
Ci auguriamo di vedervi in tanti al Rock Metal Fest, non mancate \m/
Formazione: Francesco Addante (chitarra), Nicola Lassandro (chitarra, Emanuele Zampetta (voce), Francesco Paolo Caputo (batteria).
Che altro aggiungere, anche per loro: Please, on stage!
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