Roccella Ionica con la sua manifestazione sul Blues, offre ogni anno piacevoli incontri e sorprese. Dopo l’abbuffata di Blues/Soul della prima serata, la mia curiosità ed il mio interesse erano mirati ai Lovesick,di Paolo Pianezza e Francesca Alinovi. Suonano Rock&Roll, Country Blues e Swing Western. Sapevo della loro esistenza ma non avevo mai approfondito sul loro operato. Faccio una mia piccola ricerca giusto per schiarirmi le idee, ma aspetto il Soundcheck per sferrare il mio attacco. E’stato più semplice di quanto pensassi: Paolo e Francesca (no quelli della leggenda di Gradara) di Bologna, con i loro sorrisi in cinemascope, mi hanno messo subito a mio agio, regalato il loro ultimo CD e dato la loro disponibilità ad intervistarli. Minchia !!!. Tanta roba!!
Bene oggi sono qui con noi di SOund36.
Dopo il vostro strepitoso concerto di Roccella Ionica ho il piacere si scambiare quattro chiacchiere con voi. Lovesick, come state?
LS:(Francesca) Stiamo molto bene, e siamo ancora carichi di energia dopo il concerto di Roccella! È stata un’occasione speciale per suonare davanti a un pubblico caloroso e attento, in una cornice unica. Questa estate per noi è particolarmente intensa, con tanti concerti in giro per l’Italia e l’Europa, ed è bello sentire che la nostra musica continua a viaggiare.
Il vostro è stato un cammino tortuoso su un genere che, almeno in Italia, non è tra i preferiti. Come è nata questa passione e quali sono state le difficoltà che avete incontrato nel percorrere la strada verso il vostro sogno?
LS (Paolo):La passione per la musica americana — dal country blues al western swing, passando per il rock’n’roll — ci accompagna da molti anni. È nata ascoltando dischi, viaggiando negli Stati Uniti, suonando con musicisti americani e immergendoci nella loro cultura. In Italia non è stato sempre facile: questo genere ha un pubblico più di nicchia, quindi abbiamo dovuto lavorare molto di più per farci conoscere. Ma proprio queste difficoltà ci hanno spinto a essere creativi, a viaggiare e a costruire la nostra rete di contatti internazionali.
Un viaggio che oggi vi ha portato in giro per il mondo. Che tipo di esperienza avete vissuto?
LS (Francesca):È stato ed è tuttora un percorso bellissimo. Viaggiare suonando ci permette non solo di far conoscere la nostra musica, ma anche di entrare in contatto con realtà e culture diverse. Abbiamo visto per la prima volta l’Arizona, siamo tornati in Tennessee — che è sempre incredibile, pieno di country music — e il Texas ti rimane nel cuore. Un po’ come in Italia, ci sono tanti posti meravigliosi: noi siamo di Bologna, ma per esempio il sud Italia l’abbiamo sempre nel cuore. Ogni luogo ci regala emozioni uniche, sia sul palco che fuori, e spesso queste esperienze si trasformano in nuove idee e ispirazioni per la nostra musica.
W il sud. Il 2024 e il 2025 sono stati due anni importati, a mio parere quelli che hanno contribuito a mettere il suggello sulla vostra bravura e il vostro nome. Non è un caso che Fabrizio Grossi, bassista della Supersonic Blues Machine, abbia prodotto il vostro ultimo lavoro.
LS (Paolo): Lavorare con Fabrizio Grossi è stata un’esperienza davvero importante. Ci siamo confrontati molto anche prima di partire per Los Angeles, e quando siamo arrivati in studio avevamo le idee piuttosto chiare. Fabrizio ci ha aiutato a valorizzare i brani e, come un vero produttore, ha avuto il coraggio di dirci cose che in fondo sapevamo già ma che non ci eravamo detti da soli. Questo è stato fondamentale per prendere decisioni artistiche importanti.
Remember My Name è il titolo del vostro ultimo lavoro. Un bel disco, suonato alla grande e con una palese maturità nelle esecuzioni. Nonostante la mia ostinata passione per le 12 battute, ho scoperto un suono che ha fatto vibrare il mio nervo acustico. Come nasce Remember My Name e cosa racconta?
LS (Paolo): Remember My Name nasce dal desiderio di dare un nuovo respiro al progetto. Abbiamo scritto brani che spaziano tra country, swing, ballate e sonorità più moderne, registrandoli a Los Angeles con l’energia di un team internazionale. Il disco racconta storie di vita, viaggi e incontri, ed è il risultato di anni di esperienze che si sono riversate nella nostra musica.

Voi nascete come Lovesick Duo, ma suoi social ed altri media girano spesso immagini con altri elementi. A Roccella Ionica, per esempio, eravate in quattro. Cosa ci potete dire in merito, ci sono lavori in corso?
LS (Francesca)Sì, il progetto è nato come duo, ma negli ultimi anni abbiamo collaborato anche con altri musicisti. A Roccella eravamo in formazione full band, con chitarra elettrica e batteria oltre a noi due, per dare più energia e colore al live. Questa flessibilità ci permette di adattare il nostro sound ai diversi contesti.
Big Bill Broonzy è stato un celebre cantante e chitarrista conosciuto per le storie di vita che ha raccontato. Una delle sue celebri frasi dice: C’è blues in tutto, nella vita, nella musica, nel cuore degli uomini. Qual’è il vostro pensiero in merito?
LS (Paolo) Siamo d’accordo. Il blues non è solo un genere musicale, ma un linguaggio universale che parla di emozioni, gioie e difficoltà. In ogni musica che facciamo, anche nei brani più allegri, c’è sempre un filo di verità e sentimento che riconduce al blues.
Il Country Blues è come un viaggio , un invito a guardare sempre avanti ,non arrendersi mai e credere in un futuro migliore. Cosa vi aspettate dal vostro domani? (La salute è già compresa)
LS (Paolo) Ci aspettiamo di continuare a fare musica, registrare un nuovo album e tornare presto in tour negli Stati Uniti. Vogliamo crescere artisticamente e portare la nostra musica sempre più lontano, senza mai perdere il piacere di suonare e di incontrare il pubblico.
E’ stato un piacere avervi ospiti di SOund36. Il nostro magazine è sempre molto attento ai giovani talenti e voi di talento ne avete tanto. In redazione so che in molti fanno il tifo per voi. Personalmente vi seguirò con più attenzione, ho già individuato un paio di brani da far girare in radio. Grazie del tempo che ci avete dedicato.
LS (Francesca)Grazie a voi per lo spazio e per l’attenzione alla nostra musica. Sapere che ci seguite e ci sostenete ci dà ancora più motivazione per proseguire il nostro percorso.
Alla prossima
LS (Entrambi) Grazie a voi, alla prossima!

