Nella seconda e ultima data italiana del tour la band di Paul Banks ha infiammato il Sequoia Park con uno spettacolo senza effetti speciali e nessuna scenografia monumentale. Solo i musicisti immersi in una geometria con migliaia di persone risucchiate da un suono che non invecchia mai.
L’nizio della serata è un’ apertura quasi cinematografica che cala immediatamente gli spettatori nelle atmosfere notturne e da questo momento il concerto scorre senza pause alternando brani vecchi con quelli nuovi, tratti dal nuovo album “This Mirror Weighs a Ton” di recente uscita.
L’essenzialità di Paul Banks è una cosa sacrosanta, parla poco perchè dà spazio alle canzoni ringraziando il pubblico per l’attenzione prestata. Una cura maniacale nei suoni e per le dinamiche tenute in equilibrio con molta raffinatezza che è diventao nel tempo un punto di riferimento per intere generazioni di appassionati. Senza dubbio una delle band più importanti della fine anni ’90, una band che con la loro musica considerata una visione della new wave in chiave post-punk , ha saputo trasportare il genere indie oltre il solito ascolto di questo genere, neppure la loro città natale, New York, si è accorta di aver dato vita a una delle band più penetranti e sensibili che quella parte di America poteva partorire.
Gli Interpol sono diventati quella band americana che tutti riconoscono perchè loro stessi rappresentano quella città cosi caotica ma allo stesso tempo affascinante e tenebrosa.
Discografia essenziale:
| TURN ON THE BRIGHT LIGHTS | ||
| ANTICS (consigliato) | ||
| OUR LOVE TO ADMIRE | ||
| INTERPOL | ||
| EL PINTOR | ||
Informazioni:
( https://www.interpolnyc.com/ )
( https://it.wikipedia.org/wiki/Interpol_(gruppo_musicale) )
( https://www.facebook.com/interpol/?locale=it_IT )
( https://www.sequoiemusicpark.com/ )
Interpol Sequoia Park (Bo) 16 7 2026
Paul Banks voce e chitarra
Daniel Kessler chitarra
Urian Hackney batteria
Brand Truax basso
Brandon Curtis tastiera













