Sound&Vision

Interpol @ Sequoia Park

Gli Interpol sono una miscela di eleganza e malinconia

Nella seconda e ultima data italiana del tour la band di Paul Banks ha infiammato il Sequoia Park con uno spettacolo senza effetti speciali e nessuna scenografia monumentale. Solo i musicisti immersi in una geometria con migliaia di persone risucchiate da un suono che non invecchia mai.
L’nizio della serata è un’ apertura quasi cinematografica che cala immediatamente gli spettatori nelle atmosfere notturne e da questo momento il concerto scorre senza pause alternando brani vecchi con quelli nuovi, tratti dal nuovo album “This Mirror Weighs a Ton” di recente uscita.
L’essenzialità di Paul Banks è una cosa sacrosanta, parla poco perchè dà spazio alle canzoni ringraziando il pubblico per l’attenzione prestata. Una cura maniacale nei suoni e per le dinamiche tenute in equilibrio con molta raffinatezza che è diventao nel tempo un punto di riferimento per intere generazioni di appassionati. Senza dubbio una delle band più importanti della fine anni ’90, una band che con la loro musica considerata una visione della new wave in chiave post-punk , ha saputo trasportare il genere indie oltre il solito ascolto di questo genere, neppure la loro città natale, New York, si è accorta di aver dato vita a una delle band più penetranti e sensibili che quella parte di America poteva partorire.
Gli Interpol sono diventati quella band americana che tutti riconoscono perchè loro stessi rappresentano quella città cosi caotica ma allo stesso tempo affascinante e tenebrosa.

Discografia essenziale:

TURN ON THE BRIGHT LIGHTS    
ANTICS (consigliato)    
OUR LOVE TO ADMIRE    
INTERPOL    
EL PINTOR    
     

Informazioni:

( https://www.interpolnyc.com/ )

( https://it.wikipedia.org/wiki/Interpol_(gruppo_musicale) )

( https://www.facebook.com/interpol/?locale=it_IT )

( https://www.sequoiemusicpark.com/ )

Interpol Sequoia Park (Bo) 16 7 2026

Paul Banks voce e chitarra

Daniel Kessler chitarra

Urian Hackney batteria

Brand Truax basso

Brandon Curtis tastiera

 

 

About the author

Alessandro Ettore Corona

Alessandro Corona nasce a Bassano del Grappa (VI) nel ’57. Dopo aver vissuto in varie zone del Veneto, si trasferisce a Bologna negli anni’70, seguendo tutto il movimento artistico di quel periodo; dai fumetti di A. Pazienza e N. Corona, alla musica rock britannica e americana, a quella elettronica di stampo tedesco, al cinema d’avanguardia tedesco e francese, per approdare poi alla scoperta della fotografia internazionale seguendo corsi di approfondimento e di ricerca.

Scatto per non perdere l’attimo.
Esistono delle cose dentro ognuno di noi, che vanno messe a fuoco.
Esistono cose che ci circondano e che non vanno mai perse, attimi che possono cambiare il nostro futuro; ognuno di noi ha un’anima interiore che ci spinge verso quello che più ci piace o ci interessa.
Io uso la macchina fotografica come un prolungamento del mio braccio, la ritengo un contenitore enorme per catturare tutti quei momenti che mi appartengono.
Passato e futuro si uniscono fondendosi insieme e per caratterizzare l’anima degli scatti creo una “sensazione di fatica” nella ricerca dell’immagine mettendo in condizione l’osservatore, di ragionare e scoprire sé stesso dentro l’immagine.
Trovo interessante scattare senza pensare esattamente a quello che faccio; quando scatto il mio cuore muove un’emozione diversa, sento che la mia mente si unisce con estrema facilità al pulsante di scatto della mia macchina, non esito a cercare quel momento, non tardo un solo secondo per scattare senza riflettere.
Il mio mondo fotografico è principalmente in bianco e nero, il colore non lo vedo quasi più, la trasformazione cromatica è immediata.
Non esito: vedo e scatto!
La riflessione per quello scatto, si trova in mezzo tra il vedere e lo scattare senza esitare sul risultato finale, senza perdere tempo in quel momento.
Diventa immediato per me capire se quello che vedo e che intendo scattare può essere perfetto,
non trovo difficile esprimere quello che voglio, la macchina fotografica sono io.
Ogni scatto, ogni momento, ha qualche cosa di magico, so che posso trasmettere una riflessione quindi scatto senza cercare la perfezione estetica perché nella fotografia la foto perfetta non esiste, esiste solo la propria foto.
Works:
Fotografo e grafico: Mantra Informatico (cover CD), Elicoide (cover LP)
Fotografo ufficiale: Star for one day (Facebook). Artisti Loto (Facebook)
Fotografo ufficiale: Bowie Dreams, Immigrant Songs, Roynoir, Le Sciance, Miss Pineda.
Shooting: Federico Poggipollini, Roynoir, Heide Holton, Chiara Mogavedo, Gianni Venturi, Double Power big band, Progetto ELLE, Star for one day, Calicò Vintage.
Radio: Conduttore su LookUp radio di un contenitore artistico, con la presenza di artisti.
Fotografo ufficiale: John Wesley Hardyn (Bo), Reelin’and Rocking’ (Bo), Fantateatro (Bo), Nero Factory (Bo), Valsamoggia Jazz club (Bazzano), Friday Night blues (Bo), Voice club (Bo), Stones (Vignola), il Torrione (Fe), L’officina del gusto (Bo), Anzola jazz, Castelfranco Emilia blues, Bubano blues, Mercatino verde del mondo (Bo), L’Altro Spazio (Bo), Ramona D’Agui, Teatro del Pratello (Bo), P.I.P.P.U Domenico Lannutti, Insegui L’Arte (Badolato CZ), Artedate (Mi), Paratissima Expo (To), Teatro Nuovo e club Giovane Italia(Pr), Teatro Comunale e Dehon (Bo), Teatro delle Passioni (Mo).

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