Sound&Vision

Giorgio Poi, concerto a Torino, Schegge al Milk Club

Scritto da Marco Vitrotto

La seconda data del club tour del cantautore novarese fa tappa nel locale di via Sacchi. Sold out fitto, fitto. Presenta il suo ultimo lavoro, Schegge.

Il tour

Nove date per l’artista piemontese; ha cominciato dall’Alcatraz di Milano per finire a Lugano il 23 marzo. In mezzo Padova, Bologna, Napoli, Roma, Zurigo e Zermatt. L’occasione è quella di presentare il suo ultimo album in studio: Schegge.

Milk club Torino.

Non lontano dalla stazione di Porta Nuova, il Milk club sorge nei locali del vecchio dopolavoro ferroviario, e ne conserva giustamente ancora le scritte sulla facciata. Può contenere fino ad 800 persone, tutte presenti, inutile dirlo, per Giorgio Poi. Ambiente raccolto, palco basso non troppo illuminato, come spesso in questi casi, il fotografo cerca i giochi di luce…

Schegge.

Uscito a fine 2025, conta nove tracce, cinque eseguite durante il concerto. Quarto album, scritto e prodotto dallo stesso Giorgio Poi, al secolo Giorgio Poti, ha ricevuto buone recensioni dalla critica delle riviste specializzate. In perfetta sincronia con la linea cantautoriale dell’artista piemontese, porta a galla esperienze ed emozioni per poi (…) crearne altre ancora.

Il concerto.

Venticinque canzoni eseguite, per uno spettacolo di oltre un’ora e mezza. A concludere, era facile pensarlo, les jeux sont faits, il suo brano di maggior successo commerciale. Con lui sul palco Matteo Domenichelli al basso, Benjamin Ventura alle tastiere e Francesco Aprili alla batteria.

Serata all’insegna della musica d’autore, coerente con il suo stile inconfondibile, Giorgio Poi ha regalato ai suoi fans testi ed arrangiamenti di alto livello. Gli ottocento accorsi al Milk Club lo hanno ripagato con il calore che questo artista merita.

Un ringraziamento particolare al Milk club, a GDG press e DNA Concerti per la gentile collaborazione.

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About the author

Marco Vitrotto

Fotografo dall'età di 16 anni, per un po' ho fatto da aiuto per cerimonie varie, così da pagarmi l'hobby. Molto BN, sviluppo/stampa poi dia etc.
I primi concerti nella seconda metà degli anni '80 e fino alla seconda dei '90, poi tutt'altro lavoro e foto quasi esclusivamente in viaggio.
Da un paio d'anni ho ripreso, rinnovato il set-up e nuovamente concerti. La colpa è tutta di Guido Harari!!!
Ho visto una sua mostra l'anno scorso e ho capito che la sindrome di Stendhal esiste davvero...

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