Lo Spazio Rosselini di Roma, Martedì 17 Marzo si è trasformato in uno spazio ricco di Musica Jazz, Classica, Sperimentale.
Flo con la sua voce, fa una serie di racconti, che nascono intorno all’idea del viaggio. Un viaggio che può essere una fuga, una scoperta, una ricerca di se stessi. Flo si fa accompagnare in questa esortazione al cammino da: Enrico Zanisi al pianoforte, Joe Rehmer al contrabbasso e Alessandro Paternesi alla batteria.
Il primo racconto che ci fa ascoltare è Lusitania ed è ispirato al primo transatlantico, la Nave più grande e più veloce del mondo, affondato in soli otto minuti, alla sua prima traversata. Ci fa vivere i viaggi di due ragazze che, all’inizio del secolo scorso, partivano incinte, una dalla Spagna e una dalla Francia alla volta del Sud America, portavano questi bambini a nascere in un posto più felice. Senza questo atto, quasi di incoscienza, di queste due donne, probabilmente la storia della musica popolare e tradizionale del Sud America non sarebbe stata la stessa. Una delle due donne era la mamma di Carlos Gardel, padre del tango argentino, la sua voce è diventata patrimonio dell’Unesco. L’altro bambino era Atahualpa Yupanqui, cantautore e chitarrista, che ha scritto pagine di musica e poesia meno conosciuto perché è stato un perseguitato, era comunista ed è stato esiliato, il pezzo che ci fa ascoltare è Luna Tucumana, scritto lontano dalla sua terra.
Ci porta anche nella sua terra, Napoli, una canzone scritta per la nonna Fevre e crescienza, dove la filosofia che questa donna gli insegna, in un napoletano molto stretto, era come dire “è cosa e niente”, una febbre alta che è una febbre di crescita, non c’è bisogno di preoccuparsi. Il bis della serata è uno dei brani più poetici di Lucio Dalla: Cara.
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