Sound&Vision

Elisa in pictures

Tutti gli sforzi per arrivare fino a lì sotto il palco da Elisa, erano stati ricompensati da pochi attimi di vera felicità, da quella “cosa” che non ti fa sentire la fame, né la sete e che sai che potresti fare all’infinito perché non ti pesa.

La fotografia mi scorre nelle vene, così come la musica scorre in quelle di Elisa, come diceva lei stessa in una nota canzone (“the music that runs through my veins”, Fairy Girl).
Seguo questa cantante da ormai 15 anni e da circa una decina scatto da “fan” a tutti i suoi concerti (quelli a cui riesco a partecipare, ovviamente). Questo significa arrivare prestissimo e restare in attesa ore, prima di poter accaparrarsi il posto in transenna; posto che è fondamentale se si vuole tentare di portare a casa qualche scatto decente.
Ho avuto l’onore di fotografare la Toffoli per SOund36 soltanto a fine 2020, in una serie di concerti fatti per aiutare la crew della cantante, che per quasi tutto l’anno non aveva percepito alcun reddito a causa della pandemia.
La vita del fotografo ad eventi come questi, non è delle più semplici, perché in poco tempo, solitamente 3 canzoni, bisogna catturare l’anima della giornata/serata. Da un anno a questa parte, inoltre, è diventato sempre più complicato ottenere i cosiddetti “pass”, in quanto causa Covid-19 ne rilasciano molti meno.
Il mio ultimo concerto è stato in piazza ad Udine il 10 ottobre 2020 e per questa data sono riuscita ad avere i crediti per un soffio. Infatti un decreto uscito pochi giorni prima dell’evento stabiliva che il numero di spettatori in piazza doveva essere al massimo di 1000 (i biglietti venduti erano 2000), in quanto i contagi erano in aumento. L’ organizzatore ha quindi pensato, in accordo con Elisa e tutto lo staff, di fare due concerti nella stessa giornata, uno alle 15,00 del pomeriggio e l’altro alle 18,30; questo per poter permettere a tutti coloro in possesso del biglietto di poter partecipare.
Ho ottenuto il pass per la data delle ore 15 e mi ricordo che è stata una delle ultime giornate calde di inizio autunno. Per l’occasione avevo noleggiato un obiettivo 70-200, in modo da poter fare più facilmente dei primi piani e cogliere le espressioni facciali, le mie preferite, della cantante.
Non potendo prendere ferie per mancanza di personale, sono dovuta partire da casa mia la mattina del 10 ottobre e sono rientrata la notte stessa. Mi sono fatta 192 km all’andata e 192 al ritorno. Arrivata nel punto di ritiro crediti, mi comunicano che avrei potuto scattare solamente per le prime due canzoni, non tre.
Con il cuore in gola e con lo zaino pieno zeppo di tutta la mia attrezzatura, mi avvio verso il palco e attendo, tremante, l’inizio del concerto. La stanchezza del viaggio e la paura scompaiono quasi subito non appena Elisa esce da dietro le quinte e con la sua voce inizia ad emozionare il pubblico presente, avvolta in un cappotto bianco che la rende quasi una creatura angelica. Con tutta la concentrazione possibile immaginabile, inizio a scattare, anche se l’obiettivo pesante non mi rende la vita facile.
Il tutto sarà durato circa una quindicina di minuti, ma in quel brevissimo lasso di tempo ho sentito la mia anima vibrare e mi stava dicendo che ero nata per scattare a quel tipo di eventi….tutti gli sforzi per arrivare fino a lì erano stati ricompensati da pochi attimi di vera felicità, da quella “cosa” che non ti fa sentire la fame, né la sete e che sai che potresti fare all’infinito perché non ti pesa.
In questo periodo buio e pieno di incertezze, la domanda è se la mia anima proverà mai di nuovo quella sensazione di euforia, quella galvanizzazione durata pochi attimi il 10 ottobre. Riuscirò mai ad accettare l’idea che l’attesa per un nuovo evento del genere è ancora lunga e che probabilmente non sarà mai come prima? Nell’attesa riguardo le fotografie di 10 anni di eventi, scattate prevalentemente in veste di “fan” e solo, purtroppo, per qualche settimana del 2020 come accreditata per SOund36….Riguardando quegli scatti, cerco di rivivere quelle emozioni e questo periodo di riflessione e solitudine mi pesa un po’ meno…

Articolo e Foto di Samantha Mattiello

About the author

Samantha Mattiello

Sono nata e cresciuta in città, ma preferisco di gran lunga il silenzio e la magia del bosco e della collina dove risiedo attualmente. Nelle cose non arrivo subito e facilmente come magari tanti altri, ma l’impegno e la costanza mi fanno raggiungere sempre (o quasi) gli obiettivi che mi prefiggo. Se non avessi i piedi ben piantati a terra, girerei il mondo con lo zaino e la macchina fotografica per cogliere quei momenti che sfuggono ai più a causa della vita sfrenata che conduciamo....so comunque che sarebbe veramente è solo un sogno.
Amo tantissimo gli animali...infatti vivo circondata da molti gatti (abbandonati) ai quali sto cercando di dare un po’ di serenità dopo tanta sofferenze...

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