Un soffio di note, avvolgendo Palazzo Mazza a Borgia (CZ) ha battezzato il 18 settembre l’ultima anteprima della ventitreesima edizione del Festival d’Autunno, regalando al pubblico un momento di rara suggestione. La rassegna, ideata e diretta con grazia e visione da Antonietta Santacroce, ha accolto una Prima Nazionale capace di sciogliere la forma della canzone per restituirla alla sua nudità più vera. Sul palco, il progetto Bacharach in Love ha saputo riannodare i fili della memoria collettiva grazie all’intesa raffinata di tre artisti: la voce duttile e narrativa di Renato Geremicca, il flauto lirico di Massimo Ghetti e la tastiera rigorosa ed eclettica di Luca Bonucci. Insieme, hanno saputo spogliare le partiture di Burt Bacharach da ogni patina pop, svelandone la sincera bellezza melodica.
Un proiettore acceso nel buio ha riproposto i frammenti di un’intervista d’archivio concessa dal compositore americano durante il Lucca Summer Festival del 2004 accompagnando le note d’apertura di Alfie, quasi a invocare lo spirito dei giorni in cui le storie trovavano riparo sul grande schermo. Da quel momento in poi, i brani si sono susseguiti come fotogrammi di un film mai finito, fondendo il vissuto e le immagini nelle esecuzioni di The Look of Love, nella pioggia leggera e spensierata di Raindrops Keep Fallin’ on My Head — che portava con sé l’eco polverosa e ironica di Butch Cassidy — e nei profili malinconici tracciati da Walk on By, I Say a Little Prayer e Do You Know the Way to San José.
Il racconto intessuto sul palco ha legato i lembi di una biografia artistica fatta di sodalizi storici e sfumature cinematografiche, come il lungo legame con Dionne Warwick, lasciando che la musica si avventurasse nei territori più profondi del sentimento. L’intimità sussurrata di This Guy’s in Love with You ha ceduto il passo al pulviscolo denso del dolore in God Give Me Strength, gemma nata dall’incontro con Elvis Costello e custodita nell’album Painted from Memory. Il punto più alto della commozione si è raggiunto con My Funny Valentine, quando il ricordo si è spostato nella penombra del Bravo Caffè di Bologna del 31 ottobre 2000, trasformando la canzone in una preghiera laica e intima dedicata alle madri, capace di spezzare ogni distanza con la platea come il finale di una pellicola che lascia senza fiato.
La narrazione ha beneficiato pure dell’abbraccio collettivo di That’s What Friends Are For, prima del congedo leggero affidato al tema di Pink Panther’s Theme e al ritorno circolare di The Look of Love. Palazzo Mazza ha custodito l’atmosfera sospesa di una notte in cui la grande musica e il cinema si sono fatti casa, confermando la forza di un festival capace di abitare i luoghi storici della Calabria con i linguaggi più alti della contemporaneità.
Si ringraziano: L’ufficio stampa del Festival d’ Autunno: Giuseppe Panella e Gaetano Giaimo. La Social Media Manager: Anna Trapasso. Studio Fotografico Monteverde per le immagini.
Tutte le informazioni circa la rassegna sono disponibili sul sito e sui canali social dedicati
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