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Soundcheck

Pure – Love After The End Of The World

Annalisa Nicastro

un sound qualitativamente eccelso, che ci porta verso lidi lontani. Tra i Depeche Mode degli anni di Violator e gli Him, la calda e linda voce di Emiliano ci trasporta con dolcezza sulle belle melodie che compongono gli undici brani

Opera seconda per i Pure, quartetto romano che esce con “Love after the end of the world (Bulbartworks, 2012), un concept album raro da trovare ai giorni d’oggi, dedicato alla profezia maya sulla possibile “fine del mondo” del 21/12/2012.
Un disco che potrebbe tranquillamente uscire per il mercato anglosassone, e lo dico con tranquillità e sicurezza. Il lavoro di Emiliano Dattilo (voce), Valerio Pisciarelli (batteria), Ennio Bettoni (basso), Massimiliano Carocci (chitarra) è davvero rimarchevole, un sound qualitativamente eccelso, che ci porta verso lidi lontani. Tra i Depeche Mode degli anni di Violator e gli Him, la calda e linda voce di Emiliano ci trasporta con dolcezza sulle belle melodie che compongono gli undici brani.
“Awake” si apre con un intro pinkfloydiano, “The Light” mette a pieno lustro le capacità vocali intense del cantante. “In the dark hour” è un singolone, di quelli da ascoltare e riascoltare continuamente. A tratti mi ricordano i Dream Theater più dolci, quelli di Another Day.
“Escape” è grintosa, una cavalcata tra batteria e basso che ben trasmette il senso del testo, una fuga dalla fine, impossibile quanto desiderata. Il disco, ed è un piacere dirlo, è prodotto magnificamente, si ascolta con piacere, aspetti emotional e dark si fondono con passione, sorprendente per una piccola opera italiana, un plauso anche a chi ha creduto in loro.
“Tears” è commovente, e non potrebbe essere altrimenti dato il titolo del brano. Uno dei brani più belli ed intensi di “Love after the end of the world”.
“Ash in the wind” è la traccia più lunga, oltre i sette minuti, con furia iniziale ed una ariosa parte centrale, con un arrangiamento degno di orchestrazione, ci trasporta verso il singolo in promozione, “Fireflies”, un brano perfetto per rappresentare, in pochi minuti, l’essenza dei Pure: forza e delicatezza, spazio e tempo. Un’opposta visione di insiemi che confinano e si intersecano.
“Rain” si apre con un dolce suono di chitarra, la musica è sostenuta, sempre piacevole, il finale di violini è magnifico. “Across this time”è un brano intenso e delicato, “New World” è il brano risolutivo del concept, la speranza nel ritrovamento di un nuovo mondo pronto ad accoglierci.
Il disco si chiude con Prologue e una ghost track, degna chiusura di un disco sorprendete, da avere, ascoltare, un reale consiglio nel mare magnum di proposte musicale che ci arrivano in redazione.

Anno: 2012
Artista: Pure
Demo: Love after the end of the world
Label: BulbArtWorks
Sito: http://www.myspace.com/pureworld

Line-Up

Emiliano Dattilo (voce)
Valerio Pisciarelli (batteria)
Ennio Bettoni (basso)
Massimiliano Carocci (chitarra)

Tracklist:

1 – Awake
2 – The light
3 – In the dark hours
4 – Escape
5 – Tears
6 – Ash in the wind
7 – Fireflies
8 – Rain
9 – Across this time
10 – New world
11 – Prologue

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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