Sound&Vision

Trentemøller @ Invincible Fest

Scritto da Chiara Lucarelli

Momenti carichi di adrenalina alternati a pause rarefatte, dove chiudere gli occhi diventa un atto rivoluzionario

Con un tramonto che ancora illuminava timidamente le cime dei pini marittimi dell’Eur Social Park, gli HowlBabyHowl sono saliti sul palco per l’apertura ed hanno fatto immediatamente capire quale fosse la chiave della serata: sì, elettronica, ma suonata. JeppeBrix e SilasTinglef – quest’ultimo membro della stessa band di Trentemøller – si scambiavano basso e chitarra con disinvoltura, accompagnati da drum‑machine e samples che andavano a comporre un riff feroce e vibrante. Le luci verdi e viola, ancora timide, accarezzavano un pubblico curioso e crepuscolare, ancora lontano dall’oscurità totale, eppure già parte di qualcosa. Quella di HowlBabyHowl è stata una carica energica, un’esplosione sonora immersiva, perfetta come ideale introduzione al viaggio immersivo nella musica di Trentemøller.
Cala la notte, ed il fumo invade la scena. Un palco impreziosito da una console a tema floreale – un chiaro tributo all’arte di Dreamweaver – e si apre la danza dei suoni. Trentemøller e la sua band – sì, anche qui si suona davvero – emergono nel chiaro scuro delle luci da club; una presenza mistica, silhouettes che contengono in sé melodie infinite e tappeti sonori degni dei Cure, o meglio ancora di Disintegration, se vogliamo davvero entrare nel cuore di quell’universo sonoro. EmmaAcs alla voce, vestita in una mise dark/gothic da musa spettrale, impartisce subito la sua personale benedizione a IGiveMyTearsBehindMyEyes.
Da qui, il concerto si snoda fra tensione e distensione, in quel tipico continuum che rende Trentemøller tanto irresistibile. Brani come StillOnFire, Dreamweavers, Deceive, RiverInMe, DeadorAlive, Nightfall e OneEyeOpen si susseguono con un ritmo che sembra governato da un respiro collettivo. La luce diventa bianco spettrale, poi rosso sangue – in particolare durante VampMoan, un brano che da puro clubbing si trasforma in trance rosso vivo, mentre il pubblico risponde con onde di energia danzante. L’effetto è fantasmagorico, come se i muri stessi del parco fossero stati trasfigurati.
Ci sono attimi di pura evanescenza: TakeMe, MissYou, SilverSurferGhostRiderGo!! condensano un percorso emotivo che ha il sapore di una mezzanotte che riprende fiato sotto un cielo stellato, di sussurri elettronici che richiamano ricordi di discoteche clandestine, di angoscia sedotta e infine liberata nella danza. La perfezione sta nella varietà: momenti carichi di adrenalina alternati a pause rarefatte, dove chiudere gli occhi diventa un atto rivoluzionario.
E quando, tra applausi e un encore che pare rubato al tempo, arriva MissYou in una versione dolente e carezzevole, si ha la netta sensazione di aver assistito a qualcosa di più di un concerto: una piccola epifania sonora.

Trentemøller

HowlBabyHowl

Trentemøller all’Invincible Fest,
Eur Social Park, Roma
(4 settembre 2025)

About the author

Chiara Lucarelli

Sono nata a Roma e cresciuta coltivando contemporaneamente diverse passioni: la musica, il teatro, la fotografia, i viaggi ed il cinema.
Dopo aver trascorso svariati anni spaziando dall’una alle altre in maniera alternata, ho trovato infine una modalità che mi permettesse di coniugarle tutte in contemporanea, quella della fotografia musicale, di spettacolo e performance artistica in senso più ampio.
Mi occupo di live report di concerti, teatro, interviste e ritratti.

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