Sound&Vision

MIAMI FESTIVAL 2026 Milano

Scritto da Alessandro Ceci

E’ tornato Il MIAMI. L’oramai iconico festival milanese è giunto alla sua ventesima edizione, ed ogni anno che passa, oltre che nella propria età, si accresce anche per importanza ed affluenza di pubblico. In tempi in cui tutto sembra frammentato, il MIAMI continua a essere uno degli ultimi luoghi dove la musica italiana riesce a trasformarsi in esperienza collettiva, fisica, reale ed anche identitaria. L’idroscalo ormai è diventata casa stabile del festival: spazi più ampi, palchi immersi nel verde, tramonti sul placido “mare di Milano”, che regalano una scenografia all’altezza dei grandi festival internazionali. Anche quest’anno il MIAMI ha confermato la propria identità, con una line-up sempre capace di fotografare lo stato emotivo della nuova musica italiana; un luogo dove artisti affermati e nuove promesse convivono senza gerarchie rigide.
Quest’anno abbiamo seguito per voi:

Lea Gavino: presenza elegante, voce bellissima, Lea porta sul palco un cantautorato intimo ma mai fragile. Le sue canzoni sembrano pagine di diario lasciate aperte al pubblico; malinconie sospese su ali melodiche. Una delle sorprese più raffinate del festival.

Sissi: voce magnetica, anima soul e un’attitudine che dal vivo riesce a fondere tecnica ed emotività. Già ospite del concerto del I Maggio, Sissi continua il suo percorso artistico con personalità sempre più definita.

Altea: giovane ma già capace di costruire atmosfere precise e riconoscibili. Sul palco del MIAMI porta un pop elettronico delicato, notturno ed intimista.

I Patagarri: probabilmente tra i set più coinvolgenti dell’intero festival. Swing, jazz, teatralità e spirito da strada si mischiano in un live travolgente, capace di trasformare il pubblico in una piccola orchestra improvvisata. Lo fanno divertendo e divertendosi, senza mai essere superficiali.

Faccianuvola: il suo universo sonoro resta sospeso tra malinconia digitale e romanticismo. Un chamber-singer che dal vivo conferma quella capacità di raccontare il disorientamento contemporaneo con un linguaggio diretto, fragile e generazionale; ed emozionare il suo pubblico.

La Nina: intensa, viscerale, profondamente radicata nella tradizione napoletana ma con uno sguardo modernissimo. Il suo concerto è stato uno dei momenti più emotivi del festival: voce potente, presenza scenica ipnotica e una ricerca ritmica e musicale coinvolgente.

Mecna: il MIAMI è anche il posto perfetto per la sua scrittura notturna e malinconica. Mecna continua a raccontare relazioni, vuoti emotivi e fragilità con quello stile minimale che negli anni lo ha reso una figura riconoscibile e apprezzata della scena rap hip-hop italiana.

Zé Ibarra: il giovane cantautore brasiliano è uno dei nomi più interessanti della nuova scena alternativa. Sul palco alterna introspezione e ironia, costruendo un set elegante e mai prevedibile, è stato accolto con grande attenzione dal pubblico.

Si Boom Voilà: progetto musicale che unisce elettronica, funk e suggestioni internazionali in una formula estremamente libera. Il loro live è un continuo invito al movimento, colorato e contaminato, perfettamente in sintonia con lo spirito del festival.

Nu Genea: impossibile restare fermi davanti alla loro miscela di disco-funk, Napoli e ricerca sonora. Il concerto dei Nu Genea ha trasformato il MIAMI in una gigantesca pista da ballo all’aperto. Raffinati, coinvolgenti, semplicemente irresistibili.

Gazebo Penguins: energia ruvida, chitarre tese e quella capacità rara di trasformare il caos emotivo in qualcosa di condivisibile. I Gazebo Penguins restano una delle realtà più solide ed oramai longeve dell’alternative rock italiano e dal vivo continuano a colpire durissimo.

Motta: intenso come sempre, Motta sale sul palco con il suo equilibrio perfetto tra cantautorato e tensione rock. Ogni brano sembra nascere direttamente sul momento, vissuto più che eseguito, con il palco che diventa quasi spazio teatrale. Uno di quegli artisti che al MIAMI sembrano semplicemente nel posto giusto.

Anche quest’anno è doveroso un ringraziamento a tutta l’organizzazione del festival, a Carlo Pastore, a Delia Parodo, ai volontari, agli addetti alla sicurezza e a chi continua a rendere possibile un evento che, anno dopo anno, riesce ancora a conservare la propria bellezza.

About the author

Alessandro Ceci

Nato nell'Oltrepò pavese, a Voghera, il 28 giugno 1977. Origini parmigiane. Nella vita educatore e conduttore di gruppo. Qui per conciliare la passione per la fotografia e per il rock. Tifoso della Juventus e amante dei gatti.

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi