Dall’alto di un grattacielo una bandiera taglia l’aria greve,
strisce di dignità si fanno frammenti accanto a stelle che precipitano
sfuggendo a un cielo preoccupato.
A muovere i fili,
un cappellino rosso
che agita masse di cuori dal battito crudele,
tricolori piegati a un vento di comodo,
perché il piatto dei potenti fa sempre più gola.
Ridurre i diritti a costi da tagliare,
le vite umane a semplici errori di calcolo.
Ma a sud del sole
tra le urla silenziose di Guernica,
dove la guerra ha tracciato cicatrici sulla pelle della storia,
la mano di un uomo non trema, reagisce.
Si fa custode dei diritti sociali,
accende coscienze,
reclama la pace per chi abita la parte sbagliata di mondo.
E nella forza di queste presenze ostinate,
l’insaziabile torna vincibile,
quando tutto suggerisce di aderire alla violenza
ma accogliere resta l’unica vera rivoluzione.
Le stelle precipitano
Ma a sud del sole tra le urla silenziose di Guernica, dove la guerra ha tracciato cicatrici sulla pelle della storia, la mano di un uomo non trema, reagisce.

