Dan Quarto, batterista.
La copertina questa volta spetta ad un batterista. Sempre in fondo al palco, circondati da grancassa, tom, rullanti, muti, piatti, charleston, se serve triangoli, campanacci, gong e tutto ciò che fa ritmo. Difficili da vedere e da fotografare, un mezzo busto nel migliore dei casi. Giusto tributo a Dan, motore ritmante dei Rockets.

Fine anni ’70.
Eh si, è da allora che sono sulla scena, dai tempi di On the road again e Electric Delight, da disco-ring al festival bar, fino al telegatto del 1980. Proprio loro, i Rockets. Hanno interrotto la carriera più volte, cambiato formazione molto spesso, così i produttori e le case discografiche. Alla fine dopo 26 (!!!) album, tra studio, live e raccolte, eccoli qui con l’energia di sempre.

Space-rock, electric, disco?
Boh?! Difficile etichettare la loro musica, vuoi perché in quasi cinquant’anni di attività è cambiata, come cambiati sono gli autori, il contesto, il pubblico. Fabrice Quagliotti, unico superstite della formazione storica iniziale, dice che non ama troppo le etichette che vengono appioppate alla loro musica. Sono i Rockets, punto. In fondo ha ragione, e vale un po’ per tutti. Parafrasando Forrest Gump, il genere è chi il genere fa.

Vintage-show.
Fumi e raggi laser direbbe il maestro. Il concerto si presenta così, un po’ alleggerito il trucco argento sui visi, le tute spaziali lasciano il posto a giubbotti e pantaloni in pelle, immancabili gli anfibi stile Dr.Martens. 21 brani in scaletta più due encore, per concludere la serata con il loro successo più grande, On the road again.
Formazione attuale: Fabri Kiarelli (voce), Gianluca Martino (chitarra), Rosaire Riccobono (basso), Fabrice Quagliotti (tastiere) e come già detto Dan Quarto (batteria). Direi che definirli una band italo-francese non è azzardato, considerando anche che l’Italia è sempre stata per loro terra di successi e fans.

Phenomenon, Fontaneto d’Agogna.
Due parole per questo bel club vanno spese. Siamo nell’alto novarese, non lontano da Borgomanero. Il locale, con adiacente omonimo ristorante, ha una capienza di quasi mille spettatori ed un’ottima acustica. Particolare la presenza di tavoli, leggermente rialzati ai lati della grande sala, ma soprattutto la possibilità di aprire la volta ed i lati. Come dicono gli organizzatori, l’unico club cabrio in Italia. Un ringraziamento particolare a questi ultimi per la calorosa accoglienza.

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