Sound&Vision

Gregory Porter @ Jazz Open Modena

La voce più influente della scena soul/jazz

Gregory Porter ha conquistato il mondo portando il jazz contemporaneo alle masse. A Modena ha confermato la sua grandezza, con uno spettacolo da subito coinvolgente e molto confidenziale, al suo ingresso ha fatto capire a noi fotografi che potevamo interagire scattando da sotto il palco fin da subito, e con il pubblico presente ha lanciato segnali chiari di partecipazione totale nonostante la distesa di sedie previste per la serata.
Porter ha iniziato la sua carriera di cantante a 38 anni perchè prima è stato un buon giocatore di baseball e anche un buon attore. Il suo spirito combattivo lo dismostra nei testi, sempre profondi che parlano della sua vita difficile, con un’infanzia complicata: “Vorrei essere un Superman per aiutare quelli che hanno bisogno e che hanno avuto meno firtuna di me” .
Gregory Porter sfodera un timbro limpido e baritonale, si è fatto notare grazie al suo stile raffinato e anche pop, accessibile a tutti i palati. I suoi punti di riferimento sono stati partendo da Nat King Cole, al quale ha dedicato un disco veramente pazzesco, arrivando ad Al Green, Prince e D’Angelo, tutti artisti che provengono dai cori delle chiese, tutti artisti che hanno seguito “la strada di Dio, è una cosa che ti eleva emotivamente” Parola di Gregory Porter!
Jazz Open Modena nasce dallo storico festival di Stoccarda, tra i tre principali festival europei dedicati al jazz e alla musica contemporanea. Questa volta tocca a Modena la sei giorni di musica con grandi nomi della scena internazionale, manifestazione che conferma la formula “Jazz& Beyond” reso celebre negli anni a Stoccarda sotto la direzione artistica di Jurgen Schlensog.

Discografia essenziale:

Water

Be Good

Nat King Cole & Me (consigliato)

All rise

Informazioni:

( https://www.gregoryporter.com/ )

( https://it.wikipedia.org/wiki/Gregory_Porter )

( https://www.jazzopen-modena.com/ )

Gregory Porter Jazz Open Modena 13 7 2026

Gragory Porter voce

Chip Crawford pianoforte

Jahmal Nichols basso

Emanuel Harrold batteria

Tivon Pennicott sassofono

Ondrej Pivec organo Hammond

About the author

Alessandro Ettore Corona

Alessandro Corona nasce a Bassano del Grappa (VI) nel ’57. Dopo aver vissuto in varie zone del Veneto, si trasferisce a Bologna negli anni’70, seguendo tutto il movimento artistico di quel periodo; dai fumetti di A. Pazienza e N. Corona, alla musica rock britannica e americana, a quella elettronica di stampo tedesco, al cinema d’avanguardia tedesco e francese, per approdare poi alla scoperta della fotografia internazionale seguendo corsi di approfondimento e di ricerca.

Scatto per non perdere l’attimo.
Esistono delle cose dentro ognuno di noi, che vanno messe a fuoco.
Esistono cose che ci circondano e che non vanno mai perse, attimi che possono cambiare il nostro futuro; ognuno di noi ha un’anima interiore che ci spinge verso quello che più ci piace o ci interessa.
Io uso la macchina fotografica come un prolungamento del mio braccio, la ritengo un contenitore enorme per catturare tutti quei momenti che mi appartengono.
Passato e futuro si uniscono fondendosi insieme e per caratterizzare l’anima degli scatti creo una “sensazione di fatica” nella ricerca dell’immagine mettendo in condizione l’osservatore, di ragionare e scoprire sé stesso dentro l’immagine.
Trovo interessante scattare senza pensare esattamente a quello che faccio; quando scatto il mio cuore muove un’emozione diversa, sento che la mia mente si unisce con estrema facilità al pulsante di scatto della mia macchina, non esito a cercare quel momento, non tardo un solo secondo per scattare senza riflettere.
Il mio mondo fotografico è principalmente in bianco e nero, il colore non lo vedo quasi più, la trasformazione cromatica è immediata.
Non esito: vedo e scatto!
La riflessione per quello scatto, si trova in mezzo tra il vedere e lo scattare senza esitare sul risultato finale, senza perdere tempo in quel momento.
Diventa immediato per me capire se quello che vedo e che intendo scattare può essere perfetto,
non trovo difficile esprimere quello che voglio, la macchina fotografica sono io.
Ogni scatto, ogni momento, ha qualche cosa di magico, so che posso trasmettere una riflessione quindi scatto senza cercare la perfezione estetica perché nella fotografia la foto perfetta non esiste, esiste solo la propria foto.
Works:
Fotografo e grafico: Mantra Informatico (cover CD), Elicoide (cover LP)
Fotografo ufficiale: Star for one day (Facebook). Artisti Loto (Facebook)
Fotografo ufficiale: Bowie Dreams, Immigrant Songs, Roynoir, Le Sciance, Miss Pineda.
Shooting: Federico Poggipollini, Roynoir, Heide Holton, Chiara Mogavedo, Gianni Venturi, Double Power big band, Progetto ELLE, Star for one day, Calicò Vintage.
Radio: Conduttore su LookUp radio di un contenitore artistico, con la presenza di artisti.
Fotografo ufficiale: John Wesley Hardyn (Bo), Reelin’and Rocking’ (Bo), Fantateatro (Bo), Nero Factory (Bo), Valsamoggia Jazz club (Bazzano), Friday Night blues (Bo), Voice club (Bo), Stones (Vignola), il Torrione (Fe), L’officina del gusto (Bo), Anzola jazz, Castelfranco Emilia blues, Bubano blues, Mercatino verde del mondo (Bo), L’Altro Spazio (Bo), Ramona D’Agui, Teatro del Pratello (Bo), P.I.P.P.U Domenico Lannutti, Insegui L’Arte (Badolato CZ), Artedate (Mi), Paratissima Expo (To), Teatro Nuovo e club Giovane Italia(Pr), Teatro Comunale e Dehon (Bo), Teatro delle Passioni (Mo).

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