Sound&Vision

The Dream Syndicate a Torino. @Hiroshima Mon Amour

Scritto da Marco Vitrotto

Comincia nel club torinese per antonomasia il tour europeo della band californiana. Serata plaisley underground, ultimi lavori e rivisitazione di Medicine Show.

Mark Walton, bassista.

La copertina è dedicata a lui,  ad un bassista. Sempre i soliti front-men, cantanti, belle coriste o virtuosi e coreografici chitarristi? No, per una volta ad aprire è un bassista (per tacere di Gordon Summer, in arte Sting…), Mark Walton, fondatore con Steve Wynn (chitarra e voce) e Dennis Duck (batteria) dei The Dream Synadicate. Anche lui a presenza scenica non scherza, sostiene la ritmica con i suoi giri di basso, precisi e puntuali. Bastano pochi secondi, e senza che te ne accorgi ti stai già muovendo sui suoi tempi.

 

Ultimi lavori.

Il concerto è diviso in due parti, nella prima presentano i brani più recenti, quelli dopo la reunion del 2012. Otto pezzi, in gran parte tratti da How Did I Find Myself Here?, l’album d’esordio del 2017, dopo la rinascita della band. Suoni più rotondi, melodici, lontani dal post punk degli esordi, un po’ R.E.M. se vogliamo, che lasciano spazio alla chitarra di Jason Victor. Solo a me ricorda fisicamente il giovane Mark Knopfler? Uso del plettro a parte…

Medicine Show.

Seconda parte del concerto, altri otto brani tratti dal loro album di maggior successo. Era il 1984, dopo l’esordio con The days of wine and roses, arriva Medicine show, che consacra il gruppo nel panorama indi-rock californiano. I suoni sono più duri, ricordano gli anni della psichedelia ed il post-punk, e la voce di Steve Wynn quella di Lou Reed.

 

I bis, ops…encore.

C’è ancora tempo per tre canzoni, di cui l’ultima, una cover di Eric Clapton, manda definitivamente in estasi gli oltre cinquecento venuti all’Hiroshima Mon Amour.

A proposito, il club sta pubblicando gli eventi del Flowers Festival, gran bei nomi, anche quest’anno una rassegna da non perdere! Per chi è della zona consiglio di dare sempre un’occhiata alla programmazione di via Bossoli.

https://www.thedreamsyndicate.com/

https://hiroshimamonamour.org/

https://www.sound36.com/

https://www.instagram.com/photomvphoto/

Come sempre un ringraziamento particolare all’addetta stampa di HMA. Tnx Glenda.

 

 

About the author

Marco Vitrotto

Fotografo dall'età di 16 anni, per un po' ho fatto da aiuto per cerimonie varie, così da pagarmi l'hobby. Molto BN, sviluppo/stampa poi dia etc.
I primi concerti nella seconda metà degli anni '80 e fino alla seconda dei '90, poi tutt'altro lavoro e foto quasi esclusivamente in viaggio.
Da un paio d'anni ho ripreso, rinnovato il set-up e nuovamente concerti. La colpa è tutta di Guido Harari!!!
Ho visto una sua mostra l'anno scorso e ho capito che la sindrome di Stendhal esiste davvero...

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