Articolo di Tiziano Tizzo Papavero
Foto di Yamilè Barcelò
“Um, dois, treis, quatro!” : I SOULFLY di Max Cavalera, con il loro Spirit Animal Tour 2025, si sono esibiti in una serata sold out il 15 luglio al Legend Club di Milano.
Ad aprire la data di Milano sono stati chiamati, in extremis come gruppo d’apertura la mattina stessa del concerto, i brianzoli HUSQWARNAHA. Onorando la vecchia scuola, la band irrompe scuotendo i presenti nella sala con tre brani dall’album di debutto del 2021, ‘Front: Toward Enemy’. ‘Melting Face’, prima traccia dell’album e pezzo d’apertura di questo live colpisce subito con brutalità estrema, segue senza prendere fiato ‘Death Proof” con riff tutt’altro che delicati e un ritmo compatto e potente.
Ed ecco che alla fine della loro performance energica, gli amplificatori nascosti da una scenografia di cespugli che fanno da sfondo al palco prendono il sopravvento. L’atmosfera e le alte temperature si avvicinano in tutto e per tutto al Brasile di Max Cavalera, sempre presente nella sua musica. Quella che segue sarà un’ora frenetica, senza pause, in cui i Soulfly fanno esplodere con tutta la loro rabbia e ferocia i pezzi più significativi del loro vasto catalogo. ‘Seek ‘n’ Strike’, ‘Prophecy e ‘No Hope = No Fear’ si seguono in rapida successione, accolte con una grande partecipazione del pubblico.
In quest’ora ad alta intensità, Cavalera accusa in alcuni tratti dei cali fisiologici, ma che in nessun modo penalizzano la sua performance. Infatti abbiamo notato anche un calo di peso notevole dall’ultima volta che l’abbiamo visto in Italia sul palco del Luppolo In Rock a Cremona nel 2023.
La band ci regala una prestazione appassionata ed efficace, grazie all’apporto di musicisti affermati come Mike DeLeon e Chase Bryan, quest’ultimo in sostituzione di Mike Leon, bassista storico nella band da dieci anni. Max Cavalera ha dichiarato: “Benvenuto nella tribù, Chase! Suonerà il basso con i SOULFLY per il nostro ‘Spirit Animal’ Europe Tour 2025”. Da dietro alle pelli, il figlio Zyon Cavalera propaga un suono di batteria tecnico e devastante, mentre il padre non perde occasione di fare headbanging accompagnando i riff delle varie canzoni.
L’apice della serata arriva nel momento in cui Cavalera sfodera il berimbau, strumento folkloristico della cultura brasiliana, che viene suonato nella suggestiva intro di ‘Back To The Primitive’. “Um, dois, treis, quatro!”: la band, la musica e il pubblico del Legend si uniscono all’unisono in un brano che conferma ancora una volta lo stato di grazia della band, mentre numerose bandiere brasiliane sventolano tra il pubblico. Il gruppo punta sempre il piede sull’acceleratore e non rallenta un secondo, tranne per alcune jam dal sapore blues inserite in brani come ‘Bring It’ e ‘Tribe’. Durante l’encore, Cavalera, ha tributato il nostro paese indossando la maglietta della nazionale.
Un gran bel concerto, un grande legame animalesco che come protagonista hanno visto volare i fans nel tipico crowd surfing e il circle pit della maggior parte dei presenti messi in prima fila nonostante il caldo torrido.
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