Il Saluber Jazz Festival ha dimostrato di aver raggiunto un alto livello di maturità, nonostante si tratti di un evento giunto quest’anno soltanto alla terza edizione. La Direzione Artistica, confermata anche quest’anno all’eclettico percussionista cubano Ernesttico, ha consentito di consolidare un format di successo, facendolo evolvere ulteriormente.
L’idea della famiglia D’Amicis, titolari dell’azienda Saluber Disinfestazioni che ha una sede a Calcinato (BS) e una in Puglia, è stata quella di convogliare il budget, che in precedenza era destinato a marketing e sponsorizzazioni, ad un progetto che coniuga l’amore per la musica della famiglia D’Amicis con il benessere dei dipendenti e la valorizzazione del territorio.
Ciò ha generato anche quest’anno un tris di concerti gratuiti che hanno attirato complessivamente più di duemila spettatori, dal 27 al 29 giugno, presso la sede della Società stessa a Calcinato (BS).
Artisti di livello internazionale, quali il trio della pianista e cantante Jany McPherson, la band africana Paa Kow Afro Fusion Quartet e il noto gruppo italiano dei Dirotta su Cuba di Simona Bencini, si sono alternati nelle tre serate sul palco del Saluber Jazz Festival.
L’iniziativa ha avuto anche due eventi collaterali che hanno impreziosito l’offerta artistica. L’AperiJazz by Mayer, presso l’hotel Mayer di Desenzano, dove, alle 17 di ogni giornata del Festival, si è tenuto un preludio con tre concerti aperitivo nella terrazza vista lago.
Inoltre, la mia nuova mostra fotografica “Suoni senza confini”, un viaggio visivo attraverso il linguaggio universale della musica, capace di abbattere ogni barriera culturale, etnica e linguistica. Venti immagini che hanno ritratto musicisti di diverse provenienze, stili e tradizioni, che uniscono il mondo attraverso il potere del suono. Ogni scatto è un frammento di emozioni: mani che danzano sui tasti di un piano, percussioni che battono il cuore del pubblico, sorrisi sotto il riflettore, concentrazione di un’esibizione improvvisata. Ogni artista fotografato è portatore di una storia e di un colore, che si mescolano nella magia della musica. La mostra, che è stata visitabile dalle ore 20 prima e dopo i concerti, in un’area attigua al palco, ha rappresentato una finestra aperta su un mondo che, pur nelle sue diversità, si incontra in un’unica vibrazione sonora, testimoniata dalla mia lente fotografica. Sono stato lusingato dall’affluenza di pubblico e dai complimenti ricevuti.
Jany McPherson ha presentato il suo ultimo album “A long way”, accompagnata da due musicisti di alto livello: Ronald Moran al contrabbasso e Lukmil Perez alla batteria. Ero stato ad un suo precedente concerto nell’estate del 2019 all’Andora Jazz Festival e in quell’occasione avevo potuto subito rendermi conto del talento di questa pianista e cantante. La voce dell’artista cubana, calda e intensa, si è fusa con il pianoforte in un dialogo intimo e potente, che ha evocato la profondità dell’anima cubana e l’eleganza del jazz contemporaneo. Ogni brano è stato un racconto vissuto e una narrazione emotiva, che ha attraversato la tradizione afrocubana, gli standard jazz e le sue composizioni originali. L’interazione del trio è stata costante e profonda e il pubblico ha dimostrato di apprezzarla con numerosi e lunghi applausi durante le due ore del concerto, a cui hanno fatto seguito i bis. Fra le canzoni proposte del suo album ha spiccato “Te Dejo Ir”, una melodia struggente con armonie eleganti, in cui il pianoforte ha accompagnato con discrezione la voce di Jany McPherson. E’ stato il racconto del momento delicato e potente in cui si prende la decisione di lasciar andare qualcuno che si è amato. Un gesto che nasce dalla consapevolezza, dalla maturità e anche dal dolore.
Nella seconda serata ha preso vita il ritmo della band africana Paa Kow Afro Fusion Orchestra, con l’esplosione di energia e colori che ha travolto il puibblico, conducendolo in un viaggio attraverso le radici della musica africana e le sue evoluzioni.
Il leader è il batterista Paa Kow, originario del Ghana, virtuoso del suo strumento musicale con un groove solido e caldo, capace di dialogare in sintonia e naturalezza con gli altri strumenti: il basso avvolgente, i fiati dal sapore jazzistico, le tastiere in cui il ritmo diventa un battito collettivo. Il gruppo è venuto in Italia per la prima volta ed ha portato sul palco una musica fisica, vitale e contagiosa. La scaletta del concerto è iniziata con “The way I feel”, un brano in cui si coglie l’influenza del jazz fusion e del funk, a cui hanno fatto seguito brani pieni di energia come “Denkyrra Asafo”, “Beginning of the Life”, “Good Boy” e altri, per arrivare al finale pirotecnico con “Black & White”. Gli spettatori, chiamati da Paa Kow ad interagire con cori e ripetizioni, si sono lanciati in danze, seguendo un ritmo contagioso, che inneggiava alla gioia e alla vita.
L’ultima serata del Festival ha avuto come protagonisti gli italiani Dirotta su Cuba, capitanati dalla bravissima cantante fiorentina Simona Bencini. Il gruppo ha festeggiato quest’anno trent’anni dall’uscita del loro primo album dal titolo omonimo e lo ha fatto con l’uscita di una versione dello stesso in vinile, con un disco di un acceso colore arancione. La band, nata negli anni ’90 con la caratterstica di suonare la musica funk italiana, ha vissuto anni di enorme successo e si è presentata con una nuova formazione, senza due dei tre fondatori, Stefano De Donato e Rossano Gentili, ma con l’innesto di nuovi e giovani musicisti, in una sorta di passaggio generazionale. Simona Bencini ha mantenuto l’energia e la simpatia di allora e la voce inconfondibile, alla base di ogni brano suonato. Hanno proposto tutti i brani del citato primo album fra i quali gli indimenticabili “Gelosia”, “Solo baci”, “Legami”, “Liberi di liberi da”, a cui si sono aggiunti “Notti d’estate” del 2000 e la recente “In the Souk”, a cui ha collaborato Mario Venuti.
Gli ultimi brani hanno richiamato sul palco il Direttore Artistico Ernesttico, che ha suonato le percussioni insieme a loro, dando vita ad un ritmo e un groove che ha fatto alzare tutto il pubblico, danzando e cantando insieme alla band.
Anche quest’anno l’esperienza di questi tre giorni è stata vissuta intensamente, con emozioni indimenticabili per il rapporto con gli artisti e gli organizzatori, in una dimensione familiare, lusingato dalle attestazioni di stima e dai complimenti per i miei scatti fotografici esposti nella mostra.
Grazie a Ernesttico e alla famiglia D’Amicis per la disponbilità e l’accoglienza.
27.06.2025
Jany McPherson Trio
Saluber Jazz Festival 2025
Calcinato (BS)
Jany McPherson: piano, voice
Ronald Moran: doublebass
Lukmil Perez: drum
28.06.2025
Paa Kow Afro Fusion Orchestra
Saluber Jazz Festival 2025
Calcinato (BS)
Paa Kow: drum, voice
Paa Qwesi Peekay: bass
Richard Kobina Bansah: keyboards
Emma Marsh: percussions
Anthony Annan Sagoe: trombone
29.06.2025
Dirotta su Cuba
Saluber Jazz Festival 2025
Calcinato (BS)
Simona Bencini: voice
Emiliano Pari: keyboards
Stefano Profazi: guitar
Patrizio Sacco: bass
Vincenzo Protano: drum
Donato Sensini: sax
Antonio Scannapieco: trumphet
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