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Fare spazio alla soggettività nell’oggettività videoludica

In questo articolo si parte dagli spunti forniti da Andrea Scibetta nel suo articolo “Un punto di vista sulla critica videoludica” per parlare dell’importanza della libertà di pensiero ed espressione nel settore giornalistico in ambito videoludico.

Andrea Scibetta nel suo articolo “Un punto di vista sulla critica videoludica” parla di come gli articoli di settore abbiamo perso negli anni le loro sfumature, smarrendosi in una monocromia dettata da trend di mercato e dalla ricerca dell’oggettività. 
Dopo aver completato la lettura di questo pezzo posso dire di trovarmi completamente d’accordo con la sua visione.

Da piccolo, quando per le prime volte mi ritrovavo incuriosito da un titolo in negozio, la prima cosa da fare era andare a cercare recensioni e articoli per capire se quel gioco potesse fare per me, guidandomi dunque all’acquisto del prodotto. 
Crescendo e sviluppando un proprio gusto personale ho però perso sempre più interesse nella lettura di articoli, non trovando più adeguate ed essenziali quelle descrizioni didascaliche volte solamente alla valutazione numerica di un prodotto. 
Arrivando infine all’università ed avvicinandomi al mondo del giornalismo di settore, ho capito come questi articoli prodotti quasi in serie fossero veicolati da scelte “politiche” ed economiche, facendo crollare la considerazione e speranza che debolmente resistevano. 

Scibetta dedica gran parte dell’articolo a spiegare come queste recensioni dovrebbero tornare ad essere un luogo dove il giornalista ha la possibilità di raccontare la propria esperienza da giocatore, diventando così non una figura che si erige sugli altri ma che, sentendo il bisogno o la voglia di divulgare e condividere le proprie sensazioni, sceglie di esporre le proprie opinioni al grande pubblico.

Sono dell’idea che questa trasformazione del concetto di articolo di settore, avvicinandosi quasi più al mondo dell’arte che del giornalismo, permetterebbe lo sviluppo di una pluralità di pensieri che condurrebbero ad una gamma di opinioni certamente più vasta, invogliando ed incentivando il gusto personale del singolo. 
Di questo processo non ne gioverebbe solamente il settore giornalistico, che potrebbe liberarsi dell’incombente paura del “passo falso”, ma anche il singolo giocatore verrebbe accompagnato al capire come sviluppare un proprio gusto personale sia essenziale per apprezzare appieno il mondo dei videogiochi.

Copertina presa da: Pixabay

About the author

Simone Alessandrini

Simone Alessandrini, 22 anni, è un Concept Artist e Art Director. Interessato all’arte e ai videogiochi fin da piccolo, si è avvicinato al mondo della pittura grazie alla nonna paterna durante l’adolescenza.
Scopre la grafica 3D molto presto grazie al mondo del PC. Trovata la sua dimensione nella cultura street e nei cartoni di inizi anni 2000, si sposterà poi nell’ambito del disegno e della Concept Art.
Nel 2024, con il team Negroni Studio, vince la prima edizione della RomaGameJam.
Tramite un approccio creativo e curioso al mondo del lavoro, punta a far immergere gli utenti in mondi e storie consistenti, fortemente ispirate dalle culture contemporanee e antiche.
Forti ispirazioni per la sua formazione sono state le opere di Kentaro Miura e Karl Edward Wagner.

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