Recensioni

Zolle – Zolle

Fortunato Mannino

l’intento del duo è rivoltare, dissodare, sbriciolare i canoni classici della musica rock per farne qualcosa di diverso, di nuovo! un album che scorre intenso senza pause o interruzioni

Che poeti e musicisti abbiano celebrato con occhio idilliaco il mondo agricolo è risaputo, potremmo dire che la musica pagana abbia avuto lì la sua culla ideale e, sarcasticamente, aggiungere che molti artisti e non dovrebbero tornarci di corsa ma… questo è un altro discorso!
Nessuno però ha mai portato in musica la vera essenza del mondo agricolo: quella fatta di fatica, quella fatica che piega la schiena di chi lavora, quel lavoro per cui inevitabilmente ci si deve sporcare, quel mondo in cui ancora resistono rapporti tanto schietti quanto veri tra le persone e a tavola sopravvivono antichi sapori! Traslare tutto questo in musica è la sfida degli ZOLLE!
Una sfida che secondo noi è riuscita altrimenti… non saremmo qui a parlarne!
Gli ZOLLE sono Marcello (Lan MoRkObOt) alla chitarra e Stefano alla batteria e allo xilofono. Hanno iniziato a lavorare al progetto nell’estate 2012 e già a maggio 2013 se ne poteva apprezzare il lavoro finito! Sinergia evidente in un album registrato in presa diretta in cui le sovraincisioni sono pochissime. I synth che, apprezziamo, qua e là in alcuni brani, sono a firma Urlo (Ufomammut) e Roberto Rizzo (Quasiviri/Runi).
La musica che il duo ci regala è schietta, priva di orpelli e soprattutto diretta! Il suono roccioso della chitarra è ottenuto grazie all’ausilio di un vecchio amplificatore anni ’50, mentre una batteria completamente in rame ne scandisce tempi e ritmi.
Trakthor apre il concept, e idealmente ci comunica l’intento del duo: rivoltare, dissodare, sbriciolare i canoni classici della musica rock per farne qualcosa di diverso, di nuovo! È, infatti, praticamente impossibile definire o classificare, se non in modo vago, la loro musica, talmente tanti sono gli spunti che ci propongono durante i quasi 30 minuti di musica. Genericamente diciamo che siamo ospiti della grande casa Heavy – Stoner ma… sulla declinazione della corrente non ci addentriamo per non far torto a nessuno, anche perché ognuno di noi, nel giudicare un’opera, trova corrispondenze che spesso vanno anche al di là delle intenzioni dell’artista che ha concepito l’opera.
Non possiamo, comunque, non sottolineare ancora una volta la cruda bellezza di un album che scorre intenso senza pause o interruzioni. Ci piace anche l’evidente ironia che caratterizza i titoli degli ultimi brani: Heavy Letam, Man Ja To Ya!, Leequame giusto per dare un’idea.
L’album è uscito a maggio per la Supernatural Cat ed è disponibile in tre versioni: LP e CD nella versione standard; LP in versione limitata a 100 copie numerate a mano che, ovviamente è quella che consigliamo: vinile 180 gr., copertina leggermente diversa nel colore e il cd è incluso. La grafica della copertina, come nello stile della Supernatural Cat, è curatissima.

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